I brani che lo hanno reso riconoscibile sono ormai parte del lessico comune: St. Thomas, con quella leggerezza caraibica che non scivola mai nel facile; Oleo, dove la sua capacità di reinventare il fraseggio bop diventa quasi un esercizio di libertà; Doxy, che sembra semplice finché non si ascolta come Rollins la piega, la asciuga, la riapre. E poi Tenor Madness, il celebre duello con Coltrane, in cui la differenza tra i due non è una competizione ma una dichiarazione di poetiche.
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Non una leggenda nel senso inflazionato in cui si usa la parola oggi, ma un testimone, uno di quei pochissimi uomini che avevano ancora in corpo - nelle dita, nel fiato - la sostanza fisica di un'epoca irripetibile
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È morto Sonny Rollins, sassofonista e compositore statunitense di musica jazz, considerato uno dei più importanti capiscuola dello stile hard bop. Aveva 95 anni. Le sue composizioni, intense ma al tempo stesso fluide e meditative, lo hanno reso l'ultimo grande protagonista di un'epoca d'oro del jazz. «È con grande tristezza e profondo affetto che annunciamo la scomparsa di Sonny Rollins», si legge in un post pubblicato sulla sua pagina social, in cui si aggiunge che «è deceduto nella sua…
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"Se n’è andato Sonny Rollins, colui che non a caso è stato definito il saxophone colossus, dal titolo di un suo album epocale, e che ha funzionato da modello per generazioni di sassofonisti". Così Umbria Jazz saluta il leggendario sassofonista e compositore statunitense, scomparso ieri all’età di 95 anni, nella sua casa di Woodstock, New York. Con il festival aveva un legame fortissimo, grazie a sette concerti indimenticabili, l’ultimo nel 2012, quando gli fu consegnato il Baiocco d’oro del Comune, l’antica…
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«Spiritualità e musica sono molto vicine, servono a cercare il senso più profondo dell’esistenza». Era il 1971 e un 41enne Sonny Rollins rispondeva alle domande di Melody Maker; nel 2006 il grande sassofonista afroamericano così spiegava a Ira Gitler, decano dei critici Usa, il suo approccio alla dimensione religiosa: «Sin da giovane ho creduto ad una forza naturale che ci guida, ho uno spirito religioso, faccio yoga, ciò mi ha aiutato a vivere e a non farmi sopraffare dal materialismo».
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Si dice sempre così, quando muore uno della vecchia guardia. Dei tempi d’oro. Che sia cinema o teatro o musica o altro. Stavolta però scrivere e affermare che si chiude un’epoca e che se n’è andato l’ultimo gigante non è gratuita enfasi. Con il 95enne Sonny Rollins la storia del grande jazz perde davvero l’ultimo colosso. E Saxophone Colossus fu il titolo di un album decisivo per il jazz moderno, quello che Rollins incise nel 1956 con Max Roach alla batteria, Tommy Flanagan al piano e Doug Watkins al contrabbasso
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– Celebrato universalmente per la sua arte, se n'è andato a 96 anni Sonny Rollins. Leggenda del jazz, sassofonista e compositore, considerato uno dei più importanti capiscuola dello stile hard bop. Il mondo adesso celebra la sua morte e anche l'Umbria e Perugia, con cui aveva un legame fortissimo, ricordano il musicista come "saxophone colossus, dal titolo di un suo album epocale, che ha funzionato da modello per generazioni di sassofonisti".
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Se n'è andato anche il Saxophone Colossus, a 95 anni, il giorno prima del centenario della nascita del suo amico Miles Davis. Era l’ultimo rimasto in vita di quella generazione di geni che hanno inventato le regole del jazz moderno. Sonny Rollins è stato uno dei più grandi sassofonisti della storia della musica afroamericana, un uomo che ha trascorso la vita a studiare il suo strumento e che, con la sua sonorità potente e inconfondibile, aveva trasformato in arte l’improvvisazione tematica, basata sulla capacità di inanellare…
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Mondo della musica in lutto. Sonny Rollins, il leggendario sassofonista tenore noto per il suo suono audace e la sua costante sperimentazione, è morto all’età di 95 anni. Il suo portavoce ha confermato la sua scomparsa nella sua casa di Woodstock, New York. Rollins era una figura venerata nel jazz, celebrato per le sue capacità di improvvisazione e per la sua…
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Innovatore, perfezionista e autore di capolavori, ha trasformato il sax tenore in una voce della coscienza musicale del Novecento. È morto a 95 anni Sonny Rollins, il “Saxophone Colossus” che più di ogni altro ha incarnato l’idea stessa dell’improvvisazione come ricerca spirituale, disciplina assoluta e libertà creativa. La notizia della scomparsa è stata confermata negli Stati Uniti dal suo entourage: Rollins si è spento nella sua casa di Woodstock, nello Stato di New York, dove viveva da anni lontano dalle scene.
