“Stop al genocidio“. Queste tre parole sono bastate a mettere in moto la macchina del servilismo sionista di questo paese contro il cantante Ghali. Il giovane rapper italo-tunisino, che nella serata conclusiva del Festival di Sanremo ha detto delle semplici parole di pace, ha ricevuto come risposta critiche e attacchi. Per capire a pieno il disgusto che deve provocare questa situazione, bisogna fare una piccola premessa.
Leggi
Fuori Elly Schlein e Giuseppe Conte. Dentro Ghali e Dargen D'Amico. Ma nel campo largo versione Sanremo c'è spazio pure per tale Tedua e per Geolier. Sempre meglio di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. E poi i rapper litigano comunque meno rispetto a Matteo Renzi e Carlo Calenda. Se prima i progressisti cercavano i leader all'estero adesso li trovano sul palco dell'Ariston. Si parte con la grillina Barbara Floridia, presidente della Commissione di Vigilanza Rai.
Leggi
La narrazione è sempre la stessa. Israele è colpevole di un genocidio: a sinistra il copione lo ripetono bene scordando del tutto cosa è accaduto lo scorso 7 ottobre. La storiella che vede Israele l'aggressore e la Palestina l'aggredita è stata ormai così assimilata dai progressisti che anche gli artisti vicini alla sinistra l'hanno portata sul palco di Sanremo. Come è noto il caso più spinoso si è consumato ieri, domenica 11 febbraio a Domenica In-Speciale Sanremo.
Leggi
Dopo la polemica sulle parole di Ghali al festival di Sanremo, che ha chiesto di fermare il "genocidio" con riferimento alla guerra contro Hamas, Gabriele Muccino posta oggi una bandiera d'Israele su Instagram con sotto l'audio dell'inno di Mameli. Il regista che nei mesi scorsi è stato spesso attaccato
Leggi
Sanremo. La questione della guerra in Medioriente sbarca sul palco dell’Ariston nell’ultima serata di Festival e scoppia la polemica con tanto di posizione dello stato di Israele. “Stop al genocidio”, dice il rapper milanese Ghali, e al termine dell’esecuzione del suo brano “Casa mia” per la prima volta la questione Israele-Palestina approda al Festival. «Ritengo vergognoso che il palco del Festival di Sanremo sia stato sfruttato per diffondere odio e provocazioni in modo superficiale e irresponsabile», scrive…
Leggi
Così, meglio di un dialogo con un extraterrestre, cosa può esservi per guardare dall’alto verso il basso la tragedia di una umanità che si umilia da sé, che si combatte da millenni e che si ammazza per il potere, per l’onore, per l’identità, per il colore della pelle, per la religione professata, per la filosofia di un pensiero al di qua della più coriacea immanenza? Ma, siccome si capisce molto bene che parla di Gaza, della Palestina, della guerra come irrisolvibilità…
Leggi
Sanremo, Levante difende Ghali e Dargen: "Stop al genocidio? Fanno tutti finta di niente, si sa che è così" "Ieri è successa una cosa un po spiacevole in tv, davanti a milioni di spettatori. Ci si è scusati con un rappresentante dello Stato di Israele per aver espresso il desiderio di pace. Per aver espresso il desiderio di fermare un genocidio che sta venendo tutti giorni sotto i nostri occhi e di cui si parla troppo…
Leggi
Ghali, dopo le polemiche di Sanremo e Domenica In, sarà ospite di Fabio Fazio a Che tempo che da domenica 18 febbraio 2024 sul Nove. Il rapper in queste ore è al centro del dibattito. Sul palco dell'Ariston, ha ha pronunciato la frase 'Stop al genocidio' riferendosi all'operazione militare di Israele nella Striscia di Gaza. La frase ha suscitato l'immediata reazione dell'ambasciatore israeliano Alon Bar che ha usato l'aggettivo "vergognoso" riferendosi all'uso del palco di Sanremo.
Leggi
“Stop al genocidio”. Con tre semplici parole pronunciate sul palco del Festival di Sanremo 2024 nella finale di sabato 10 febbraio, Ghali – che ha chiuso la kermesse al quarto posto – ha scatenato l’ira della comunità ebraica, poi della Rai e infine del Governo Meloni. Tutto è partito dal tweet dell’ambasciatore israeliano a Roma, Alon Bar, culminando con uno scontro politico nella tv di Stato – corsa ai ripari con un comunicato…
Leggi
“E’ stato un festival con una punta dolorosa, quella dell’essere entrato nella vicenda israelo-palestinese a senso unico”. Lo dice il presidente del Senato Ignazio La Russa criticando Amadeus per quanto avvenuto a Sanremo 2024 sulla questione Israele-Hamas e sulle foibe. Il politico svela anche di aver tifato per la vittoria di Rose Villain. Sanremo 2024, La Russa contro Amadeus su ostaggi Hamas Critiche ad Amadeus anche per il ricordo…
Leggi
Liguria. "Io penso che la parola genocidio non si attagli, in tutta franchezza, a quello che sta avvenendo in Medio Oriente. Il genocidio c'è stato nel secolo scorso e se qualcuno l'ha subito è stato il popolo ebraico". Così il presidente ligure Giovanni Toti prende posizione sulle polemiche scatenate da Ghali che dal palco del Festival di Sanremo, riferendosi al conflitto a Gaza, ha lanciato il…
Leggi
Un evento mediatico come il Festival di Sanremo inevitabilmente riflette i fatti del mondo. Ma sono bastati pochi accenni alla catastrofe umanitaria di Gaza per destare scalpore. Pippo Baudo che nel 1984 invita sul palco i metalmeccanici dell’Italsider; Michail Gorbaciov, ultimo presidente dell’Unione sovietica, ospite con la moglie dell’edizione 1999; Jovanotti che nel 2000 chiede – rappando – di cancellare il debito dei paesi del sud del mondo, per poi essere convocato dall’allora presidente del Consiglio…
Leggi
"Un festival con una punta dolorosa, quella di essere entrato nella vicenda israeliano-palestinese a senso unico. Quello è l'elemento peggiore di tutto il festival". Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa a Un Giorno da Pecora su Rai Radio 1 commentando quanto avvenuto sul palco del Festival di Sanremo. “I cantanti possono dire quello che vogliono, ma devono essere corretti. O…
Leggi
In merito a Sanremo, c’è la questione di Ghali che dal palco dell’Ariston, riferendosi al conflitto fra Israele e Palestina, ha di fatto parlato di “genocidio”. Devo dirvi la verità: a me sentire parlare di genocidio mi fa schifo. Sembra che del 7 ottobre se ne siano dimenticati tutti quanti. L’ambasciatore israeliano giustamente si incazza criticando il festival organizzato da Amadeus in un suo post su X.
Leggi
Perché Israele non poteva accettare questo «cessate il fuoco» La proposta di Hamas includeva una pausa di quattro mesi e mezzo nelle ostilità e il completo ritiro delle truppe israeliane dalla striscia palestinese. Israele avrebbe ottenuto soltanto il rilascio di una parte degli ostaggi ancora detenuti dal 7 ottobre (bambini, anziani, donne). Il governo di Netanyahu non poteva accettare, dopo aver promesso la distruzione di Hamas e un nuovo assetto per Gaza che…
Leggi
