Mercoledì 31 gennaio alle 21 presso il Santuario della Beata Vergine Addolorata di Rho si svolgerà una Veglia di preghiera per la pace, presieduta da ... Organizzatore: Servizio per la Pastorale sociale e il lavoro
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La voce che grida nel deserto. Papa Francesco è solo contro le industrie delle armi (Irina Smirnova)
Papa Francesco ha intrapreso una crociata morale contro le armi che alimentano i conflitti in tutto il mondo. Ed ha sollecitato i leader politici a riflettere attentamente sulle conseguenze devastanti che le guerre portano con sé e a impegnarsi attivamente per trovare soluzioni pacifiche ai conflitti. In molte occasioni, ha denunciato il commercio di armi, sottolineando il ruolo negativo che svolge nel perpetuare cicli di violenza.
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“Non dimentichiamo i popoli che sono in guerra. La guerra è una pazzia, sempre la guerra è una sconfitta. Preghiamo. Preghiamo per la gente in Palestina, in Israele, in Ucraina e in tanti altri posti dove c’è la guerra. E non dimentichiamo i nostri fratelli Rohingya, che sono perseguitati”. Così Papa Francesco durante l’udienza generale nel’aula Paol VI. “Ricordiamoci che siamo sempre combattuti tra estremi opposti: la superbia sfida l’umiltà; l’odio contrasta la carità; la tristezza osteggia la vera gioia…
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Città del Vaticano Mostra ancora una volta di avere particolarmente a cuore la sorte del popolo Rohingya, Papa Francesco, il quale infatti è tornato anche stamani a ricordarlo, voce di gente che non trova un posto dove vivere stabilmente e senza tensione e di cui le cronache mediatiche internazionali parlano poco o per nulla. La protesta dei Rohingya in Sri lanka "E non dimentichiamo i nostri fratelli Rohingya che sono perseguitati", ha detto il Pontefice dopo aver fatto appello alla pace nei…
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"Non dimentichiamo i popoli che sono in guerra. La guerra è una pazzia, sempre la guerra è una sconfitta. Preghiamo. Preghiamo per la gente in Palestina, in Israele, in... Leggi tutta la notizia
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ROMA (ITALPRESS) – “Non dimentichiamo i popoli che sono in guerra. La guerra è una pazzia, sempre la guerra è una sconfitta. Preghiamo. Preghiamo per la gente in Palestina, in Israele, in Ucraina e in tanti altri posti dove c’è la guerra. E non dimentichiamo i nostri fratelli Rohingya, che sono perseguitati”. Così Papa Francesco durante l’udienza generale nel’aula Paol VI. “Ricordiamoci che siamo sempre combattuti tra estremi opposti: la superbia sfida l’umiltà; l’odio contrasta la carità; la tristezza osteggia…
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Città del Vaticano [ Non dimentichiamo i popoli che sono in guerra. La guerra è una pazzia. Sempre la guerra è una sconfitta, sempre una sconfitta ] Le parole di Papa Francesco, nella prima udienza generale del 2024 in Aula Paolo VI, risuonano ancora con il tono della supplica per il dono della pace. L'appello del Papa per i popoli in guerra e perseguitati Al termine della catechesi, il Pontefice ha invitato in particolare a pregare per il dramma che si sta…
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Francesco ha concluso la prima udienza generale del 2024 ribadendo che "la guerra è una pazzia" e "sempre una sconfitta". "Nessuno di noi è a posto, tutti siamo peccatori", ma "Gesù perdona tutto", il tema della catechesi, dedicata al combattimento spirituale. “Non dimentichiamo i popoli che sono in guerra”. E’ l’appello di Papa Francesco, al termine dell’udienza di oggi in Aula Paolo VI, la prima del 2024, dedicata al combattimento spirituale.
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''Non dimentichiamo i popoli che sono in guerra. La guerra è una pazzia. Sempre la guerra è una sconfitta, sempre una sconfitta. Preghiamo per la gente in Palestina, in Israele, in Ucraina e tanti altri posto dove c'è la guerra''. Lo ha detto Papa Francesco durante l'’udienza generale di questa mattina nell’Aula Paolo VI.
