Torino — Le bollette più care e il rischio di nuovi dazi targati Trump sono i due elementi che turbano gli imprenditori italiani secondo il report congiunturale di Confindustria. Il costo più alto dell’energia non è un rischio, ma una certezza, visti gli aumenti del prezzo del gas tra fine dicembre e gennaio dovuti alla chiusura totale dei rubinetti dalla Russia. L’impennata rispetto a febbraio 2024 in Europa è stata consistente: da 26 a 48 euro/Mwh, toccando anche il picco dei 50.
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"Servono regole e limiti o ci troveremo con aziende chiuse, lavoratori in cassa integrazione e con bollette raddoppiate da pagare per la loro casa". A lanciare l’allarme l’assessore alle imprese di regione Lombardia, Guido Guidesi, rispetto a una situazione che, se non affrontata dall’Europa, rischia di portare l’Italia “fuori dalla competitività”. "Come Lombardia - ha minacciato Guidesi - siamo pronti anche a manifestare pur di farci ascoltare”.
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Di luci e ombre: è l’anno che si prospetta per l’economia italiana, tra prezzi dell’energia in aumento che gravano su inflazione e costi delle imprese e timori per gli effetti dei dazi sull’export. La produzione industriale in Italia mostra segni di difficoltà mentre l'export è in flessioneMissing Credit La sintesi è tracciata dal centro studi di Confindustria, che nella sua congiuntura flash di gennaio segnala un mix di sfide e opportunità per l’economia nazionale…
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Il prezzo del gas in Europa e' salito toccando in alcuni giorni quota 50. Un rincaro 'alimentato dalla chiusura da inizio anno del gasdotto che dalla Russia, attraverso l'Ucraina, portava gas in... Leggi tutta la notizia
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Il 2025 si apre con un panorama economico complesso, in cui le spinte al rialzo dei costi energetici e l’incertezza geopolitica si intrecciano con segnali di debolezza nei consumi e negli investimenti. La capacità dell’Italia di navigare queste sfide dipenderà da interventi strutturali, dalla politica economica europea e dalla resilienza dei settori produttivi. È quanto sottolinea il Centro Studi Confindustria (CsC) nell’ultima Congiuntura flash.
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Reuters Elevata incertezza sul Pil italiano nel 4° trimestre, dopo lo stop nel 3°: da un lato, la fiducia è bassa, l'industria in crisi, l'export debole, l'Eurozona fiacca; dall'altro, al rialzo: il trend di crescita del turismo e dei servizi, il proseguimento del calo dei tassi, l'inflazione ridotta, l'attuazione del Pnnr. I fattori congiunturali spingono al rialzo, ma frenano alcuni ostacoli strutturali.
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Un 2025 che si apre con i prezzi dell’energia in aumento, che pesano su inflazione e costi delle imprese, oltre ai timori di dazi che inciderebbero sull’export, già debole. D’altro canto proseguiranno il calo dei tassi, che alleggerisce le condizioni finanziarie, e l’attuazione del Pnrr. Segnali contrastanti, sintetizza l’analisi del Centro studi di Confindustria , Congiuntura Flash. Nel quarto trimestre 2024 la dinamica del pil in Italia è stata fiacca, tra crescita modesta dei servizi e industria ancora in…
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"Con il nuovo anno torna a incombere sui cittadini la minaccia del caro energia, complici anche le dinamiche internazionali per il trasporto del gas alla luce del conflitto russo-ucraino. A causa della chiusura del metanodotto ucraino e alle dinamiche di mercato si prevedono aumenti fino al 20%-30%". Così Federconsumatori in una nota sottolineando che nel mese di febbraio 2024 il costo della materia prima, energia elettrica e gas, era rispettivamente 0,08 cent al kwh (Indice PUN) e…
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Se l’inflazione sembra aver subito un rallentamento, nubi grigie si stanno già addensando all’orizzonte, perché proprio le bollette, che con i loro rincari avevano portato all’inflazione a doppia cifra del 2022 e gonfiato i prezzi anche nel 2023. Ora, come rimarca Altroconsumo “il 2025 sembra partire in salita, soprattutto per quanto riguarda i rincari in bolletta: l’Autorità per l’energia, Arera, infatti, ha annunciato un aumento del 18,2% del costo della luce rispetto al quarto trimestre 2024 e anche quello del gas è in pieno trend al rialzo…
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