A cura di Arianna Bordi Autrice e divulgatrice esperta in salute femminile, psicologia e salute del cervello Le statine, farmaci salva-vita prescritti a oltre 200 milioni di persone in tutto il mondo per abbassare il colesterolo e prevenire le malattie cardiovascolari, hanno sempre celato un enigma: perché causano dolori e debolezza muscolare in alcuni pazienti? Un team di ricercatori audaci dell'Università della British Columbia, in collaborazione con l’Università del Wisconsin-Madison, ha finalmente gettato luce su…
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Le statine sono una delle categorie di farmaci più utilizzate al mondo. Sono raccomandate a tutti coloro che hanno avuto un infarto, un ictus o un altro evento ischemico, per ridurre le probabilità di un ulteriore episodio. Questi farmaci possono essere prescritti anche a scopo preventivo a persone che, per ragioni genetiche o per la somma di altri fattori, sono considerate ad alto rischio e in cui la dieta e l'esercizio fisico non…
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Preferisci ascoltare il riassunto audio? Molte persone cercano alternative “naturali” ai farmaci per ridurre il colesterolo LDL, considerato uno dei principali fattori di rischio causale per aterosclerosi e malattie cardiovascolari, tuttavia le più recenti linee guida europee non lasciano dubbi: la maggior parte degli integratori non ha dimostrato benefici clinici e spesso non produce neppure cali significativi del colesterolo.
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L’uso dei nutraceutici nei pazienti con ipercolesterolemia e rischio cardiovascolare continua a suscitare interesse, soprattutto in seguito all’aggiornamento delle linee guida ESC pubblicate ad agosto 2025. Ne abbiamo parlato con il Prof. Giuliano Tocci, cardiologo dell’AOU Sant’Andrea di Roma e docente all’Università Sapienza, nel corso del talk Health Conversation. “Le ultime linee guide sulle dislipidemie che sono state pubblicate quest’estate…
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Le statine hanno trasformato la salute del cuore, salvando milioni di vite grazie alla riduzione del colesterolo e del rischio di infarti e ictus. Ma per molti pazienti questi farmaci presentano effetti collaterali preoccupanti: dolori muscolari, debolezza e, in rari casi, grave disgregazione muscolare che può portare a insufficienza renale. I ricercatori dell’Università della British Columbia e i loro collaboratori dell’Università del Wisconsin – Madison hanno ora individuato la causa.
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