Una parte degli espositori della fiera romana degli editori indipendenti "Più libri più liberi" ha aderito a uno sciopero di 30 minuti alzando dei teli neri sui propri stand, in segno di protesta contro la partecipazione di Passaggio al Bosco, casa editrice accusata di promuovere libri sul fascismo. Durante l'iniziativa i partecipanti hanno intonato "Bella Ciao" e gridato "fuori i fascisti dalla fiera".
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Sciopero, flash mob e stand chiusi: alle 15 di sabato a Più libri Più Liberi è scattata la protesta di molti degli espositori presenti, circa la metà, hanno aderito allo stop di 30 minuti innalzando i teli contro la presenza in fiera della casa editrice Passaggio al Bosco. Durante l'iniziativa i partecipanti hanno intonato Bella Ciao e scandito slogan: «Ora e sempre Resistenza», «Via i fascisti dalla fiera».
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"Di fronte alle polemiche di chi parla di attacco alla democrazia preferisco parlare di democrazia inquinata, toccata profondamente. Le istituzioni di garanzia che sono strumento di libertà, in Italia sono state attaccate o occupate o inquinate". Il giornalista e scrittore Bruno Manfellotto pensa alla magistratura ma anche alla presidenza della Repubblica mentre riflette sulle polemiche per lo stand dell'editore Passaggio al bosco a Più libri…
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«Non siamo un movimento politico, siamo qui per svolgere il nostro lavoro. Rispondiamo questo a ogni contestazione politica. Faremo un comunicato a fine fiera. Questo è il nostro catalogo. Buona fiera a tutti». Lo ha detto l'editore di Passaggio al Bosco, Marco Scatarzi, al termine della contestazione delle case editrici oggi a «Più libri più liberi», la fiera della piccola e media editoria organizzata…
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La decisione del giornalista come segno di protesta per la partecipazione della casa editrice Passaggio al Bosco Anche Massimo Giannini, ex direttore del quotidiano La Stampa, ha deciso di non partecipare a «Più Libri Più Liberi» dove era previsto il suo intervento all’Arena Repubblica Robinson alle 17.30. Lo ha annunciato con una lettera pubblicata su Repubblica, spiegando di schierarsi con Zerocalcare e…
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Al terzo posto del podio dei peggiori, questa settimana, abbiamo la censura rossa, quella che alle fiere del libro possono esserci solo editori e scrittori che la pensano come loro. Zerocalcare ha deciso di non partecipare a "Più Libri Più Liberi" in segno di protesta contro la presenza di Passaggio al Bosco, casa editrice rea di pubblicare testi che il vignettista bolla "nazisti". La fila dei censori, però, è molto lunga.
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Da giorni mi chiedevo cosa pensare della vicenda di Roma, dove la Fiera delle piccole case editrici è stata funestata dalla presenza di un editore che pubblica testi di apologia del nazifascismo. O almeno così pare. Perché ovviamente lui dice che si tratta di libertà di espressione, eccetera. Mi ha molto colpito, in positivo, la motivazione della rinuncia a partecipare di Zerocalcare, il quale ha detto, chiedo scusa se sunteggio male, che va bene tutto, ma lui a fianco dei fascisti non si trova bene.
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No, non si può tornare alla censura militante. L’inquisizione da presunto anti-fascismo fuori tempo e fuori senso andrebbe lasciata a quello che un grande intellettuale liberale, Nicola Chiaromonte, chiamava «il secolo della malafede ideologica» (il ‘900). Rispolverare oggi quella pratica che unisce paura e intolleranza - questo è l’oscurantismo delle decine di editori che oggi oscureranno i loro stand alla fiera Più libri Più liberi in protesta contro la partecipazione di una casa editrice di destra - ha qualcosa di…
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