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“Ringrazio il Presidente della Repubblica per gli auguri che mi ha inviato nel suo messaggio di fine anno e li ricambio di cuore invocando la benedizione del Signore sul suo servizio e al Paese”. Così Papa Francesco ha ringraziato il Presidente Mattarella nel suo discorso dopo l’Angelus con i fedeli giunti a Piazza San Pietro. Il Santo Padre ha poi rivolto un pensiero “con preoccupazione” per quanto sta avvenendo in Nicaragua: “Dove vescovi e sacerdoti sono stati privati della libertà.
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Non dimentichiamo le guerre “Per favore, non dimentichiamo l’Ucraina, la Palestina, Israele che sono in guerra”. E’ l’appello del Papa, nel primo Angelus del 2024 in piazza San Pietro. “Preghiamo affinché fanno la pace tutti insieme”, l’auspicio di Francesco, che ha salutato i partecipanti a una manifestazione per la pace in tutte le terre organizzata dalla comunità Sant’Egidio “anche in altre città del mondo”, come pure il Movimento europeo di azioni non violente.
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Vatican News “Per favore non dimentichiamo l’Ucraina, la Palestina, Israele che sono in guerra. Preghiamo affinché venga la pace”. Ancora una volta, anche in questo primo giorno dell’anno, Papa Francesco esprime la sua angoscia e domanda ai fedeli preghiere per i Paesi afflitti dalla guerra, dove proseguono senza sosta attacchi missilistici e sale il numero delle vittime. Il Pontefice chiede di pregare per la pace – nella 57.
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ROMA (ITALPRESS) – “Ringrazio il Presidente della Repubblica per gli auguri che mi ha inviato nel suo messaggio di fine anno e li ricambio di cuore invocando la benedizione del Signore sul suo servizio e al Paese”. Così Papa Francesco ha ringraziato il Presidente Mattarella nel suo discorso dopo l’Angelus con i fedeli giunti a Piazza San Pietro. Il Santo Padre ha poi rivolto un pensiero “con preoccupazione” per quanto sta avvenenendo in Nicaragua: “Dove vescovi e sacerdoti sono stati privati della libertà.
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«L’amore non soffoca mai, l’amore fa spazio all’altro e lo fa crescere. Non è possesso». Lo ricorda Papa Francesco affacciato alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus dopo aver augurato buon anno a fedeli e pellegrini riuniti in Piazza San Pietro. Al termine della messa celebrata nella Basilica Vaticana per la Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e nella ricorrenza della 57.
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Papa: "A fine anno si abbia coraggio di chiedersi: quante vite sono state spezzate da conflitti?" 31 dicembre 2023 Papa Francesco si è affacciato su piazza San Pietro, in Vaticano, in occasione del tradizionale Angelus. "Continuiamo a pregare per i popoli che soffrono a causa della guerre, il martoriato popolo ucraino, i popoli palestinesi e israeliani, il popolo sudanese e tanti altri", ha detto Bergoglio.
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Il Pontefice durante l'Angelus in piazza San Pietro Papa Francesco si è affacciato su piazza San Pietro, in Vaticano, in occasione del tradizionale Angelus. «Continuiamo a pregare per i popoli che soffrono a causa della guerre, il martoriato popolo ucraino, i popoli palestinesi e israeliani, il popolo sudanese e tanti altri» ha detto Bergoglio. «Al termine di un anno si abbia coraggio di chiedersi: quante vite umane sono state…
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Francesca Sabatinelli – Città del Vaticano La guerra e gli orrori dei conflitti che hanno devastato il 2023 scorrono nelle parole di Francesco che, affacciato dalla finestra del Palazzo Apostolico, in una calda giornata di sole, rivolge il suo ultimo saluto di questo anno che sta per chiudersi. I suoi appelli pronunciati dopo l'Angelus, sono drammatici, partono dalla violenza di Natale in Nigeria, dove in diverse località dello stato di Plateau, nella parte centrale del…
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"Quante vite umane sono state spezzate dai conflitti amati? Quanti morti? E quante distruzioni, quanta sofferenza? Quanta povertà?", si è chiesto il Pontefice durante l'Angelus "Continuiamo a pregare per i popoli che soffrono a causa delle guerre. Il martoriato popolo ucraino, i popoli palestinesi e israeliani, il popolo sudanese e tanti altri". Così Papa Francesco durante l'ultimo Angelus dell'anno.
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