Di Andrea Gianni MILANO Un "equilibrio sottile", un delicato bilanciamento fra diverse esigenze da tutelare su cui "si giocherà la qualità dello Stato di diritto". Antonino La Lumia, avvocato amministrativista e presidente dell’Ordine di Milano, azzarda un pronostico: "Non credo che nel caso di una sentenza di condanna definitiva si arriverà effettivamente alla confisca di un palazzo già abitato come la Torre Milano, perché sarebbe un provvedimento…
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– Nella partita a scacchi dell’urbanistica milanese il faro è puntato sulla sentenza di primo grado, che dovrebbe arrivare prima dell’estate, sulla Torre Milano in via Stresa, grattacielo al centro di una richiesta di confisca avanzata dalla Procura che potrebbe scattare nel caso di condanne definitive per lottizzazione abusiva. Il destino del gigante che svetta alla Maggiolina, 24 piani per…
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La Procura di Milano chiede la confisca della Torre Milano e condanne per otto imputati tra ex dirigenti, progettisti e costruttori per abuso edilizio e lottizzazione abusiva. Le pene richieste vanno da 1 a 2 anni e 4 mesi di carcere, con multe da 16mila a 50mila euro. La torre ospita circa 300 residenti su 24 piani e 102 appartamenti.
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True Alessandro Da Rold Il pm: torre di via Stresa da confiscare. Sala pensa ai gay La torre di via Stresa a Milano (Ansa) Chieste otto condanne nel processo per il grattacielo di via Stresa a Milano: un abuso definito «abnorme» e basato su «strafottenza» e «macroscopiche illegittimità». La giunta rossa nicchia, però dice che sarà parte civile nei procedimenti per omolesbobitransfobia.Se ieri, sul fronte San Siro, Giuseppe Sala ha detto che Milano «non merita un sindaco passacarte», il primo processo…
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Ventitré piani più il belvedere, una palazzo di 80 metri in zona nord-est. Nella Torre Milano di via Stresa abitano un centinaio di famiglie. È il primo dei palazzi al centro delle inchieste sull'urbanistica di Milano per il quale arriverà una sentenza. La procura ieri ha chiesto anche la confisca dell'edificio, significa che potenzialmente potrebbe essere abbattuto. Dietro alla torre di lusso, costruita secondo le indagini senza seguire un corretto iter autorizzativo, l'altra faccia di un…
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La vicenda della Torre Milano entra in una fase decisiva e potenzialmente dirompente per il futuro del grattacielo di via Stresa. Nel primo processo nato dalle inchieste sull’urbanistica milanese, la Procura ha chiesto condanne per tutti gli otto imputati e soprattutto la confisca della torre, aprendo così uno scenario che fino a poco tempo fa sembrava estremo e che oggi ha assunto un profilo concreto: acquisizione al patrimonio pubblico e possibile demolizione.
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La differenza la fanno le chiavi, chi le utilizza e chi no. Quanti ne necessitano per varcare la soglia delle piccole palazzine tra le vie Belgirate e Stresa esultano. Plaudono alla prospettiva di smantellare «quel catafalco abusivo» di là dalle finestre che ha fatto precipitare i loro appartamenti in una notte perenne. Gli inquilini della Torre Milano, invece…
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Muovono dalle stesse regole urbanistiche, valorizzano le stesse sentenze amministrative, parlano delle stesse delibere comunali. Solo che in Tribunale a Milano accusa e difesa le interpretano esattamente agli antipodi, paradossalmente trovando un’intesa curiosa soltanto nel mettere sul conto l’una dell’altra, e viceversa, il ruolo della stampa che non sposerebbe abbastanza le rispettive tesi. Così…
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Noi questo abuso lo avevamo indicato fin da subito e fa piacere che la Procura sia allineata. Ma la confisca della Torre Milano non so quanto possa essere fattibile. Piuttosto vengano ricalcolati gli oneri di urbanizzazione sulla base della nuova costruzione che effettivamente è stata realizzata, e i soldi vengano davvero utilizzati per portare benefici nel quartiere circostante, violentato da questa torre".
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Di Andrea Gianni MILANO La Torre Milano in via Stresa è frutto di un "enorme abuso" messo a segno da dirigenti comunali, funzionari, architetti e imprenditori, che "confidavano nella impunità, perché mai alcuna autorità giudiziaria aveva fatto anche un minimo controllo sull’urbanistica, e con strafottenza" hanno realizzato questa "abnorme iniziativa immobiliare". Passaggi della requisitoria con cui la pm Marina Petruzzella ha chiesto 8 condanne (le…
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Otto condanne fino a due anni e quattro mesi di carcere, quasi 330mila totali di ammende e la confisca definitiva della Torre Milano, in cui abitano da cinque anni 160 persone. Sono le pesanti richieste, arrivate ieri, del pm Marina Petruzzella nel processo sul grattacielo di 82 metri sorto in via Stresa. Il procedimento davanti alla Settima sezione penale è alle battute finali ed è il primo che andrà a sentenza, facendo da cartina di tornasole per gli altri casi - quasi fotocopia - aperti sull'urbanistica.
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Un’operazione impietosa di sfregio al territorio», tuona in aula la pm Marina Petruzzella prima di chiedere la condanna per otto imputati del processo sulla Torre Milano di via Stresa, uno dei grandi progetti urbanistici sotto inchiesta in città. Per la prima volta, ecco il conto della procura. A partire dalla clamorosa richiesta di confisca del grattacielo, che sulla base delle pronunce (e dopo …
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Incredulità e rabbia. «Andremo in tribunale, cosa dobbiamo fare? Abbiamo comprato le case», dice un signore che ha appena appreso la notizia che a Palazzo di Giustizia la pm ha chiesto la confisca del palazzo per «una operazione di sfregio del territorio». «Se verranno confiscati gli appartamenti non avremo più casa. Andremo in Parlamento e ci devono risarcire», la reazione di un altro signore. «…
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La confisca del grattacielo ritenuto abusivo: questa è la pena che più fa paura ai costruttori, tra quelle chieste ieri dalla pm Marina Petruzzella a proposito della Torre Milano di via Stresa. Al termine della sua lunga requisitoria, la rappresentante della pubblica accusa ha chiesto 2 anni e 4 mesi di reclusione, oltre a 50 …
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Per i pm gli imputati hanno agito "in sintonia e con strafottenza". Chiesti la anche confisca e l'abbattimento della Torre Stresa Uno “scempio territoriale intollerabile”, realizzato in violazione dei “doveri di solidarietà sociale” sanciti dalla Costituzione, perché pagato dalla “collettività” con un “finanziamento occulto a favore dell’operatore edilizio” in termini di oneri di urbanizzazione e senza rispettare le norme nazionali “inderogabili” su altezze, volumi e distanze fra edifici.
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