Da Milano a Junior. La notizia che Alfa Romeo è stata costretta a cambiare nome al suo nuovo baby Suv presentato appena una settimana fa è rimbalzata ovunque. Il Ministro Adolfo Urso si è rifatto ad una legge nata per preservare il Made in Italy dei prodotti agroalimentari. Una legge corretta contro le imitazioni: per esempio, il vero parmigiano dal farlocco “parmesan”, dal nome simile ma non uguale, prodotto nei Paesi dell’Est con latte differente da quello del parmigiano e lavorazioni molto meno…
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Proprio nei giorni in cui a Milano si celebra la settimana del design Stellantis debutta inverte la marcia di marketing e debutta agli eventi del “fuori salone” con l’automobile Alfa Romeo Junior. Il modello denominato “Milano”, ma costruito in Polonia, che tante polemiche aveva innescato la scorsa settimana. E così si scopre che i vertici dell’ex Lingotto - forse per non continuare ad irritare, il ministro Adolfo Urso Imprese e del made in Italyè stata precipitosamente “ritargato” come Junior.
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La decisione di Stellantis di cambiare nome alla nuova Alfa Romeo Milano in Junior "credo che sia un segnale di piena collaborazione tra l'azienda e l'Italia". Risponde così il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso, a margine dell'inaugurazione del Salone del Mobile a Milano, a chi gli chiedeva se il cambio di nome dopo la polemica con l'esecutivo rappresentasse, o meno, una 'vittoria'.
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Non è la prima volta che un marchio automobilistico italiano deve cambiare in corsa il nome di un suo modello. Se l’Alfa Romeo Milano subito dopo la presentazione ha dovuto prendere il nome Junior, nel lontano 2003 toccò alla Fiat fare altrettanto con la seconda generazione della Panda che avrebbe dovuto chiamarsi Gingo, ma che a pochi giorni dal debutto fu deciso di continuare a chiamarla Panda per problemi di assonanza con un modello analogo per tipologia di Renault, la Twingo.
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Per almeno cinque motivi l'Alfa Romeo Junior segna un prima e un dopo nella storia del costruttore. Con i suoi 417 cm di lunghezza (178 cm la larghezza e 150 cm l’altezza) è la prima baby crossover della Casa (da un paraurti all’altro la Tonale segna 453 cm). Per restare in tema di “piccole Alfa” la MiTo, che è una berlina a tre porte prodotta fino al 2018, risulta più corta di soli 11 cm. Secondo, è la prima Alfa Romeo di serie disponibile anche al 100% elettrica.
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Per un'azienda automobilistica, il nome di un modello è un asset importantissimo, un elemento su cui si lavora a lungo e con investimenti significativi. La polemica innescata dal ministro Urso sull'Italian Sounding (in Inglese naturalmente) ha convinto Stellantis ad un cambio "in corsa" del nome della prima Alfa Romeo elettrica; la Milano, appunto, da oggi cambia nome in Alfa Romeo Junior. Per i puristi del marchio, il nome “Junior” richiama una delle vetture più amate dagli…
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Classe 90, ha una laurea in Economia Aziendale, ma un unico amore: la scrittura. Da oltre dieci anni si occupa di motori, in ogni loro sfaccettatura. Fonte: Ufficio Stampa Alfa Romeo Alfa Romeo Junior: motore, lunghezza e prezzo Da Milano a… Junior. In un colpo di scena che ha sorpreso tutti, Alfa Romeo annuncia il cambio di nome della sua nuova compatta sportiva. La decisione, come spiega l’azienda stessa, è stata assunta dopo le dichiarazioni di un esponente del Governo italiano, secondo cui il nome sia vietato…
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Sandro Iacometti 16 aprile 2024 Prima Brennero, poi Milano, adesso Junior. Alla saga tragicomica di Stellantis, che vuole fuggire dall’Italia senza darlo a vedere, si aggiunge un altro capitolo. Solo la scorsa settimana il nuovo Suv del Biscione, marchio celebrato dal ceo del gruppo Carlos Tavares come un vanto dell’Italia, che lui ha difeso con le unghie da una concorrenza agguerrita che glielo voleva strappare via, era stato presentato in pompa magna nel capoluogo lombardo proprio per sottolineare il forte…
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TORINO – I casi di cambio di nome di una vettura in corsa, vicini ad una presentazione o addirittura dopo, non mancano. Anzi. La storia dell’automobile è piena di casi, dalla Gingo fino alla Alfa Milano che diventa Junior, passando per la Porsche 901 che diventa 911. Certo. A far la differenza, ora, è il fatto che sia stato un governo di un Paese come l’Italia a indurre una casa automobilistica, l’Alfa Romeo, a modificare il nome annunciato già a…
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Alfa Romeo Milano? No, si chiamerà Junior. In neppure una settimana, a battesimo avvenuto praticamente in mondovisione, i grandi capi di Stellantis hanno innestato la retromarcia. Troppe le polemiche, con prese di posizione anche da parte di Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, rispetto al nuovo crossover compatto prodotto in Polonia e dedicato alle origini milanesi (1910) del marchio.
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È una decisione senza precedenti: il cambio in corsa del nome di un’auto è un inedito che ha del clamoroso. Ed è anche più clamoroso che la scelta arrivi per una polemica politica con il ministro Adolfo Urso e con la stessa premier Giorgia Meloni. Eppure, è quanto è accaduto all’Alfa Romeo Milano, il nuovo suv dello storico marchio del gruppo Stellantis prodotto in Polonia, che non si chiamerà più Milano ma Junior.
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La figura di palta è notevole. Dopo giorni di polemiche, l’amministratore delegato del marchio Alfa Romeo Jean-Philippe Imparato ha annunciato formalmente il cambio di nome per «Milano», la prima auto elettrica del Biscione che sarà prodotta in Polonia. Si tratta della figlia del modello Mi-To (Milano-Torino) e dai sindacati al ministro Urso le critiche per la scelta di dare il nome del capoluogo lombardo a un’auto prodotta all’estero sono state fortissime.
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