In Slovenia il voto del 22 marzo non produce un vincitore in grado di governare. Robert Golob arriva primo con il 28,6% dei consensi, Janez Janša lo segue al 27,9%, ma il risultato non si traduce in una maggioranza parlamentare. Il confronto non si chiude con lo scrutinio. Janša contesta l’esito e mantiene aperta la pressione politica, mentre Golob rivendica la legittimità del risultato e avvia i primi contatti con gli altri partiti.
Leggi
Altri articoli:
Una grande rimonta dopo mesi di sondaggi non favorevoli e un’affermazione al fotofinish – letteralmente per un soffio, di circa 4.000 voti - del partito del premier uscente. Ma l’exploit alle urne potrebbe rivelarsi una vittoria di Pirro, con le chiavi del prossimo esecutivo in mano a due new entry in Parlamento. E le ombre dell’ingovernabilità si allungano sul Paese. Si possono sintetizzare così gli esiti delle elezioni parlamentari andate in scena in Slovenia
Leggi
La Slovenia sceglie il suo futuro politico: urne aperte dalle 7 alle 19 di domenica, per rinnovare il Parlamento di Lubiana. La sfida è tra il centrosinistra guidato dal primo ministro uscente, Robert Golob, e un centrodestra che, con Janez Janša, cerca di riprendersi il potere. Un confronto incerto, con gli ultimi sondaggi diffusi che indicano in modo quasi unanime una possibile situazione di stallo: il rischio è che nessuno dei due schieramenti raggiunga la maggioranza assoluta dei seggi necessaria per formare un nuovo governo.
Leggi
Quasi 1,7 milioni di elettori hanno oggi l’opportunità di decidere la composizione del parlamento sloveno: 17 liste per 88 seggi, sistema proporzionale con sbarramento al 4% più due circoscrizioni speciali per l’elezione diretta dei rappresentanti della comunità italiana e di quella ungherese presenti nel Paese. Nuovo parlamento che eleggerà il nuovo presidente del Consiglio. Seggi chiusi alle 19.00 e dati non ufficiali verso la mezzanotte ma ci vorranno un paio di settimane per avere il dato definitivo dovendo conteggiare tutti i…
Leggi
