Al momento dell’esplosione nel deposito Eni di Calenzano (Firenze), nelle vicinanze della pensilina numero 6 era in atto il sollevamento di un carrello, tramite un macchinario, proprio in concomitanza alla formazione di una nube di vapori di carburanti. La vicinanza di questa operazione potrebbe aver contribuito all’innesco dell’esplosione secondo le prime ipotesi maturate nel prosieguo degli accertamenti tecnici in corso.
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– A Firenze la benzina non manca. E questo nonostante la terribile tragedia di Calenzano, sommata agli scioperi. Le difficoltà nella logistica hanno allungato i tempi di rifornimento, ma il carburante c'è e non si prevede alcuna emergenza. A tranquillizzare i cittadini è Federico Valacchi, presidente di Faib Confesercenti Firenze: “Io, che sono alle Due Strade, non ho mai avuto problemi, come la stragrande maggioranza dei miei colleghi.
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Sindaco Giuseppe Carovani, com’è possibile che a pochi metri da un deposito di carburante ci siano case, uffici e aziende? "Quella intorno al deposito Eni era un’area considerata depressa, così dopo il 1956, quando arrivò il via libera al sito, si sviluppò l’area industriale, favorita dalla legge proprio sulle aree depresse che garantiva agevolazioni fiscali". Non c’erano limiti di distanza di rispettare? "No, non c’erano.
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