Arrivate come previsto le precipitazioni sulla testa della Lega dopo il disegno di legge contro i termini declinati al femminile, per ruoli e cariche istituzionali, all’interno di atti pubblici. A Floridia (Avs) hanno fatto eco tante altre donne nella politica italiana, che non si sono risparmiate nel commentare. “Una decisione aberrante che si pone in contrasto con i più basilari principi democratici.
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Le radici sono importanti. Ma le desinenze di più. Mettiamo subito le mani avanti: noi non useremmo mai parole come «sindaca», «questora», «avvocatessa». Figurati «architetta» o «rettrice». Quando le troviamo, non andiamo neppure avanti nella lettura. Del resto è da almeno un paio d'anni, da quando è iniziata la moda, che quando riceviamo un comunicato che si rivolge a noi con espressioni tipo «Cari tutti e care tutte», «Car tutt», o con la schwa, la «u» o la «e» rovesciata, rispondiamo cortesemente di toglierci dalla…
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La Lega vuole vietare l’uso del femminile nei titoli istituzionali e professionali: sono previste sanzioni che vanno da 1.000 a 5.000 euro Nonostante il contesto globale segnato da crisi economiche e conflitti, la Lega ha scelto di focalizzarsi sul linguaggio di genere. Il partito sta infatti promuovendo una proposta di legge che mira a vietare l’uso del femminile nei titoli istituzionali e…
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Altro che femminile ‘sovraesteso’, ora la Lega chiede di dire basta all’uso scritto, negli atti pubblici, di parole come ‘sindaca’, ‘questora’, avvocatessa’ e anche ‘rettrice’. L’uso del femminile, chiedono dal partito guidato da Matteo Salvini, va abolito per legge: almeno nei documenti si scriva solo ‘sindaco’, ‘questore’, ‘avvocato’ e ‘rettore’. Senza tener conto dell’identità di genere di chi ricopre quel ruolo, sia un uomo o una donna.
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Condividi questo articolo Pubblicità La Lega ha proposto una legge per vietare l’uso del genere femminile nei titoli istituzionali, gradi militari, titoli professionali, onorificenze e incarichi indicati da atti di legge negli atti pubblici. La bozza, firmata dal senatore Manfredi Potenti, mira a preservare l’integrità della lingua italiana e a evitare modifiche simboliche ai titoli come Sindaco, Prefetto, Questore e Avvocato.
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Vietato dire sindaca e rettrice. La Lega vuole imporre il machismo linguistico, per legge «Io voglio essere libero di continuare a chiamare sindaco anche le sindache donne, voglio essere libero di chiamare “il presidente” anche la presidente». Ogni volta che qualcuno da destra spreca fiato, inchiostro e comunicati stampa per ribadire questo squinternato concetto alcuni sorridono e alcuni si preoccupano.
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ROMA. Basta con la dicitura "avvocata", ma anche con quella di "sindaca". E' polemica su una proposta di legge della Lega che vuole vietare negli atti pubblici "il genere femminile per neologismi applicati ai titoli istituzionali dello Stato, ai gradi militari, ai titoli professionali, alle onorificenze, ed agli incarichi individuati da atti aventi forza di legge". Il testo, a firma del senatore leghista, Manfredi Potenti, è…
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La Lega chiede di dire basta all’uso scritto, negli atti pubblici, di parole come ‘sindaca’, ‘questora’, avvocatessa’ e anche ‘rettrice’: questi femminili non s’hanno da fare e vanno aboliti per legge. E a chi non si adegua, non già “peste lo colga”, come recitava il tristo Giannetto nella “Cena delle beffe”, ma una multa salta fino a 5mila euro. Dove non poté la lingua italiana, l’Accademia della Crusca, i vocabolari che registrano ormai da tempo il femminile di tanti maschili ormai superati, poté la legge, come nel…
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Siamo a tanto così dalla terza guerra mondiale, a Trump hanno sparato, Biden si è ritirato, si stanno sciogliendo i ghiacciai, le città non sono sicure, non si fanno più figli, i soldi sono finiti: in questo scenario mancavano solo il ddl della Lega sulla tutela della lingua italiana e l’invasione delle cavallette. Aspettiamo le cavallette, visto che a tutelare la lingua italiana ci pensa il senatore della Lega Manfredi Potenti
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Basta con la dicitura «avvocata», ma anche con quella di «sindaca». E’ polemica su una proposta di legge della Lega che vuole vietare negli atti pubblici «il genere femminile per neologismi applicati ai titoli istituzionali dello Stato, ai gradi militari, ai titoli professionali, alle onorificenze, ed agli incarichi individuati da atti aventi forza di legge». Il testo, a firma del senatore leghista, Manfredi Potenti, è ancora una bozza ma è già chiarissima…
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Il testo è a firma del senatore leghista Manfredi Potenti ed è ancora una bozza. Prevede, fra l’altro, una multa fino a 5mila euro per eventuali violazioni. Punta, si legge, a "preservare l'integrità della lingua italiana ed in particolare, evitare l'impropria modificazione dei titoli pubblici, come 'Sindaco', 'Prefetto', 'Questore', 'Avvocato' dai tentativi 'simbolici' di adattarne la loro definizione alle diverse sensibilità del tempo" ascolta articolo La Lega…
