Le polemiche sulla decisione del tribunale di Catania CATANIA – “Nessun giudice comunista, solo l’applicazione del diritto e della gerarchia delle fonti, evidentemente sconosciuta a questo governo. Anche il Tribunale di Catania ha annullato il provvedimento di trattenimento per un migrante egiziano, che aveva chiesto lo status di rifugiato e, questo, perché l’Egitto è un paese in cui persistono gravi violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali e, quindi, un paese non sicuro”.
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«L'Egitto? Bellissimo in vacanza, ma non ci vivrei». Il presidente della sezione Protezione internazionale del tribunale di Catania, Massimo Escher, non convalida il trattenimento disposto dal questore di Ragusa di un richiedente asilo egiziano arrivato a Pozzallo. Secondo Escher la lista di Paesi «sicuri» del governo col decreto 158/2024, «non esime il giudice dall'obbligo di verifica della compatibilità con il diritto Ue, in Egitto ci sono gravi violazioni dei diritti umani».
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Ira di Salvini per il nuovo no al dl Paesi Sicuri. E se la prende con i magistrati “comunisti”. L’Anm gli risponde “Non ci faremo intimidire” “Mi auguro che non accada” il ripetersi di decisioni come quella del Tribunale di Roma che non ha convalidato il trattenimento dei migranti all’interno del Cpr in Albania. Con queste parole il 21 ottobre il guardasigilli Carlo Nordio spiegava la ratio con cui il governo ha varato un decreto legge per inserire l’elenco dei Paesi sicuri non più in un decreto…
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«Allo stato e a una valutazione sommaria propria della fase cautelare la Tunisia è un Paese poco sicuro. La situazione socio-politica, benché non si ravvisino situazioni di violenza indiscriminata derivante da conflitto armato, risulta gravemente deteriorata. Si è registrato un incremento delle proteste, scatenate dalla crisi politica, sociale ed economica che il Paese attraversa». Così scriveva l’anno scorso Massimo Escher, il presidente della sezione Protezione internazionale del Tribunale di…
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La nave Libra della Marina militare ha imbarcato ieri un altro gruppo di migranti a sud di Lampedusa e punta di nuovo verso l’Albania. Il primo viaggio, lo ricordiamo, andò malissimo: il 16 ottobre scorso approdarono nell’hotspot di Shengjin 10 bengalesi e 6 egiziani. Quattro di loro riportati in Italia il giorno stesso e gli altri 12 liberati appena tre giorni dopo dai giudici del Tribunale di Roma
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