Per la morte di Navalny manifestazioni a Londra, New York, Washington 17 febbraio 2024 Roma, 17 feb. - Manifestazioni in omaggio a a Aleksei Navalny, il dissidente russo morto misteriosamente a 47 anni nella colonia penale dell'Artico dove era detenuto, si sono tenute in varie città la sera del 16 febbraio; davanti all'ambasciata russa negli Stati Uniti a Washington, al consolato russo a New York, a Londra, a Erevan in Armenia, davanti alla sede Onu a Ginevra
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Dmitrij Muratov è il direttore della defunta "Novaja Gazeta", il giornale indipendente per cui scriveva Anna Politkovskaja, costretto a chiudere nel 2022 dopo l'approvazione delle leggi russe che puniscono le "fake news" e il discredito sulle forze armate. Nel 2021 è stato insignito del Premio Nobel per la Pace. Raggiunto da "Repubblica", ha commentato così la morte in carcere di Aleksej Navalny …
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"Mi sento così abbattuta e triste. Spero che la reazione non sia solo: siamo così dispiaciuti per la morte di Navalny. Non è abbastanza". Lo spiega Marina Litvinenko, vedova di Aleksander morto a Londra avvelenato col polonio dai sicari di Putin 18 anni fa, in un'intervista al Corriere della Sera, dopo la morte di Aleksei Navalny. "Sapevamo dal primo momento in cui è stato arrestato che il regime di Putin non lo avrebbe mai lasciato uscire libero.
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Putin va fermato subito: la morte di Navalny non sia invana Il dissidente russo Da vicino nessuno è perfetto, e Aleksei Anatolevich Navalny non faceva eccezione. Per esempio dovette spiegare e rispiegare il perché di quella battuta sulla Crimea, che non sarebbe un "tramezzino" da restituire il più presto possibile a Kyiv, e che gli era valsa l'accusa, in certi ambienti ucraini, di essere in fondo un imperialista russo, al limite poco meno del suo nemico numero uno, lo zar Vladimir Putin
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A sera deve intervenire Sergio Mattarella per chiarire agli occhi del mondo che la posizione espressa dalla comunità internazionale sulla fine di Aleksej Navalny — dietro cui si staglia, sinistra, l’ombra di Vladimir Putin — è condivisa anche dall’Italia. A dispetto delle reticenze mostrate dal governo e dalla maggioranza di destra-centro, che per tutto il giorno si barcamena, evitando accuratame…
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In decine di città del mondo la gente ha reso omaggio ad Alexeij Navalny. Anche a Mosca ci sono stati gesti silenziosi di cordoglio: molti hanno deposto fiori e candele davanti al monumento dedicato alle vittime della repressione politica - Ansa La vita di Alexeij Navalny, il maggior oppositore al presidente Vladimir Putin, è finita una mattina d’inverno fra i ghiacci dell’Artico, mentre stava passeggiando nel cortile colonia penale di Kharp, quasi 2.000 chilometri a nord-ovest di Mosca e anni…
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Alexei Navalny è morto questa mattina nella colonia penale n. 3 dell’Okrug autonomo di Yamalo-Nenets colpito da un malore mentre stava facendo una passeggiata. L’intervento tempestivo, pochi minuti, di una squadra medica di emergenza non è stato sufficiente per salvare la vita dell’ormai noto oppositore di Putin. Navalny, principale oppositore dell’attuale leader del Cremlino era in carcere già dall’estate del 2021, peraltro dopo esser stato vittima di un avvelenamento che lo aveva portato ad un passo dalla morte.
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“Dopo essere stato avvelenato, ingiustamente imprigionato e torturato, Aleksei Navalny è deceduto, dopo 37 mesi di sofferenza dietro le sbarre, a seguito di un trasferimento in una delle carceri più remote e dure della Russia. Aleksei era un prigioniero di coscienza, detenuto solo per aver denunciato un governo repressivo”. È quanto dichiarato da Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International, che ha poi aggiunto: “Navalny chiedeva libertà politica per sé e i suoi sostenitori…
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Le autorità russe hanno annunciato questa mattina la morte di Alexei Navalny, attivista e principale oppositore del presidente Vladimir Putin. Il dissidente moscovita stava scontando una pena carceraria di 19 anni, al culmine di una lunga e travagliata odissea giudiziaria. A divulgare la notizia è stato il servizio penitenziario federale russo, in un comunicato rilanciato dalle agenzie di Mosca. Da mesi, organizzazioni internazionali e per i diritti umani denunciavano le dure condizioni a cui l’attivista era sottoposto durante la detenzione.
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