Argentina, proteste contro il maxi decreto Milei: scontri e arresti a Buenos Aires La polizia di Buenos Aires ha arrestato almeno sei persone nel corso della protesta indetta da sindacati, studenti e partiti politici per respingere il megadecreto sulla deregulation (Decreto di necessità e urgenza, Dnu) firmato mercoledì scorso dal presidente Javier Milei. Tafferugli tra manifestanti e forze dell'ordine si sono registrati nei pressi del Palazzo di giustizia dove era stato…
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Seconda grande manifestazione contro Milei ieri a Buenos Aires. Non un «cazerolazo» come il 20 dicembre scorso, ma una marcia di fronte al Palazzo di Giustizia argentino con tutti i sindacati peronisti, con in testa la Cgt, la Confederazione Generale del Lavoro, la Cta e la cosiddetta Cta Autonoma. Obiettivo: «abbattere» il decreto di Necessità ed Urgenza (DNU) firmato 8 giorni fa da Milei. Pablo Moyano, leader della Cgt, ha dichiarato che oggi si terrà una riunione del comitato…
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La parola magica era «casta». Sarebbe stata questa, prometteva Javier Milei, il bersaglio delle politiche di aggiustamento del suo governo, non certo la classe lavoratrice. E la popolazione argentina, impoverita e arrabbiata, a questa inverosimile promessa aveva deciso di credere. IL RISVEGLIO, però, non ha tardato ad arrivare: non solo l’odiata casta ha mantenuto salda la presa sul nuovo governo, ma le misure emanate da Milei sono andate tutte a beneficiare i potenti di sempre.
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Proibito andare in ferie, in gioco c’è il futuro quanto mai incerto dell’Argentina. Il maxi-decreto annunciato dal neo presidente Javier Milei ha stravolto una nazione già di per sè abituata a rocamboleschi colpi di scena, anche se questa volta il clima che si respira a Buenos Aires sembra davvero quello delle madri di tutte le battaglie. Da una parte c’è un leader conservatore dai modi sicuramente irruenti e originali, partito come outsider ed…
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Perché Milei in Argentina non va sottovalutato Per capire chi sono gli argentini, resta ancora oggi insuperabile la definizione che ne diede un loro grande connazionale, il poeta e scrittore Jorge L. Borges, a cui è stato negato il Nobel per la letteratura solo perché non belava nel campo intellettuale progressista. “Gli argentini -diceva Borges- sono italiani che parlano spagnolo e si credono inglesi”.
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Non solo le proteste di piazza. Adesso a mettere i bastoni tra le ruote al nuovo governo del neo eletto presidente argentino Javier Milei arriva anche un giudice federale. Al centro c’è il Decreto di necessità e urgenza (Dnu), il mega-decreto con cui il nuovo governo deroga o modifica circa 600 leggi che interessano il mondo dell’economia, dello sport, della cultura, della finanza, e del lavoro. Una manovra di…
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Vi devo dire la verità, erano 79 puntate, dalla prima che ho fatto di Stasera Italia, che avrei voluto parlare di lui. Avrei voluto parlare di Javier Milei che è diventato il presidente dell’Argentina. È un personaggio incredibile, un personaggio straordinario perché non so in quale pantheon si possa inserire, ma di certo in quello dei liberali, liberisti e anarcoliberisti. Milei è completamente “fuori”, come vedete in questa sua espressione incredibile, da ogni canone dei governi occidentali o anche sudamericani di questo periodo.
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Non accennano a interrompersi le manifestazioni in Argentina contro le politiche annunciate dal governo Milei: liberalizzazioni e deregolamentazioni dell'industria mineraria e di altri settori, tagli alla spesa pubblica e drastica svalutazione della valuta locale. I cacerolasos hanno animato il centro di Buenos Aires e altri luoghi del Paese, percuotendo pentole e casseruole. I sindacati, scrive Pagina 12, hanno annunciato una mobilitazione per mercoledì 27 dicembre contro la…
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Il “decreto di Natale” del presidente argentino, che non passa dal Parlamento ed entra in vigore entro la fine dell’anno, prevede tra le altre cose la possibilità di firmare contratti di qualsiasi tipo, anche in generi alimentari, Bitcoin o valute estere La cura Milei divide sempre di più l’Argentina. Il presidente, appena insediato, ha subito svalutato il peso, portando ad un’impennata dell’inflazione e ad un cambio col dollaro di giorno in giorno più inaccessibile per i ceti più…
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