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“La Lega si schiera contro la parità di genere e "scomoda" addirittura la lingua italiana. Il disegno di legge a prima firma del senatore Potenti per proibire l'uso di termini al femminile negli atti pubblici è fuori luogo e fuori tempo” tuona subito Sara Funaro. La neosindaca Pd di Firenze si scatena immediatamente contro il ddl anti “sindaca” e anti “rettrice” a prima firma del senatore leghist…
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La pubblicità dei privati copre parte dei costi, ma non è sufficiente. Altro che femminile 'sovraesteso', ora la Lega chiede di dire basta all'uso scritto, negli atti pubblici, di parole come 'sindaca', 'questora', avvocatessa' e anche 'rettrice'. L'uso del femminile, chiedono dal partito guidato da Matteo Salvini, va abolito per legge: almeno nei documenti si scriva solo 'sindaco', 'questore', 'avvocato' e 'rettore'.
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Basta con "avvocata" e anche con "sindaca". Una proposta di legge della Lega punta a vietare negli atti pubblici "il genere femminile per neologismi applicati ai titoli istituzionali dello Stato, ai gradi militari, ai titoli professionali, alle onorificenze, ed agli incarichi individuati da atti aventi forza di legge". Il testo, a firma del senatore leghista, Manfredi Potenti, punta a introdurre anche multe per i trasgressori fino…
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Basta con “avvocata” e anche con “sindaca”. Una proposta di legge della Lega punta a vietare negli atti pubblici il genere femminile per neologismi applicati ai titoli istituzionali dello Stato, ai gradi militari, ai titoli professionali, alle onorificenze, ed agli incarichi individuati da atti aventi forza di legge. Il testo, a firma del senatore leghista, Manfredi Potenti, è ancora una bozza da sottoporre al drafting ma è già chiarissima nelle premesse: «La presente…
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Altro che femminile “sovraesteso”, ora la Lega chiede di dire basta all'uso scritto, negli atti pubblici, di parole come «sindaca», «questora», «avvocatessa» e anche «rettrice». L'uso del femminile, chiedono dal partito guidato da Matteo Salvini, va abolito per legge: almeno nei documenti si scriva solo «sindaco», «questore», «avvocato» e «rettore». Senza tener conto dell'identità di genere di chi ricopre quel…
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“È con grande sdegno che apprendiamo dell'ultima proposta della Lega, che attraverso un disegno di legge a prima firma del senatore Potenti intende proibire l'uso del femminile negli atti pubblici. Termini come ‘sindaca’ e ‘rettrice’ verrebbero aboliti, e chi non si adeguasse sarebbe soggetto perfino a una multa fino a cinquemila euro”. Lo afferma la senatrice di Alleanza Verdi e Sinistra, Aurora Floridia, linguista promotrice della lettera inviata al Presidente del…
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In Italia potrebbe presto cambiare la forma dei documenti pubblici, con la scomparsa della declinazione femminile delle cariche per un ritorno all'utilizzo del maschile come forma neutra. Niente femminile sovraesteso, quindi, ma un'unica forma che semplifichi la lingua e la sintassi degli atti pubblici. È questa la proposta del leghista Manfredi Potenti, che ha presentato un disegno di legge dal titolo "Disposizioni per la tutela della lingua italiana…
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La Lega dichiara guerra all'uso scritto, negli atti pubblici, di parole al femminile come "sindaca", "questora" o "rettrice". Va abolito per legge e per chi non si adegua spunta la sanzione, con una multa prevista fino a 5mila euro. Il leghista Manfredi Potente, senatore della repubblica, ha appena presentato il suo disegno di legge (titolo: "Disposizioni per la tutela della lingua italiana, rispetto…
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La nuova battaglia ideologica della Lega contro il linguaggio inclusivo: multa fino a 5.000 euro per chi usa “sindaca” o “rettrice” Di La battaglia della Lega per la “tutela della lingua italiana” assume toni grotteschi. Il senatore Manfredi Potenti ha presentato un disegno di legge che mira a vietare l’uso del femminile per i titoli istituzionali, professionali e onorifici negli atti pubblici…
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Proibire per legge l’uso del femminile negli atti pubblici. E’ l’ultima trovata della Lega di Matteo Salvini, che in un disegno di legge propone di abolire termini quali “sindaca”, “questora”, “avvocatessa” e anche “rettrice”. Per chi non si è adegua, è la proposta, scatterebbe una multa fino a cinquemila euro. La “tutela della lingua italiana” Sein passato la Lega aveva proposto di insegnare il …
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Niente più 'sindaca', 'rettrice', 'questora' o 'avvocatessa'. A chiederlo è la Lega in un ddl depositato dal senatore Manfredi Potenti che vuole vietare, negli atti pubblici, l'uso del femminile riferito a cariche istituzionali. Previste multe fino a 5000 euro per chi non rispetta il divieto.
