E poi arrivano le capre, che vengono portate nelle ultime settimane prima della corsa per pulire dall’erba le pietre del luogo-simbolo della Parigi-Roubaix: la Foresta di Arenberg. È entrata nel percorso nel 1968, su consiglio di Jean Stablinski, campione polacco naturalizzato francese, che vinse il Mondiale a Salò nel 1962 e da queste parti aveva fatto il minatore: quando apparve la Foresta per la prima volta, Stablinski fu minacciato dagli stessi colleghi per la…
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Il pavé è l’essenza della Parigi-Roubaix, le pietre che animano l’Inferno del Nord, l’iconicità per eccellenza di una delle corse più mitologiche del ciclismo. L’appuntamento con la 123ma edizione della terza Classica Monumento della stagione è per domenica 12 aprile, quando gli atleti dovranno mettersi alla prova in ben trenta settori di pavé tra la partenza di Compiegne e l’arrivo nel leggendario Velodromo al nord della Francia.
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Tra pietre, polvere e leggenda: la corsa più crudele del ciclismo Sommario: A pochi giorni dalla Parigi-Roubaix, il ciclismo mondiale si prepara ad affrontare la sfida più dura e imprevedibile. Dai settori di pavé alla mitica Foresta di Arenberg, tra tecnica, resistenza e folklore, ecco perché questa classica resta unica. Articolo a cura della redazione di Inbici News24 L’attesa di una sfida senza eguali Manca poco alla Parigi-Roubaix, e il conto alla rovescia ha già il sapore della polvere e del ferro
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Tutto per Tadej Pogacar, ma questo non era certamente un mistero. Il UAE Team Emirates ha ufficializzato la squadra per la Parigi-Roubaix di domenica, con gli uomini pronti a lavorare al meglio per il campione del mondo. Il riferimento principale sarà Florian Vermeersch che sta dimostrando un’ottima condizione in questo inizio di stagione e è uno specialista delle pietre: nel 2021 il belga (in maglia Lotto Soudal) arrivò secondo alla Roubaix dietro a Sonny Colbrelli e davanti a Mathieu Van der Poel
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Tadej Pogacar si prepara all’assalto alla Parigi-Roubaix con la tranquillità di chi ha già vinto tutto ciò che c’era da vincere in questa primavera. Dopo i successi a Strade Bianche, Milano-Sanremo e Giro delle Fiandre, lo sloveno della UAE Team Emirates XRG punta alla quarta vittoria consecutiva, quella che gli consentirebbe di entrare nel club dei corridori capaci di vincere tutte e cinque le Monumento in carriera, assieme a Merckx, De Vlaeminck e Van Looy.
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Anche la UAE Emirates ha svelato ufficialmente i nomi dei sette corridori che pedaleranno questa domenica sulle mitiche pietre della Parigi-Roubaix, terza Monumento della stagione . Il faro della squadra (e della corsa) sarà ovviamente Tadej Pogacar, che dopo aver fatto sue Milano-Sanremo e Giro delle Fiandre sogna di prendersi anche lo scalpo della Reine e chiudere il cerchio per quel che riguarda le grandi corse di un giorno.
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A pochi giorni dalla Parigi-Roubaix 2026, l’attenzione degli addetti ai lavori si concentra su un tratto in particolare: il settore di Briastre. Non si tratta di un tratto storico come la celebre Trouée d’Arenberg, ma potrebbe rivelarsi decisivo fin dalle prime fasi di gara. Durante la ricognizione ufficiale guidata dal direttore Thierry Gouvenou, sono emerse due incognite principali: le condizioni del meteo e lo stato dei pavé
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È un rito che precede il rito: a pochi giorni dalla corsa, subito dopo aver effettuato con i suoi uomini il sopralluogo su tutti i tratti di pavé, Aso pubblica l’elenco dei tratti sterrati che saranno affrontati domenica nella Parigi-Roubaix assegnando loro le classiche stellette per indicare il livello di difficoltà. La 123ª edizione della Regina delle Classiche si disputerà su una distanza di 258,3 km, con partenza da Compiègne alle 11 e arrivo poco prima delle 17 al velodromo André-Pétrieux.
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Gli appassionati di ciclismo sono pronti a gustare l’affascinante spettacolo offerto da una delle gare più entusiasmanti dell’anno. Domenica 12 aprile si corre la Parigi-Roubaix. La corsa in linea, giunta all’edizione numero 123, prende il via da Compiègne, partenza prevista alle 11:05, e si conclude a Roubaix intorno alle 16:50 dopo aver percorso 258,3 chilometri. Mathieu van der Poel, al terzo centro consecutivo, si è confermato il dominatore assoluto dell’Inferno del Nord.
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