Da ieri l’Aula 2 del Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre è intitolata a Giancarlo Siani, il giornalista del Mattino ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985 a 25 anni. È la quinta targa che l’Ateneo romano dedica a una vittima innocente di mafia grazie al progetto “Roma Tre contro le mafie" che prevede l’intitolazione di dodici aule. «Il progetto è nato grazie alla suggestione di Paolo Siani, fratello di Giancarlo – ha…
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Proseguendo un progetto per non dimenticare le vittime innocenti delle mafie, oggi, 23 aprile 2024, l'università Roma Tre ha dedicato un'aula del dipartimento Filosofia, Comunicazione e Spettacolo a Giancarlo Siani, il giornalista di 25 anni ammazzato dalla camorra il 23 aprile del 1985 a Napoli. A ricordare la vittima sono intervenuti, tra gli altri, il rettore di Roma Tre, Massimiliano Fiorucci, Paolo Siani, fratello di Giancarlo, Marco…
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A Napoli, un gruppo di studenti delle medie, durante la proiezione del film sul caro Giancarlo Siani, Fortapàsc, applaude nel momento in cui il giornalista viene ucciso da un killer inviato dalla camorra. Triste. L’episodio in breve tempo fa il giro delle redazioni e del web. lo stesso vengo contattato da una rete televisiva nazionale per un parere. Non posso, sono già impegnato, ma non nascondo che mi fa piacere non intervenire in un pubblico dibattito.
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È una bufera quella che sta investendo la scuola Maiuri, dove alcuni studenti hanno applaudito durante la scena dell'omicidio del giornalista Giancarlo Siani nel film Fortapasc. Il giornalista di inchiesta, per anni corrispondente de Il Mattino, fu ucciso dalla camorra nel 1985, per volere di Totò Riina, capo di
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Durante la proiezione del film ' Fortapàsc' un ristretto numero di studenti ha applaudito alla scena dell'omicidio del giornalista. Così una normale attività didattica si è trasformata in un caso nazionale.
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Numerose le reazioni dopo che alcuni alunni di una scuola del Vomero, durante la proiezione del film Forapasc, hanno applaudito alla scena dell'omicidio del giornalista assassinato dalla camorra nel 1985. Paolo Siani, fratello di Giancarlo, ha scritto sui social: "Alla morte non si applaude, mai, per nessuno”. Il ministro dell’istruzione ha detto di voler immediatamente agire per capire quanto accaduto ascolta articolo Continua a far discutere…
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Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente. Alcuni studenti a Napoli hanno applaudito alla scena dell'omicidio di Giancarlo Siani da parte della Camorra nel film Fortàpasc: annuncio di Valditara Gli studenti di una scuola media di Napoli stavano…
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Al cinema Plaza del Vomero, la scorsa settimana, alcuni studenti dell'Istituto Comprensivo Maiuri-Piscicelli hanno partecipato alla proiezione del film "Fortapàsc". Il film, basato sulla vita di Giancarlo Siani, il coraggioso giornalista ucciso dalla camorra nel 1985, ha suscitato reazioni sorprendenti durante la sua proiezione. Durante la scena dell'omicidio di Giancarlo Siani, alcuni studenti avrebbero applaudito.
