«Il tipo di delitto dà l’idea che a commetterlo sia stato qualcuno che non stava molto bene con la testa. Capisco l’ansia della famiglia di conoscere la verità, ma il tempo non giova alle indagini e più il tempo passa più eventuali prove, di qualsiasi tipo, svaniscono o si perdono del tutto». Così a Il Messaggero l’avvocato Franco Coppi, che difese e portò all’assoluzione l’ex fidanzato di Simonetta Cesaroni, Raniero Busco.
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«Chi ha ucciso Simonetta Cesaroni è un mostro. Solo un mostro può aver fatto scempio del suo corpo in modo così atroce. Ma quel mostro, signori della corte, non è Raniero Busco». Con queste parole si aprì l’arringa del professor Franco Coppi in corte di Assise, il 26 aprile 2012, che portò all’assoluzione dell’ex fidanzato di Simonetta Cesaroni. Una storia senza fine, quella del delitto di via Po…
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Nell’ultima inchiesta sul caso di via Poma la procura di Roma non ha lasciato nulla al caso, vagliando varie piste. Piste che però non hanno trovato nessuna base solida su cui procedere. Con l’unica possibilità, dopo un paio di anni, di chiedere l’archiviazione sull’omicidio di Simonetta Cesaroni, ventenne segretaria romana uccisa il 7 agosto 1990 nell’ufficio degli Ostelli della gioventù in via …
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“Chiedo giustizia da quasi 34 anni e non l’ho ancora ottenuta. Hanno voluto coprire l’assassino di mia sorella. Spero che non vengano archiviate né l’inchiesta su Mario Vanacore né quella su Francesco Caracciolo Di Sarno. Io non smetterò mai di lottare”. A parlare in un colloquio con la Stampa è Paola Cesaroni, sorella di Simonetta. La famiglia della 20enne uccisa il 7 agosto 1990 ha incassato la notizia, l’ennesima…
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«L’unica volta che ho visto Simonetta Cesaroni era morta». Lo dice in un’intervista a La Stampa Mario Vanacore, indicato come possibile killer di Simonetta Cesaroni nell’informativa che i carabinieri hanno consegnato ai magistrati della procura di Roma nell’ambito della nuova indagine sull’omicidio di via Poma. «Ce l’hanno con la mia famiglia - commenta -. Magari qualcuno che abbiamo anche querelato».
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«Il dolore non finisce mai. Si trasforma negli anni. All’inizio è sconvolgente, lancinante, distruttivo. Poi si nutre del bisogno di ottenere giustizia e diventa più razionale, anche se continua a divorarti dentro. Io chiedo verità e giustizia da quasi 34 anni e ancora non l’ho ottenuta perché finora hanno voluto coprire l’assassino di mia sorella. Per questo spero che non vengano archiviate né l’inchiesta…
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Il sangue dell’assassino. Le tracce ematiche lasciate sul luogo del delitto, dentro quell’ufficio in via Poma dove Simonetta Cesaroni è stata massacrata con 29 coltellate il 7 agosto del 1990. Tracce sulla cornetta del telefono, altre sulla maniglia di una porta. Quel sangue, quel preziosissimo sangue non c’è più. «Ulteriori analisi sulle due tracce purtroppo non sono più possibili, poiché entr…
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– Giornalista, scrittore ("Il volto del male"), Stefano Nazzi ha ricostruito e raccontato, con altri misteri italiani, il delitto di via Poma e la morte di Simonetta Cesaroni in "Indagini", il podcast de "Il Post". Missing CaptionMissing Credit Nazzi, l’informativa dei carabinieri punta il dito contro Mario Vanacore, figlio di Pietrino, il portiere dello stabile di via Poma. "Va…
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ROMA. «Il dolore non finisce mai. Si trasforma negli anni. All’inizio è sconvolgente, lancinante, distruttivo. Poi si nutre del bisogno di ottenere giustizia e diventa più razionale, anche se continua a divorarti dentro. Io chiedo verità e giustizia da quasi 34 anni e ancora non l’ho ottenuta perché finora hanno voluto coprire l’assassino di mia sorella. Per questo spero che non vengano archiviat…
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Buchi temporali, dichiarazioni contraddittorie, atteggiamenti che vengono descritti come sospetti, ma anche un’agendina dimenticata negli uffici dove è stata uccisa Simonetta Cesaroni nell’agosto del 1990, finita tra i reperti dell’indagine e poi scomparsa. E ancora: tracce di sangue sulla porta e sul telefono. E le chiavi dell’appartamento della sede degli Ostelli della gioventù, dove la ragazza lavorava ed è stata uccisa, che sarebbero…
