Mentre Salvini annuncia che «Netanyahu in Italia sarebbe il benvenuto, i criminali di guerra sono altri» e la decisione della Cpi è «una scelta politica dettata da alcuni Paesi islamici che sono maggioranze in alcuni istituzioni internazionali», Meloni e Tajani si barcamenano. La premier, dopo che per ore le opposizioni le chiedono di fare chiarezza tra la babele di voci nel suo governo, si rimette alle decisioni che forse verranno prese al G7 degli esteri a Fiuggi il 25 e 26 novembre.
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Dopo la sorpresa per una decisione che ha quasi dello storico — quella della Corte penale internazionale di emettere un mandato d’arresto contro il premier israeliano Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Gallant — la maggioranza è andata decisamente in ordine sparso. Che fare? Adeguarsi, ribellarsi, far finta di nulla, voltarsi dall’altra parte, tacere? Il primo ad aver commentato era stato giovedì un deciso Guido Crosetto: «Aderendo noi…
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Il mandato d'arresto contro Netanyahu divide l'Europa e l'Italia 22 novembre 2024 Milano, 22 nov. - Il mandato di arresto per crimini di guerra e contro l'umanità a Gaza spiccato dalla Corte penale internazionale contro il primo ministro israeliano Netanyahu, e il suo ex ministro della Difesa Yoav Gallant, ha generato una ondata di reazioni in tutto il mondo, dividendo la comunità internazionale, a partire dall'Europa e prima ancora dall'Italia.
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Roma, 22 nov. – “Approfondirò in questi giorni le motivazioni che hanno portato alla sentenza della Corte Penale Internazionale. Motivazioni che dovrebbero essere sempre oggettive e non di natura politica”. Lo dichiara in una nota la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.“La Presidenza italiana del G7 – prosegue Meloni – intende porre il tema all’ordine del giorno della prossima Ministeriale Esteri che si terrà a Fiuggi dal 25 al 26 novembre.
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Approfondirò in questi giorni le motivazioni che hanno portato alla sentenza della Corte Penale Internazionale. Motivazioni che dovrebbero essere sempre oggettive e non di natura politica. La Presidenza italiana del G7 intende porre il tema all’ordine del giorno della prossima Ministeriale Esteri che si terrà a Fiuggi dal 25 al 26 novembre. Un punto resta fermo per questo governo: non ci può essere una equivalenza tra le responsabilità dello Stato di Israele e l'organizzazione…
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È la prima volta nella storia della Corte dell'Aja che viene emesso un mandato d’arresto contro rappresentanti politici alleati con paesi occidentali. E' quel che è successo ieri quando la Corte Penale internazionale ha spiccato tre mandati di arresto. Uno è per il premier israeliano Benjamin Netanyahu, uno per il suo ex ministro della difesa Yoav Gallant e il terzo è per Mohammed Deif, leader…
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La decisione dell'Aia su Benjamin Netanyahu è divisiva: la Corte penale internazionale, per il primo ministro isrealiano e Yoav Gallant, ex ministro della Difesa, ha emesso un mandato di cattura internazionale. L'Unione europea ha sottolineato che tutti i Paesi aderenti dovranno rispettare l'indicazione dell'Aia ma esistono divisioni all'interno della stessa Ue. " Conto di incontrare presto esponenti del governo israeliano e se Netanyahu venisse in Italia sarebbe il benvenuto.
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"Posso ritenere che la sentenza sia sbagliata e per me lo è, perché mette sullo stesso piano il premier israeliano e il ministro della Difesa con il capo degli attentatori di Hamas. Sono due cose completamente diverse. Ma aderendo noi alla Corte penale internazionale dobbiamo applicare le sue disposizioni". Guido Crosetto commenta così il mandato di cattura della corte dell'Aja su Netanyahu e Gallant.
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Il cardinale: "Abbiamo preso nota di quanto avvenuto ma quello che a noi interessa è che si ponga fine alla guerra" "Nessun commento da parte della Santa Sede" sul mandato di arresto internazionale disposto nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu dalla Corte penale internazionale. Lo ha evidenziato il card. Pietro Parolin a margine di un evento all'Università Lumsa di Roma. "Abbiamo preso nota di quanto avvenuto ma quello…
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Marco Guerra – Città del Vaticano Netanyahu e altri leader israeliani hanno condannato la richiesta di mandati di arresto spiccati dal procuratore capo della Corte penale internazionale Karim Khan come “vergognosa e antisemita”. "Nessuna scandalosa decisione antiisraeliana ci impedirà, e mi impedirà, di continuare a difendere il nostro Paese. Non ci arrenderemo”, ha detto il premier israeliano. Anp plaude ad inizativa Corte Dal canto suo l’Autorità nazionale palestinese ha…
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È uno scandalo schifoso questo della Corte penale internazionale che chiede arresto di Bibi e il suo ministro della difesa. E Crosetto che fa? dice che rispetta. Ma pensa un po’ tu. W l’America e i suoi ministri che se ne fotteranno. Oggi escono le motivazioni per cui hanno condannato due PM in Italia perché occultavano prove difesa su caso Eni. Stop al ministro della giustizia di Trump. Putin minaccia e Conte rischiatutto
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La risoluzione della Corte Penale Internazionale, che ha spiccato un mandato di arresto per il premier israeliano Benjamin Netanyahu e l'ex ministro della Difesa Yoav Gallant, abolisce l'ordine morale della democrazia e della civiltà. Può darsi che adesso, in giro per il mondo, la polizia aspetti all'aeroporto anche i ragazzi che hanno combattuto per difendere un Paese dallo sterminio di Hamas, che dopo il servizio militare vogliono andare a studiare o in vacanza o in uno stage, pieni di amore per la democrazia e per la vita.
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Il manifesto del 22 novembre 2024 Dopo 44mila palestinesi uccisi la Corte penale internazionale spicca i mandati d’arresto per i leader israeliani Netanyahu e Gallant e il capo militare di Hamas Deif. L’accusa: aver intenzionalmente affamato e sterminato Gaza. Ma i massacri continuano: altri 90 morti
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La decisione della Corte penale internazionale (Cpi) di emettere un mandato di arresto contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant ha scatenato un’ondata di reazioni a livello globale. L’accusa, legata a crimini di guerra e contro l’umanità durante il conflitto di Gaz, ha polarizzato l’opinione pubblica internazionale, generando condanne, sostegni e prese di posizione diplomatiche.
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Il capo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, il generale Hossein Salami, ha definito il mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale nei confronti del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu e dell'ex ministro della Difesa Gallant come la "fine e la morte politica" di Israele. "Questo significa la fine e la morte politica del regime sionista, un regime che oggi vive in un assoluto isolamento politico nel mondo e i suoi funzionari non possono più viaggiare in altri…
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