Roma, 21 gen. – “Come ho vinto? Con le mie due gambe e due braccia, una gamba e mezza va”. Così Novak Djokovic dopo il successo contro Alcaraz che gli è valso la semifinale degli Australian Open, 50esima in carriera per uno Slam. “Ho la massima ammirazione per Carlos, per quello che ha ottenuto in carriera – continua – E’ stato il numero 1 più giovane nel nostro sport, ha vinto 4 Slam, lo vedremo per tanto tempo, molto più a lungo di me.
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Carlos Alcaraz archivia il primo parziale con un turno di battuto a zero. Lo spagnolo è partito contratto e ha subito il break in apertura, poi ha alzato il livello game dopo game. Il turning point è nel nono gioco: Alcaraz conquista il break decisivo alla terza opportunità, ma Djokovic si fa male all'inguine. Rientrato in campo dopo un medical time-out, il serbo non si è mai mosso nell'ultimo game del set.
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"La semifinale con Zverev? La chiave è recuperare, è l'unica cosa a cui sto pensando in questo momento. Questo giorno di riposo in più arriva al momento giusto, speriamo sia sufficiente". Lo ha detto Novak Djokovic dopo la vittoria ottenuta contro Carlos Alcaraz ai quarti di finale degli Australian Open. "Spero di sentirmi alla grande perché lui sta giocando benissimo, però abbiamo un patto tra noi: fino a quando gioco lui mi deve lasciar vincere, soprattutto negli…
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Novak Djokovic non muore mai, in semifinale degli Australian Open lo attende Zverev. Ci va su una gamba sola… al massimo uno e mezza, quasi zoppicando ma stringendo i denti. Il risentimento all'adduttore ha rischiato di metterlo fuori causa, ha resistito e s'è spinto oltre i confini di un match che sembrava segnato, pregiudicato, compromesso. Mai dire mai, soprattutto se dinanzi a te c'è un tennista della sua stazza.
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Se il tennis fosse la galassia di Star Wars, oggi avremmo vissuto la resa dei conti tra il Cavaliere Alcaraz e il Maestro Djokovic (se non la ricordate, cercate in rete la gerarchia dell’Ordine dei Jedi). E forse ci sarebbe stato uno come Yoda, il Maestro, guida del Consiglio Jedi, ad avvertirli: la paura porta alla rabbia, la rabbia all’odio, l’odio porta alla sofferenza (cito da “Episodio I: la minaccia fantasma”): nella Rod Laver Arena la paura è davvero palpabile.
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Si prevedeva spettacolo, e spettacolo c’è stato. Opposti nei quarti di finale degli Australian Open, Novak Djokovic (ATP 7) e Carlos Alcaraz (3), con una differenza d’età di quasi 16 anni, hanno dato vita a un match combattuto e giocato a viso aperto, vinto dal primo per 4-6 6-4 6-3 6-4. Lo spagnolo si è aggiudicato il primo parziale piazzando la zampata nel finale. Successivamente Nole si è portato avanti 3-0 prima di subire il pareggio del 21enne, ma è riuscito ad aggiudicarsi comunque il 2o set.
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Lampi di classe continui nel quarto di finale degli Australian Open tra Djokovic ed Alcaraz. Show del serbo quando va a prendersi il terzo set: Nole rischia di cadere, ma riesce a salvarsi e 'offre' il colpo allo spagnolo che rinuncia allo smash e gli costa caro. Il passante di Djokovic è una meraviglia e gli consente di conquistare il terzo parziale del match, il 300° in carriera nello Slam RISULTATI - ALCARAZ-DJOKOVIC: VINCE NOLE IN 4 SET
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Novak Djokovic contro Carlos Alcaraz: a Melbourne va in scena il quarto di finale più atteso degli Australian Open 2025. Il campione serbo a 37 anni insegue il sogno della vittoria del 25esimo Slam. Lo spagnolo numero 3 al mondo vuole il suo primo titolo in Australia, per lanciare la sfida al numero 1 del mondo Jannik Sinner, impegnato mercoledì contro Alex De Minaur. Ad attendere il vincente del match tra Djokovic e Alcaraz c’è invece Alexander Zverev: il tedesco numero 2 al…
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L’evoluzione del Napoli e il superamento delle aspettative Giovanni Capuano, giornalista di “Panorama”, ha offerto una visione approfondita durante il programma radiofonico “Un Aperitivo con Giordano” su CRC. Capuano ha sottolineato come, inizialmente, i napoletani rifiutassero l’idea di essere favoriti per lo scudetto, quasi considerandola un’offesa. Ora, dopo mesi di successi, il Napoli ha superato anche le previsioni più scettiche, dimostrando una maturità che lo ha portato a competere per traguardi prestigiosi.
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