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Dottor Armando D’Alterio, ora Pg alla Corte d’Appello di Potenza, lei ha condotto le indagini sull’omicidio Siani: cosa pensa dell’episodio che ha visto coinvolta una scuola media del Vomero? «La mia esperienza è completamente opposta, io incontro giovani sul tema della legalità che sono appassionati, direi quasi seguaci, se non fosse una parola troppo enfatica, di Giancarlo Siani. Studenti e pr…
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È uno tzunami quello che sta investendo la scuola Maiuri, dove alcuni studenti hanno applaudito durante la scena dell'omicidio del giornalista Giancarlo Siani nel film Fortapasc. Il giornalista di inchiesta, per anni corrispondente de Il Mattino, fu ucciso dalla camorra nel 1985, per volere di Totò Riina, capo di Cosa nostra. Tra i primi a commentare quanto avvenuto ovviamente c’è Paolo Siani, fratello di Giancarlo, che con poche parole ha detto che nessuno mai dovrebbe spiegare…
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«Sì, quell’applauso c’è stato, lo confermo. Ma non è stato l’unico, durante la proiezione del film. I ragazzi, oggi, e talvolta anche gli adulti, esprimono spesso la loro partecipazione con queste manifestazioni plateali. L’applauso è uno sfogo emotivo, io non leggerei la cosa in modo diverso. In ogni caso gli alunni sono stati rimproverati, per questi eccessi, e torneremo a…
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Dopo gli applausi degli studenti alle battute finali di “Fortapàsc”, scende in campo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara che si dice «preoccupato» e intende «fare piena luce sull’accaduto». La vicenda risale alla settimana scorsa. Siamo al cinema Plaza, a Napoli, zona Vomero. Sul finale del film, che ritrae la morte del cronista de “Il Mattino” ucciso con una raffica di proiettili da due sicari della camorra nel 1985, alcuni allievi della scuola media inferiore Amedeo Maiuri…
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Sullo schermoscorrevano le immagini del film Fortapasc. Arrivati alla scena dell’omicidio di Giancarlo Siani per mano della camorra, è scattato l’applauso di un gruppetto di allievi dell’Istituto comprensivo del Vomero Amedeo Maiuri. Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha detto di voler agire per capire l’accaduto. Sul quale non c’è un’interpretazione univoca: secondo una insegnante l’applauso …
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"La gravità del gesto di applaudire all’efferato assassinio camorristico del giornalista Giancarlo Siani, come è avvenuto a Napoli durante la proiezione del film Fortapasc da parte di alcuni studenti, mi sconcerta e mi preoccupa. Oggi stesso intendo quindi agire per fare piena luce sull’accaduto''. Così su Facebook il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. ''La scuola è e deve essere il primo presidio di legalità, è e deve essere una comunità, per…
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Nei giorni scorsi alcuni studenti di una scuola del Vomero, a Napoli, durante la proiezione del film Fortapasc hanno applaudito alla scena dell'omicidio del giornalista Giancarlo Siani, assassinato dalla camorra nel 1985. Paolo Siani, fratello di Giancarlo, ha scritto sui social: «Alla morte non si applaude, mai, per nessuno. Questo dovrebbe far parte dell'animo umano. Davanti alla morte si resta in silenzio, questo…
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L'episodio avrebbe riguardato un gruppo di studenti che assistevano alla proiezione del film in un cinema del Vomero. L'insegnante: "L'applauso è uno sfogo emotivo". Il ministro Valtidara: "Fare luce sulla vicenda"
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Stavano assistendo, nell'ambito di un progetto scolastico, alla proiezione del film Fortapàsc con Libero De Rienzo su Giancarlo Siani, il giornalista napoletano ucciso dalla camorra nel 1985. Al momento dell’omicidio, un gruppetto tra loro ha iniziato a battere le mani. Lo ricostruisce un articolo de Il Mattino: il fatto sarebbe avvenuto al cinema Plaza del Vomero, protagonisti alcuni studenti dell'istituto comprensivo Maiuri-Piscicelli.
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“Di fronte a quell’applauso alla scena del film dove i sicari uccidono Giancarlo non possiamo far finta di nulla. Nei prossimi giorni andrò in quelle classi a portare dei libri su mio fratello perché quei giovani vanno aiutati a capire”. A parlare è Paolo Siani, il fratello del giornalista ammazzato dalla camorra a 26 anni il 23 settembre 1985. L’applauso di cui parla è quello che un…
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«Alla morte non si applaude, mai, per nessuno. Questo dovrebbe far parte dell'animo umano. Davanti alla morte si resta in silenzio, questo non va neppure spiegato. Ma se invece accade, se alcuni ragazzi, pochi, molto giovani, di una scuola che si sta impegnando per far crescere in loro il senso della legalità e della giustizia, applaudono alla morte violenta e quindi…
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Nei giorni scorsi alcuni studenti di una scuola del Vomero, durante la proiezione del film Fortapasc, avrebbero applaudito alla scena dell'omicidio del giornalista Giancarlo Siani, assassinato dalla camorra nel 1985. Alcuni hanno interpretato gli applausi come rivolti al film, altri invece alla scena dell’omicidio. "La scuola è e deve essere il primo presidio di legalità, è e deve essere una com…
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Il Mattino cambia direttore e passa da Francesco De Core a Roberto Napoletano. Quest'ultimo, direttore del Quotidiano del Sud dal 2019, torna a "casa", essendo arrivato nello storico quotidiano di Napoli nel 1984. Poi una lunga carriera, che lo ha portato a ricoprire ruoli di prestigio come direttore del Messaggero dal 2006 al 2011 (la direzione più lunga dell'era Caltagirone) e del Sole 24 Ore…
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