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Negli occhi Perugia ha ancora le immagini di quella notte di luglio del 2012. Il palco del Santa Giuliana era solo suo e del suo sax colossale. Anche UJ piange la scomparsa di uno dei miti del jazz mondiale: Sonny Rollins, morto a New York a 95 anni. Un senatore, una leggenda, l'artista che con Miles Davis e Charlie Parker è stato capace di riscrivere le pagine più belle di un genere che ormai è nel Dna della nostra regione.
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Addio a Sonny Rollins, leggenda del jazz: aveva 95 anni 26 maggio 2026 Sonny Rollins, il leggendario sassofonista tenore noto per il suo suono audace e la sua costante sperimentazione, è morto all'età di 95 anni. Il suo portavoce ha confermato la scomparsa nella sua casa di Woodstock, New York. Rollins era una figura venerata nel jazz, celebrato per le sue capacità di improvvisazione e per la sua influenza, al pari di grandi come John Coltrane e Charlie Parker
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La notizia della scomparsa di Sonny Rollins, avvenuta il 25 maggio 2026 all’età di 95 anni nella sua casa di Woodstock, New York, segna la fine di un’era per la musica mondiale. Soprannominato il “Colosso del sax”, Rollins era rimasto l’ultimo titano vivente dell’epoca d’oro del jazz, un gigante che ha ridefinito gli standard dell’improvvisazione e del sax tenore. Il post di addio condiviso sui suoi canali social ufficiali racchiude la sua profonda visione della vita e dell’arte: «Penso che quando la persona creativa finisce, continui nell’esistenza successiva”.
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Il jazz perde la sua ultima colonna d’ercole. All’età di 95 anni, si è spento nella sua casa di Woodstock, New York, il leggendario sassofonista e compositore Sonny Rollins. La notizia è stata confermata dalla portavoce della famiglia: il musicista lottava da tempo con gravi problemi respiratori che nel 2012 lo avevano costretto all’abbandono delle scene e, due anni più tardi, a riporre per sempre lo strumento.
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Ascolta la versione audio dell'articolo 3' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Sonny Rollins, uno dei più grandi sassofonisti della storia del jazz e figura dominante della scena musicale del secondo dopoguerra, è morto nella sua casa di Woodstock, nello stato di New York. Aveva 95 anni. La morte è stata annunciata dalla sua addetta stampa, Terri Hinte
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Sonny Rollins, sassofonista e genio irrequieto il cui suono audace e inconfondibile e la costante sperimentazione lo hanno mantenuto all'avanguardia del jazz per oltre 50 anni, è morto lunedì all'età di 95 anni.La sua portavoce Terri Hinte ha dichiarato che Rollins è deceduto nella sua casa di Woodstock, nello stato di New York. Non ha specificato la causa della morte, ma ha affermato che negli ultimi due anni era stato perlopiù costretto a casa a causa di diversi problemi di salute.
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Se ne va un altro gigante della musica jazz. Era sassofonista Sonny Rollins, ma era anche uno degli ultimi mostri sacri dell'era del bebop, uno dei più straordinari improvvisatori della storia. Si è spento a 95 anni, nella sua casa di Woodstock, nello Stato di New York. La sua portavoce Terri Hinte, nel dare l'annuncio, fa sapere che era da tempo costretto a restare in casa a causa di una fibrosi polmonare
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Era ormai considerato “di casa”, avendo molto dato e ricevuto nella città d’Euliste (Perugia) Ha suonato per ben sette volte al festival, lasciando un’impronta sicura nella memoria musicale della città. Stefano Chiacchella, Sonny Riconoscimenti. Nel 2012 Perugia gli ha conferito il Baiocco d’Oro, preziosa onorificenza cittadina, riconoscendo il suo rapporto speciale con la comunità e con il festival U.
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