Con l’arrivo dei primi freddi e delle nevicate sulle Alpi, in Lombardia torna d’attualità il tema dei termosifoni. La riattivazione degli impianti non è libera, ma segue regole precise stabilite dal decreto nazionale e, in alcuni casi, dai singoli Comuni. Il quadro normativo di riferimento è il Dpr 74/2013, che definisce i periodi di accensione e spegnimento dei riscaldamenti in base alle sei zone climatiche in cui è suddiviso il territorio italiano.
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L'estate è finita e, come ogni anni, è tempo di autunno, tisana e copertina. Le temperature in Italia sono già in calo e, inevitabilmente, c'è chi sta aspettando con ansia il fatidico momento in cui accendere i riscaldamenti, così da creare quel tepore necessario per sopravvivere alle giornate più dure. Ma attenzione, perché nel nostro Paese c'è una normativa ben precisa da rispettare per l'accensione dei caloriferi, pensata per limitare il consumo di gas e di conseguenza avere un minore impatto sull'ambiente…
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L’Italia è divisa in sei zone climatiche, dalla A (più calda) alla F (più fredda). In Toscana la maggioranza dei comuni ricade nella fascia D, che consente l’accensione dal 1° novembre al 15 aprile per un massimo di 12 ore al giorno. Alcune aree particolarmente fredde rientrano invece nella fascia E (dal 15 ottobre al 15 aprile, fino a 14 ore al giorno), mentre la fascia C, tipica della costa e delle isole, prevede accensione più tardiva: dal 15 novembre al 31 marzo, massimo 10 ore quotidiane.
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Zona E, dal 15 ottobre al 15 aprile, massimo 14 ore di accensione al giorno: comprende le zone più fredde come l’intera Lunigiana, la Garfagnana, la Montagna Pistoiese (eccetto Abetone), il Mugello, l’Alta Val Bisenzio, l’Amiata, l’Alta Val di Cecina, gran parte della provincia di Arezzo (tra cui Arezzo città) e diversi comuni del Senese. Zona D, dal 1° novembre al 15 aprile, massimo 12 ore di accensione al giorno: è la fascia più diffusa in Toscana
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/2026, invariate rispetto allo scorso anno, dipendono dalla zona climatica di appartenenza del comune. Leggi anche: Dalla Toscana all'Umbria: gli eventi speciali dell'autunno Autunno a Firenze, oltre 230 proposte
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– L’autunno, all’improvviso. Dopo un settembre ‘vestito’ d’estate, è arrivato all’improvviso il primo fresco con temperature quasi sotto media, in particolare le minime. Un fresco che si è fatto particolarmente sentire nelle località appenniniche e nelle Bassa la scorsa notte, con i cieli sgomberi dalle nubi. Temperature che, in certe aree, si sono avvicinate ai 10 gradi centigradi. Accensione riscaldamento 2025 in Emilia Romagna: ecco la data E se, nelle località…
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– L’autunno è arrivato in Emilia Romagna e, d’improvviso, da massime di 30 gradi siamo passati a giornate con valori intorno ai 20 gradi. Uno sbalzo termico che sta portando tutti i cittadini emiliano-romagnoli a un repentino cambio dell’armadio per affrontare il clima più rigido che si sta generando. Anche perché le previsioni meteo dei prossimi giorni parlano di temperature in lieve ma graduale diminuzione (anche sotto i 10 gradi in pianura).
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– Con il calo delle temperature e la prima neve sulle Alpi, in Lombardia si torna a parlare di termosifoni. La riaccensione non è libera: i riscaldamenti seguono regole stabilite dal piano nazionale e dai singoli Comuni. Il riferimento normativo è il Dpr 74/2013, che definisce i periodi di accensione e spegnimento per le sei zone climatiche italiane. Durante i mesi più freddi gli impianti possono funzionare, ma con differenze significative da territorio a territorio.
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E’ già arrivato il momento accendere il riscaldamento in Veneto per l’inverno 2025/2026? Quali sono i periodi e le temperature da rispettare? Diamo un’occhiata al calendario di accensione degli impianti di riscaldamento in Veneto, città per città: Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza. Mentre le stagioni cambiano e si passa dal caldo estivo ai primi freddi autunnali, la domanda da porci è la seguente: quando è possibile accendere…
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