Il prezzo del petrolio Brent è salito bruscamente stamattina sui mercati asiatici dopo il discorso del presidente statunitense Donald Trump, superando nuovamente i 105 dollari al barile. Il Brent è balzato di oltre il 4% a 105,55 intorno, mentre il greggio Wti ha guadagnato il 3% a 103,16 dollari al barile dopo che entrambi avevano mostrato una tendenza al ribasso prima che Trump dichiarasse che l'Iran verrà stato colpito "duramente" per altre due o tre settimane.
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I future sul petrolio WTI sono in calo mercoledì mentre i trader hanno reagito ai commenti del presidente degli Stati Uniti, Trump, e alle notizie sulla guerra con l’Iran e sullo Stretto di Hormuz. Ma lo sviluppo più importante è arrivato dal lato tecnico: i venditori non solo hanno oltrepassato il livello psicologico di supporto a 100$, ma hanno anche forato una trendline che guidava il…
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MILANO (MF-NW)--I prezzi del petrolio trattano in ribasso, con il Brent che è sceso brevemente sotto i 100 dollari al barile, dopo che il presidente americano, Donald Trump, ha segnalato di voler chiudere la guerra in Iran, giunta alla quinta settimana. Il Brent cede ora lo 0,55% e il Wti lo 0,95%. L'inquilino della Casa Bianca ha dichiarato che gli Stati Uniti lasceranno l'Iran entro due o tre settimane, con o senza accordo, e che il suo obiettivo di eliminare la minaccia…
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Marzo 2026 entra negli archivi come il mese più caldo di sempre per il prezzo del petrolio. Il Brent ha registrato un balzo senza precedenti: +59% dal 28 febbraio, il più alto incremento mensile dalla nascita dei futures nel 1988. Un’accelerazione che supera persino il picco del 1990 durante la guerra del Golfo. La mattina dell'1 aprile si è aperta con le quotazioni del Brent a 103,72 dollari al barile (-0,24%) mentre il Wti è passato a 101,69 dollari (+0,24%).
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MILANO (MF-NW)--L'attenzione degli investitori resta focalizzata sulle dinamiche dell'inflazione, su quelle dei tassi di interesse, sui dazi, sul conflitto in Ucraina e in Iran. Sul fronte macroeconomico, focus sugli indici Pmi manifatturieri dei principali Paesi dell'Eurozona, dell'area euro nel suo complesso e della Gran Bretagna, sul tasso di disoccupazione del Regno Unito e dell'Eurozona e sui discorsi dei banchieri centrali.
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