Orientarsi nel caos dopo l'attacco degli Stati Uniti e di Israele all'Iran, capire cosa conta davvero e distinguere i fatti dal rumore di fondo. Ne parliamo con Matteo Matzuzzi, Luca Gambardella, Micol Flammini, Giulia Pompili e Giulio Meotti. Mercoledì 8 aprile alle 17 sul sito del Foglio e sul canale YouTube. Qui potete rivedere la precedente diretta.
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Approfondimenti:
Delle tante tragedie legate alla guerra in Iran, quella che riguarda gli europei – in particolare Francia, Germania e Regno Unito (gli E3) – è tinta di amara ironia, poiché indirettamente hanno contribuito alla catena di eventi sfociata nel conflitto. Non-proliferazione e stabilità regionale Per anni l’Europa ha impostato la propria politica verso l’Iran sul duplice obiettivo di evitare la proliferazione nucleare nel Golfo e prevenire un conflitto regionale.
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Delle tante tragedie legate alla guerra in Iran, quella che riguarda gli europei – in particolare Francia, Germania e Regno Unito (gli E3) – è tinta di amara ironia, poiché indirettamente hanno contribuito alla catena di eventi sfociata nel conflitto. Non-proliferazione e stabilità regionale Per anni l’Europa ha impostato la propria politica verso l’Iran sul duplice obiettivo di evitare la proliferazione nucleare nel Golfo e prevenire un conflitto regionale.
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C’è qualcosa di osceno e profondamente barbarico nell’intenzione proclamata da Donald Trump di voler far retrocedere l’Iran all’età della pietra («alla quale appartiene» – ha sentenziato). Se ci fosse mai stato qualche dubbio che quella lanciata da Israele e Iran non è affatto una guerra dagli scopi precisi e limitati, ma una guerra di distruzione totale e di annientamento di un Paese, ben al di là del regime, l’affermazione di Trump non avrebbe potuto essere più chiara.
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