Marzo – Ore 17.48 – Il video di un incendio nel nord di Israele Rinnovati attacchi dell’organizzazione libanese Hezbollah hanno colpito diverse aree nel nord di Israele, mentre intanto l’Iran ha scagliato un’ulteriore operazione aerea contro lo Stato ebraico. Diversi video che circolano online mostrano l’area dove ha impattato un drone di Hezbollah, a Nahariya…
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Approfondimenti:
"Dopo 20 giorni di attacchi, oggi l'Iran non ha la capacità di arricchire uranio né di produrre missili balistici. E continuiamo a colpire". Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu in conferenza stampa, la seconda da quando è iniziata l'operazione 'Il Ruggito del leone'. .
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Chi non viene ucciso, minaccia e alza il tiro. Perché il regime degli ayatollah è ferito ma resta in piedi in qualche modo e non sembra avere alcuna intenzione di interrompere la propria strategia del caos sparsa in tutto il Golfo. E non solo. Un regime ferito ma ancora vivo come il suo nuovo leader, Mojtaba Khamenei, che è tornato a parlare con un comunicato in cui ha espresso cordoglio per l'uccisione del segretario del Consiglio supremo per la sicurezza Ali Larijani, minacciando vendetta…
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Gideon Sa'ar, ministro degli esteri israeliano, in Iran avete decimato la leadership del regime, distrutto migliaia di infrastrutture militari. Quando vedremo la fine del conflitto? «Le rispondo con una domanda. Conosce qualche altra guerra in cui le parti hanno fissato una scadenza? Non credo. In guerra si hanno degli obiettivi, non si hanno scadenze. E se si hanno, la strategia migliore è non rivelarle al nemico».
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Mercoledì, a Teheran, migliaia di persone si sono radunate per i funerali di Ali Larijani, alto funzionario della sicurezza ucciso nei recenti attacchi attribuiti a Israele e Stati Uniti. Più che un semplice momento di lutto, la cerimonia si è trasformata in una dimostrazione pubblica di coesione interna e resistenza, mettendo in discussione l’efficacia della strategia adottata da Washington e Tel Aviv
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Prosegue la guerra in Medioriente e il conflitto del Golfo si infiamma sull'energia. Israele colpisce il maxi giacimento di gas iraniano di South Pars. I pasdaran contrattaccano in Qatar, colpendo più volte il grande impianto di Ras Laffan. Timori per le forniture energetiche globali: schizzano i prezzi del petrolio. Nuovo caso negli Usa dopo le dimissioni del capo dell'antiterrorismo Kent: la direttrice dell'intelligence Gabbard…
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MILANO. Trump non riesce a costruire la coalizione per liberare lo stretto di Hormuz: tanto i leader europei che quelli di Teheran hanno interesse a vederlo fallire. E c’è il precedente degli Houthi. Tutte le parti più coinvolte, esclusi gli Stati Uniti, stanno combattendo una lotta che percepiscono come esistenziale. E questo, ovviamente, cambia le carte in tavola, perché quando un attore combatte una lotta esistenziale aumentano le possibilità che possa compiere azioni irrazionali e, al contempo, si…
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Roma, 18 mar. – Di seguito una selezione delle notizie più importanti del 17 marzo riguardo alla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, un conflitto che coinvolge ormai tutti i Paesi del Golfo con ripercussioni sull’economia globale.-07:46 Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ad Al Jazeera: una volta terminato il conflitto, servirà definire “un nuovo protocollo” sulla navigazione nello Stretto di Hormuz, messo a punto dai paesi che vi si affacciano, in quanto “parti principali su questa questione”.
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Bentrovati. Chi sta vincendo la guerra? Donald Trump continua a dirsi sicuro (anche al Corriere) che la sta vincendo lui. Gli esperti passati in Rassegna da Gianluca continuano a esprimere molti dubbi. E cominciano a non escludere lo scenario più clamoroso: che il presidente americano debba decidere di mandare in Iran truppe di terra. India ingolfata A causa delle importazioni di petrolio e gas e alla quantità di lavoratori che dal Golfo mandano rimesse in patria…
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