L’uscita sugli sportivi dilettanti ha segnato la fine dell’era Gravina . È proprio tra i dilettanti del calcio, però, che va cercata la chiave per le elezioni federali. Si voterà il 22 giugno, sarà chiaro chi la spunterà dal 13 maggio , data ultima per candidarsi. Il nome della prima ora resta buono anche a giorni dal terremoto, chissà se taglierà il traguardo. Giovanni Malagò è da tempo accostato ai vertici Figc, in passato Gravina ha temuto di…
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Gabriele Gravina l’aveva presentata otto giorni prima di Italia-Irlanda del Nord la riforma sui giovani. Un atto dovuto dopo sette anni di presidenza alla Figc nei quali l’Italia ha mancato due Mondiali e non sforna campioni. Non prometteva di stravolgere completamente le dinamiche dei settori giovanili ma cambiare radicalmente le metodologie di allenamento dei bambini di fascia di età 5-12 anni con l’obiettivo di aumentare il livello tecnico delle nuove leve…
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Italia, rischio esclusione: il piano che può cambiare tutto. Inter e Juventus ora temano, l’Uefa è pronta ad entrare in azione E se la prossima partita non si giocasse in campo, ma nei palazzi del potere? È una domanda che fino a qualche settimana fa sarebbe sembrata esagerata. Oggi, invece, è diventata terribilmente concreta. Perché il calcio italiano si trova davanti a un bivio delicato, forse il più complicato degli ultimi anni.
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Quaranta giorni per definire la corsa alla nuova Figc e (forse) il nuovo assetto del calcio italiano. A pochi giorni dallo choc Mondiale in Bosnia, la polemica sulla crisi del calcio italiano cede in parte il palcoscenico al ritorno del campionato; ma il silenzio dei protagonisti è il terreno naturale sul quale costruire il percorso che porterà al voto del 22 giugno. Mentre Massimiliano Allegri si tira fuori dal toto-ct ("Sono felice al Milan e voglio restare qui a lungo") e dai tecnici di serie A…
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Non si tratta solo di togliersi una serie di sassolini dalle scarpe, né tantomeno di vendicarsi per gli attacchi ricevuti. Ora che il suo futuro in Federcalcio non è più in discussione e la sua posizione è istituzionalmente ben diversa da prima, Gabriele Gravina vuole fare chiarezza e far capire a tutti che dietro a tante scelte che oggi mezza Italia gli rinfaccia ci sono le responsabilità di molti altri.
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Caricamento player Il calcio italiano è in crisi, almeno in alcuni ambiti, e di certo è messo peggio rispetto ad altri paesi europei e rispetto a com’era messo trent’anni fa. La Nazionale maschile non andrà ai Mondiali per la terza volta consecutiva e in due giorni si sono dimessi il presidente della Federcalcio, il capo delegazione e l’allenatore della Nazionale. Come sempre in questi casi, non solo nel calcio, c’è chi parla di riforme, le chiede e le propone.
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Rieccoci. Italia eliminata, Bosnia (squadra molto simpatica, tifosi caldi ma corretti, Džeko gran signore: tiferemo per lei) al Mondiale. La notte di Zenica — l'ennesima, dolorosa eliminazione agli spareggi mondiali — ha attivato l'ormai ciclico discorso sulla necessità di riformare il calcio italiano "dalle fondamenta", che in passato si è risolto per lo più nel dare in pasto all'opinione pubblica delusa qualche testa eccellente.
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L'Italia alle urne: sì, ma quella che vive dentro i palazzi del pallone, ai piani alti dei club, in campo o in panchina. Il 22 giugno si ripeterà un rito dalla forza attrattiva non banale, ma ristretto, molto ristretto: 274 delegati chiamati a esprimere 516 voti complessivi in ossequio alla tanto ingombrante ponderabilità, ovvero il "peso" che spetta a ognuna delle sei componenti del sistema calcio italiano.
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Alla fiera dell’Est per due soldi un topolino mio padre comprò. Il must di Angelo Branduardi è datato 1976, per gli appassionati di calcio è l’anno del Toro campione d’Italia due anni dopo il Mondiale di Germania e il flop della Valcareggi band e due prima del torneo della rinascita del calcio azzurro, quello dell’Argentina, con Bearzot che butta nella mischia Rossi e Cabrini e getta le basi per il Mundial 1982.
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La crisi del pallone. Arianna Fontana risponde all'ex presidente Gravina: "Il calcio ha un peso enorme. Dovrebbe aiutare ad alzare il livello di tutto lo sport italiano" "Serve una riflessione più moderna e più rispettosa sul valore reale dello sport italiano e di chi lo porta avanti ad altissimo livello. E forse anche la…
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In seguito alle dimissioni di Gabriele Gravina rassegnate nella giornata di ieri, il nuovo presidente della Figc sarà scelto tramite un’elezione che è stata fissata per il 22 giugno prossimo, a 90 giorni dalla formalizzazione. Il presidente è eletto da un’assemblea composta da 275 delegati che rappresentano le varie componenti del calcio italiano. Avviene a scrutinio segreto. Senza una maggioranza qualificata si procede a oltranza.
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Ha fatto bene a dimettersi. Con eleganza, quella che non hanno avuto certi suoi avversari. Ma Gabriele Gravina non poteva restare in quella poltrona così ambita, dopo due Mondiali evasi dalla squadra guida del calcio italiano, la Nazionale. Mai vista così impacciata, anche la vittoria con l’Irlanda del Nord, quell’obbrobrio di primo tempo compensato con una ripresa più decente (e vincente) aveva dato segnali…
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