Sabato a Roma italiani e palestinesi filo-Hamas manifestavano a favore della Palestina. Il loro inno? "Bella ciao". Nulla di cui sorprendersi, a detta di Pietro Senaldi, che parla della canzone dei partigiani come un inno usato dalla sinistra come un vestito buono per tutte le stagioni, una clava con cui randellare il centrodestra, quasi che la resistenza al nazifascismo fosse stata prerogativa della sinistra; anzi, dei comunisti.
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Si deve a Marco Pierini, giovane vicesindaco Pd di Montespertoli, l’elenco agghiacciante e minuzioso delle manifestazioni antisioniste che hanno fatto sfoggio del più losco antisemitismo. Nel corteo pro-Palestina di Milano una ragazza mostra un disegno che raffigura Anna Frank con la kefiah: “Israele sta facendo la stessa cosa”. A Londra si grida “dal Giordano al mare la Palestina sarà libera”, ovviamente cancellando Israele che sta nel mezzo.
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"Israele fascista, Stato terrorista", scritte che inneggiano all'uccisione degli ebrei, porte marchiate con la stella di David e sinagoghe in fiamme. Da Milano a Berlino, da Londra a Parigi: in Europa e in Occidente l'antisemitismo è tornato a essere un problema. Di cui si parla poco. Gli esempi sono decine e decine. "Aprite i confini, così possiamo uccidere i sionisti. Aprite i confini così possiamo uccidere gli ebrei".
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L'antisemitismo, scrive Pietro Senaldi su Libero, dilaga nel mondo. Il "disagio che la sinistra estrema - ma non poi così tanto - prova per le democrazie occidentali si trasforma in anti-sionismo ogni volta che il Medio Oriente si infiamma, perché Israele è il baluardo degli Stati Uniti, e quindi dell’Occidente, e come tale va odiato e combattuto", prosegue il condirettore. "La strategia, ora come allora, ha come caposaldo la nazificazione di Israele, la…
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