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Che la declinazione al femminile di parole e ruoli storicamente legati al genere maschile non piaccia alla destra, non è certo una novità. Basta vedere l’attaccamento di Giorgia Meloni al suo appellativo di (il) presidente. Non sorprende, quindi, il disegno di legge fresco di stampa con cui il partito di Salvini chiede di fermare questa novità linguistica. Missing CaptionMissing Credit Il disegno di legge porta la firma del leghista toscano Manfredi Potenti, dal titolo…
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«Disposizioni per la tutela della lingua italiana, rispetto alle differenze di genere». Si intitola così l’ultimo disegno di legge presentato da Manfredi Potenti, senatore della Lega. L’obiettivo? Eliminare da tutti gli atti pubblici parole come «sindaca», «questora», «avvocata» o «rettrice». Il partito guidato da Matteo Salvini chiede che l’uso del femminile sia abolito per legge e…
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(Adnkronos) – Altro che femminile ‘sovraesteso’, ora la Lega chiede di dire basta all’uso scritto, negli atti pubblici, di parole come ‘sindaca’, ‘questora’, avvocatessa’ e anche ‘rettrice’. L’uso del femminile, chiedono dal partito guidato da Matteo Salvini, va abolito per legge: almeno nei documenti si scriva solo ‘sindaco’, ‘questore’, ‘avvocato’ e ‘rettore’. Senza tener conto dell’identità di genere di chi ricopre quel ruolo, sia un uomo o una donna.
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Altro che femminile sovraesteso, ora la Lega chiede di dire basta all'uso scritto, negli atti pubblici, di parole come «sindaca», «questora», «avvocatessa» e anche «rettrice». L'uso del femminile, chiedono dal partito guidato da Matteo Salvini, va abolito per legge: almeno nei documenti si scriva solo «sindaco», «questore», «avvocato» e «rettore». Senza tener conto dell'identità di genere di chi …
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Altro che femminile 'sovraesteso', ora la Lega chiede di dire basta all'uso scritto, negli atti pubblici, di parole come 'sindaca', 'questora', avvocatessa' e anche 'rettrice'. L'uso del femminile, chiedono dal partito guidato da Matteo Salvini, va abolito per legge: almeno nei documenti si scriva solo 'sindaco', 'questore', 'avvocato' e 'rettore'. Senza tener conto dell'identità di genere di chi ricopre quel ruolo, sia un uomo o una donna.
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“Ed ora? Ora tutto tace? Va bene così? No per me è gravissimo e non staró in silenzio. Il giorno della riunione della conferenza dei sindaci per l’approvazione dell’atto aziendale siamo stati attaccati e derisi io e Piergianni Fiorletta da un esponente del centrodestra che mesclamava sorridendo: “due contro tutti, siete un po’ pochini”. Me la sono ‘tenuta’, perché non era certo un fatto personale, come ho letto le critiche alla nostra posizione di…
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La Lega ha chiesto in una proposta di legge di vietare l’utilizzo di declinazioni femminili all’interno degli atti pubblici e di unificare sotto un unico termine declinato al maschile il titolo del ruolo istituzionale. Nel Ddl previste multe per chi li utilizza fino a 5.000 euro. La Lega contro il femminile negli atti pubblici, la proposta di legge di Potenti volta a "tutelare la lingua italiana" La…
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La banda dell'Audi scura colpisce ancora e qualche giorno fa è stata nuovamente avvistata a Monteiasi, nonostante nessun furto sia stato nuovamente consumato. Nei due paesi della provincia di Taranto è una vera e propria psicosi, tanto che i due sindaci Ciura e Punzi, a seguito dei furti consumati e del clima di paura e preoccupazione tra i cittadini, hanno scritto alle autorità. Il sindaco di Monteiasi Cosimo Ciura, raggiunto da Tarantini Time, ha spiegato di aver già chiesto in…
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