Undici indagati, nessun Dna compatibile. Il mistero di Unabomber resta intatto. Dopo due anni e mezzo i periti a cui il gip Luigi Dainotti (nel frattempo andato in pensione) si era affidato per esaminare i dieci reperti conservati nell’archivio della Procura di Trieste, hanno comunicato ai consulenti di parte che non è stata trovata compatibilità tra i profili genetici delle persone sottoposte a indagine e il materiale a disposizione.
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Unabomber resterà senza un volto. A meno di svolte imprevedibili, l’uomo che tra il 1994 e il 2006 ha seminato il terrore nel Nordest non avrà un nome e non dovrà affrontare un processo. È questo l’esito sostanziale della perizia su 27 reperti, affidata all’ex comandante del Ris di Parma, Giampietro Lago, e all’anatomopatologa forense Elena Pilli: nemmeno le nuove tecnologie di biologia forense «…
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Dopo trent’anni di mistero forse si avvicina la verità su Unabomber, l’anonimo che dal 1994 al 2006 ha disseminato il Veneto e il Friuli di ordigni esplosivi. In tutto gli sono stati attribuiti tra 31 e 33 attentati che hanno ferito e menomato chi ne è stato vittima. Il nome Unabomber era stato coniato dalla …
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Nessuna prova decisiva. Né contro l’ingegnere Elvo Zornitta né contro gli altri dieci indagati. La superperizia sul caso Unabomber, disposta oltre due anni e mezzo fa dal gip di Trieste, non ha individuato l’autore degli attentati che tra il 1994 e il 2006 terrorizzò il Veneto e il Friuli con ordigni nascosti in oggetti di uso comune. Il documento, lungo circa duemila pagine e firmato dall’ex comandante del Ris di Parma Giampietro Lago e dall’antropologa forense Elena Pilli, sarà consegnato alle…
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Si infittisce il mistero attorno alla figura di Unabomber, l’attentatore che per oltre un decennio, tra il 1994 e il 1996 e poi dal 2000 al 2006, ha seminato terrore nel Nordest italiano con ordigni artigianali. La tanto attesa perizia disposta dalla Procura di Trieste, che avrebbe dovuto far luce sull’identità del responsabile, non ha portato a una svolta decisiva. Secondo quanto riportato dai giornali del Gruppo Nem, l’analisi del Dna condotta su dieci reperti non ha trovato corrispondenze…
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Le nuove analisi sul caso Unabomber non hanno trovato Dna riconducibile agli 11 indagati. Il legale di Elvio Zornitta, il più noto sospettato, ha parlato di “perizia inutile” durata anni. L’inchiesta, riaperta nel 2022, è ormai prossima alla chiusura, lasciando irrisolto il mistero del bombarolo che terrorizzò il Nordest per oltre un decennio. Unabomber, nessuna svolta Il commento del legale di Zornitta Le parole di Zornitta Il caso…
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Nessuna pistola fumante. Nè contro l’ingegnere Elvo Zornitta né contro gli altri dieci indagati. La nuova perizia sul caso Unabomber, disposta oltre due anni e mezzo fa dal gip di Trieste, non ha individuato l’imprendibile attentatore che piazzò trappole esplosive fra Veneto e Friuli negli anni compresi fra il 1994 e il 2006. Si tratta di un documento di circa duemila pagine, firmato dall’ex comandante del Ris di Parma oggi in pensione Giampietro…
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La rabbia dell'avvocato Paniza che assiste l'ingegnere, per anni considerato il vero bombarolo ma scagionato da ogni accusa. L'anticipazione sul lavoro di due anni che pare non abbia portato ancora a nulla La perizia sul caso Unabomber consegna una fumata nera. Dalle analisi genetiche condotte su dieci reperti non è emersa alcuna corrispondenza con i profili degli undici indagati né…
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Lo scoppio del pennarello sul greto del Piave a Ponte di Piave Se è ancora vivo starà esultando, Dio solo sa dove. L’ultima beffa di Unabomber ai danni dello Stato si è consumata nel pomeriggio di ieri. Online, come questa epoca storica impone. Giampietro Lago ed Elena Pilli, consulenti del gip di Trieste Flavia Mangiante, hanno comunicato ai periti della difesa e delle parti civili che il Dna dell’attentatore, ricavato dai reperti sottoposti alle loro…
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Nessun passo avanti nella vicenda Unabomber che pare avviarsi verso l'archiviazione. Terminata, dopo 2 anni e mezzo la perizia su 68 campioni prelevati da 27 reperti relativi al caso che puntava a far luce sull'identità dell'attentatore che disseminò di ordigni il Nord Est dal 1994 al 1996 e dal 2000 al 2006. Oggi c'è stato un incontro tra i periti di parte e i periti d'ufficio. Secondo quanto riferisce Maurizio Paniz, avvocato di Elvo Zornitta, sono stati trovati diversi dna sui campioni ma nessuno corrisponde agli 11 indagati.
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Elvo Zornitta si è appena confessato al «Corriere» e ha ricordato la sua incredibile vicenda, quando i carabinieri lo arrestarono come Unabomber, come colui che disseminava trappole esplosive. Quell’indagine fu devastante: «Da tutti i punti di vista: lavorativo, familiare, sociale. Ho perso il lavoro, gli amici, la fiducia negli altri. Era diventato per me un problema vivere, mi erano venute tante paure e qualche brutto pensiero».
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C'è attesa per una possibile svolta sul caso Unabomber. Sarà consegnata entro giovedì, dopo più rinvii, alla Gip del Tribunale di Trieste Flavia Mangiante la perizia che intende far luce sull'identità dell'attentatore che disseminò di ordigni il Nord Est dal 1994 al 1996 e dal 2000 al 2006. Intanto oggi i periti incaricati il 13 marzo 2023 dal gip Luigi Dainotti di sottoporre a test del Dna dieci reperti conservati per anni, dopo la chiusura dei fascicoli iscritti e poi archiviati, si confronteranno…
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PORDENONE. “Vivo in un incubo da 21 anni e nessuno potrà mai restituirmi ciò che mi è stato tolto. Né a me, né alla mia famiglia». L'ingegner Elvo Zornitta oggi ha 68 anni, è in pensione da qualche tempo e continua a praticare quell'hobby che gli è probabilmente costato, suo malgrado, quasi un quarto di secolo di sofferenze: «Faccio bricolage. Un'attività che mi ha sempre distratto dalle mansioni…
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Tre anni d’inchiesta, undici indagati e uno su tutti: Elvo Zornitta, l’ingegnere passato alla storia nera del Nord Est come Unabomber. «Ho la certezza che sia innocente e mi risulta che anche questa volta non sia stato trovato nulla contro di lui», assicura il suo avvocato, Maurizio Paniz, che attende senza apprensioni e una punta di rabbia il sigillo…
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Sul trapano utilizzato per straziare il corpo di Maria Luigia Borrelli non c’è il Dna di Fortunato Verduci, il carrozziere di Marassi accusato di averla assassinata trent’anni fa. Ma emergono possibili profili genetici di altri due uomini e di una seconda donna, oltre a quello della vittima. È il responso della perizia affidata alla dottoressa Selena Cisana dal giudice per le indagini preliminari di Genova, per analizzare il trapano - e…
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