Alberto Busacca 01 maggio 2024 Da Fiuggi a Montecarlo. Senza ritorno. È in questo percorso che si racchiude tutta la vicenda umana e politica di Gianfranco Fini. L’ultimo capitolo (almeno per ora) è stato scritto ieri, con la condanna dell’ex presidente della Camera a 2 anni e 8 mesi di reclusione nell’ambito del processo per il famoso appartamento nel principato di Monaco, in boulevard Princesse Charlotte 14.
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È un periodo politicamente lugubre. La campagna per le europee si articola come salendo dai cimiteri, al modo dei fuochi fatui: la sinistra riesuma l’antifascismo permanente, postumo, della buonanima di Michela Murgia, Forza Italia si ispira al creatore, morto da un anno, il che è anche comprensibile ma se un partito dopo 30 anni dalla fondazione, ancora spende l’icona del fondatore, vuol dire che qualcosa non torna, che non si trova granché di nuovo, di prospettico nell’europeismo acritico…
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Leonardo Sciascia faceva risalire la nascita del «cretino di sinistra» agli anni Sessanta, «mimetizzato nel discorso intelligente, nel discorso problematico e capillare». Non aveva previsto però che trent'anni dopo, e avendo intanto celebrato di quel cretino la prevalenza e poi la decadenza, la legge del pendolo sarebbe andata a suonare l'ora della cretinaggine dall'altra sponda politica. Gianfranco Fini (condannato ieri a due anni e otto mesi per la «casa di Montecarlo») aveva tutto per incarnarla: parlava bene senza dire niente, era…
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"No, non è stata una sentenza politica. È stato un processo politico. Perché io ero il leader di un partito, ho avuto alti incarichi, e per la cornice politica in cui quei fatti si svolsero e proseguirono". Così al Corriere della Sera Gianfranco Fini commenta la condanna al processo per la casa di Montecarlo. "È stato un processo paradossale con una sentenza illogica - dice ancora - perché sono stato assolto da tutti i reati collegati agli effetti di quella…
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Gianfranco Fini dice che quella che l’ha condannato per la casa di Montecarlo non è stata una sentenza politica. Ma il suo è stato comunque un processo politico: «Perché io ero il leader di un partito, ho avuto alti incarichi, e per la cornice politica in cui quei fatti si svolsero e proseguirono», spiega oggi in un’intervista al Corriere della Sera. Aggiungendo che «non c’è stato accanimento. Sono stato assolto per tutti i casi di accusa che implicavano il reato di riciclaggio».
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Le parabole di Fini Giorgia Meloni – o Giorgia, come preferisce essere chiamata e votata alle elezioni europee di giugno – ha dietro di sé un anno e mezzo di guida del governo e davanti altri tre e mezzo, prima delle elezioni del 2027 per il rinnovo ordinario del Parlamento. Gianfranco Fini, già suo mentore e leader, che la portò prima alla vice presidenza della Camera e poi al governo come ministra di Silvio Berlusconi, spera tra appello, forse anche Cassazione e prescrizione, di risparmiarsi i due anni e otto mesi di carcere rimediati ieri a Roma, dopo ben sette…
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Si può parlare per ore con Gianfranco Fini, ma non dirà mai quello che ha deciso di non dire. E quindi, poco dopo la sua condanna a due anni e 8 mesi per aver autorizzato la vendita di «quella maledetta casa a Montecarlo», non c’è un’accusa ai giudici: «No, non è stata una sentenza politica. È stato un processo politico, questo sì. Perché io ero il leader di un partito, ho avuto alti incarichi, e…
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Le spalle di Gianfranco Fini, nella giacca a quadri blu, esprimono massima tensione mentre la giudice-presidente legge la sentenza nell'aula di Palazzo Clodio. Condanna a 2 anni e 8 mesi, limitatamente all'autorizzazione della vendita della casa di Montecarlo, poi servita al grande imbroglio dei Tulliani. Le spalle si rilassano, la pm aveva chiesto 8 anni e le accuse più gravi nel processo per riciclaggio sono cadute.
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C'era una volta una «famiglia normale». Parola di Lady Fini, Elisabetta Tulliani, che nel 2007 annunciava così al settimanale Chi l'arrivo della prima figlia della coppia: «Siamo contenti, molto. Presto saremo una famiglia normale». Oggi le cose sono cambiate, e il processo per il riciclaggio e per l'affaire della casa di Montecarlo che ha distribuito condanne in primo grado per tutti (2 anni e 8 mesi per l'ex presidente della Camera, 5 anni a sua moglie, 5…
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Una compravendita di immobili dietro cui si sarebbe nascosto, secondo i giudici di Roma, un’opaca attività di riciclaggio nei denaro. Sulla base di questa convinzione, e dopo sette anni dalla richiesta di rinvio a giudizio, è arrivata la sentenza di primo grado per la vicenda legata all’acquisto di un appartamento a Montecarlo, al numero 14 di Boulevard Princesse Charlotte. I giudici della quarta sezione collegiale, dopo circa due ore di camera di consiglio, hanno…
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La condanna peggiore era già arrivata, rapida: l’esclusione dalla politica. Ora, 16 anni dopo, Gianfranco Fini incassa anche quella giudiziaria: 2 anni e 8 mesi, inflitti del Tribunale di Roma per riciclaggio nell’acquisto della casa di Montecarlo. La contessa Anna Maria Colleoni nel 1999 aveva lasciato in eredità un appartamento di 50 mq in boulevard …
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Dietro la compravendita dell’appartamento di Montecarlo lasciato in eredità nel 1999 dalla contessa Annamaria Colleoni all’ormai defunta Alleanza Nazionale, si nascondeva un’attività di riciclaggio di denaro realizzata dalla compagna, dal cognato e dal suocero dell’allora presidente del partito. Casa Montecarlo, Fini condannato a 2 anni e 8 mesi Lo stesso Gianfranco Fini avrebbe avuto un ruolo in questa operazione, con quello che i suoi legali…
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Gianfranco Fini è stato condannato a due anni e otto mesi di carcere per la nota storiella della casa di Montecarlo. Inutile entrare nel merito della vicenda giudiziaria perché, che il reato vi fosse o meno, quel che conta politicamente è il fatto che un immobile di proprietà del partito sia finito in un modo o nell’altro nelle mani del cognato. La figura barbina l’ha fatta. La condanna conta poco.
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«Faremo Appello. Ci aspettavamo un’assoluzione, siamo convinti dell'innocenza del nostro assistito», hanno dichiarato i difensori di Gianfranco Fini, gli avvocati Michele Sarno e Francesco Caroleo, al termine della lettura del dispositivo della sentenza con cui il tribunale di Roma ha condannato a due anni e otto mesi per riciclaggio il loro assistito. Dopo sette anni di dibattimento, si chiude quindi in primo grado, con la condanna di tutti gli imputati, il processo sulla…
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Secondo l'iniziale impianto accusatorio dei pubblici ministeri della direzione distrettuale antimafia capitolina gli appartenenti all'associazione a delinquere hanno messo in atto, evadendo le tasse, il riciclaggio di centinaia di milioni di euro. Quel fiume di denaro, una volta ripulito, è stato utilizzato dal il 're delle Slot' Francesco Corallo per attività economiche e finanziarie ma anche, è la convinzione degli inquirenti, in operazioni immobiliari che hanno coinvolto i membri della famiglia Tulliani.
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