Il primo giorno di primavera di 141 anni fa nasceva il Resto del Carlino, un viaggio al termine di tante notti che in questi dodici mesi abbiamo raccontato e vissuto con voi, i nostri lettori. E l’archivio, ogni archivio, regala squarci luminosi sul futuro: in una edizione di tanti anni dopo – stesso periodo, ma correva il 1949 – un nuovo editorialista scriveva queste parole sulle colonne ora vagamente ingiallite: “Una dolorosa esperienza ci ha insegnato che il razionalismo non basta per risolvere i problemi della nostra esistenza…
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Il provvedimento di taglio delle accise sui carburanti da parte del governo “è un primo passo, ma non basta: dobbiamo mettere in conto che gli effetti di questa crisi si prolungheranno nel tempo. Anche se i prezzi di energia e logistica tornassero a calare, l’eventuale adeguamento dei prezzi verso il basso richiederebbe comunque molto tempo e, nel frattempo, i costi già sostenuti sarebbero difficilmente recuperabili”.
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C’è solo un Paese al mondo che non è affatto preoccupato dalla crisi energetica causata dalla guerra in Medio Oriente: la Cina La Repubblica popolare raccoglie adesso i frutti di anni di enormi investimenti nelle energie rinnovabili e in particolare nell'elettrico. Lo shock energetico causato dalla guerra in Iran sta spingendo le nazioni di tutto il mondo a ripensare le strategie per ridurre la dipendenza a…
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La guerra in Iran sta mettendo in luce quanto il mondo dipenda da rotte fragili dei combustibili fossili, dando nuova urgenza agli appelli ad accelerare il passaggio alle energie rinnovabili. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ I combattimenti hanno praticamente fermato le esportazioni di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, il passaggio marittimo stretto attraverso cui transita circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto (GNL) mondiali.
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Se l’Europa vuole una vera protezione dal prossimo shock di Hormuz, dovrebbe accelerare l’unica strategia che riduce realmente la vulnerabilità: l’elettrificazione, supportata da rinnovabili, sistemi di stoccaggio, reti elettriche più robuste e un mercato elettrico interno più efficiente Le tensioni nello Stretto di Hormuz continuano ad aumentare e l’Europa continua a ricadere nello stesso istinto: preoccuparsi dell’approvvigionamento, prepararsi a prezzi più alti e…
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Gli italiani vedono nella guerra una delle principali preoccupazioni. In questi ultimi anni ci sono state altre situazioni di crisi nel mondo. Alcune anche molto vicine che non si sono ancora concluse. Come l’attacco all’Ucraina dalla parte della Russia che vuole arrivare a minare la stabilità dell’intera Europa. Ma questa volta è diverso. Quello che sta avvenendo a molta più distanza da noi, in Iran e nell’intera area del Golfo Persico, assume per il mondo e il nostro Paese…
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Transizione energetica ed elettrificazione sono le uniche alternative possibili per l’Italia, e per l’Europa, in un mondo ormai minacciato da più parti. «Ormai c’è in gioco la sopravvivenza industriale dell’Europa e – complice l’ennesimo rincaro del prezzo dell’energia – la messa a rischio del nostro benessere in Europa. Se i politici europei non capiscono che bisogna sganciarsi da gas e petrolio il prima possibile non so cos’altro debba accadere», più di quanto sta già accadendo.
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«Il gas è ancora oggi – all’inizio del 2026 – un combustibile assolutamente centrale per la vita delle nazioni. In Italia dipende dal gas il 40% della produzione elettrica, circa il 50% dei consumi energetici residenziali, e il 30% circa di quelli industriali»: conosce numeri, statistiche e trend Giuseppe Fiorino, amministratore delegato di Liquigas, tornato in Italia da poco più di due anni dopo aver esercitato il ruolo di Cfo per altre due società dello stesso Gruppo Shv Energy in Turchia e in Cina, crotonese laureato a…
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Trent’anni di scelte sbagliate e il conto che stiamo pagando tutti di Donato Ammaturo C’è una verità che le crisi energetiche degli ultimi anni hanno reso impossibile ignorare: in un’economia moderna, una perturbazione nell’approvvigionamento di energia non rimane confinata alle bollette o al prezzo alla pompa. Diventa, nel giro di settimane, il prezzo del latte, dei biscotti, della pasta, di qualsiasi bene di consumo primario.
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Le tensioni legate al conflitto in Medio Oriente non hanno tardato ad avere ripercussioni pesanti sui mercati globali, mettendo al centro dell’attenzione in particolare la vulnerabilità di quelli energetici, a cominciare dal settore gas che, per l’Italia, rappresenta la prima fonte di energia. Nonostante la maggiore vigilanza europea sugli stoccaggi, una riduzione dell’offerta planetaria potrebbe intensificare la competizione per le forniture internazionali…
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Il Governo convochi con urgenza un tavolo per individuare i provvedimenti necessari nel breve e medio termine per affrontare la crisi energetica e l'aumento dei costi delle materie prime generate dal conflitto in Iran". A chiederlo, in occasione dell'incontro con il ministro Urso, il presidente di Legacoop, Simone Gamberini."Servono – ha detto Gamberini – misure straordinarie, immediate e concrete: la sospensione dei fertilizzanti dal CBAM per salvaguardare il…
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Il sole e il vento non dipendono da «Stretti angusti e vulnerabili». Il riferimento a Hormuz è evidente, e viene messo sul piatto dal capo del dipartimento dell’Onu sul clima Simon Stiell con un messaggio che soprattutto i capi di governo dei Paesi Ue dovrebbero prendere in seria considerazione. Il segretario esecutivo dell’Unfccc (United nations framework convention on climate change) parla a…
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Energia, economia, sicurezza e ambiente. Parole utopiche in un mondo che vive una fase segnata da disordine, conflitti, instabilità, perdita di valori e di diritti costruiti in quasi ottant'anni di democrazia e cooperazione internazionale. Tra i fattori responsabili di questo cambiamento di paradigma e dell’insicurezza globale, la produzione di energia è certamente uno dei più importanti, se non il principale.
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Mancano medici di base anche in provincia, la Cisl lancia l’allarme: “Intervento strutturale subito”
“Denunciamo da anni la carenza di medici di medicina generale, la fotografia resa dal Gimbe lancia un allarme ancora più preoccupante, serve subito un intervento strutturale”. A dirlo è Luciana Cois, segretaria generale della Cisl Medici, alla luce della pubblicazione del rapporto che evidenzia una carenza ormai diffusa e destinata ad aumentare negli anni a venire: mancano 5.700 medici di famiglia, ai quali da qui a 2028 si uniranno secondo le…
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In Campania mancano 643 medici di medicina generale La medicina territoriale in Italia è a un punto di non ritorno. A lanciare l’allarme è il Sindacato Medici Italiani (SMI) che in Campania è presieduto dal dottor Giovanni Senese. «Il medico di medicina generale rischia di diventare un ricettificio», lo dice Senese nel talk “Medicina generale in Campania tra crisi, carenze e futuro da riscrivere” organizzato da Impresa Italiana con Gaetano Fioretti.
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