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Lui nega e ha già querelato. E anche la Procura di Roma ha già chiesto l’archiviazione. Ma i carabinieri sono convinti: è stato il torinese Mario Vanacore, il 7 agosto 1990, a uccidere Simonetta Cesaroni con 29 coltellate in via Poma a Roma. E’ l’ultimo capitolo di un giallo che continua da 34 anni, fra indagini e processi che si smentiscono l’un l’altro. Ora i carabinieri, in una corposa informativa consegnata ai magistrati della Procura di Roma, tornano ad…
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Roma — Trentatrè anni dopo, se c’è una cosa che Giancarlo De Cataldo, magistrato, scrittore e sceneggiatore, si sente dire sul delitto irrisolto di Simonetta Cesaroni è che «per quanto possa essere una ferita dolorosa il non essere riusciti a dare giustizia alla famiglia, dobbiamo cercare il colpevole, non un colpevole. Perché questa sarebbe una tragedia ancora più grande». Dottor De Cataldo, l…
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Un delitto irrisolto, il diritto dei familiari di avere giustizia, ma anche degli innocenti a non essere tirati dentro una storia che dopo tanti anni ha perso persone, testimoni, ricordi, e anche possibili prove. “Non solo la galera è una pena, ma anche affrontare i processi, quello “vero” e quello mediatico”, dice Franco Coppi che fece assolvere (insieme a Paolo Loria) Raniero Busco accusato del…
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Mario Vanacore, figlio del portiere Pietrino Vanacore dello stabile nel quartiere Prati a Roma, è stato identificato dai Carabinieri di Piazzale Clodio come presunto colpevole dell’omicidio di Simonetta Cesaroni, avvenuto il 7 agosto 1990 con 29 coltellate. Questo caso, noto per la sua ferocia, è stato riaperto dopo un’inchiesta su istanza degli avvocati della famiglia Cesaroni. Tuttavia, nonostante le conclusioni investigative, la Procura non è convinta della ricostruzione, e ha…
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Mario Vanacore si difende dalle accuse contenute in una lunga informativa dei carabinieri, consegnata nelle mani dei magistrati della Procura di Roma, nella quale i militari indicano figlio del portiere del condominio di via Poma come il killer di Simonetta Cesaroni, la ragazza uccisa il 7 agosto del 1990. «L'unica volta che ho visto Simonetta era morta», ha detto l'uomo, oggi 64enne, in un'intervista alla 'Stampà.
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La proverbiale cautela dell’Ansa non c’è più. Almeno negli ultimi sviluppi del caso di via Poma, l’omicidio irrisolto di Simonetta Cesaroni, uccisa, a neanche 21 anni, il 7 agosto del 1990. Venerdì 5 gennaio alle 22,37, la prestigiosa agenzia scrive: L’assassino di via Poma? E’ il figlio del portiere, Pietro Vanacore. Notizia clamorosa, dopo trentatré anni e mezzo di misteri, accuse, scagionamenti, depistaggi.
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ROMA – Si torna a parlare del delitto di via Poma, un giallo che ha tenuto banco in Italia per tantissimi anni, tra colpi di scena e indagini partite col piede sbagliato. Ma chi ha ucciso veramente Simonetta Cesaroni? Il caso non è stato mai risolto in oltre trent’anni di indagini ed è stato spunto anche per serie tv e libri: i sospettati furono prima il portiere del palazzo di via Poma, Pietro Vanacore (fermato tre giorni dopo…
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Lo dice in un’intervista a La Stampa Mario Vanacore, indicato come possibile killer di Simonetta Cesaroni nell’informativa che i carabinieri hanno consegnato ai magistrati della procura di Roma nell’ambito della nuova indagine sull'omicidio
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In un'intervista rilasciata a La Stampa, il figlio del portiere di via Poma commenta con parole dure la diffusione dell'informativa dei carabinieri in cui viene indicato come possibile killer di Simonetta Cesaroni. Nonostante la procura non abbia riscontrato prove sufficienti per questa tesi.
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Continuano a venir fuori indiscrezioni agghiaccianti sul delitto di via Poma. Secondo un’informativa dei carabinieri, di cui abbiamo pubblicato il contenuto nelle sue parti essenziali, l’assassino di Simonetta Cesaroni sarebbe Mario Vanacore, il figlio del portiere dello stabile in cui c’erano gli uffici delll’Aiag (ente che gestiva gli ostelli della gioventù per cui lavorava…
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«Non ho mai creduto nel suicidio di mio padre. So che mai sarebbe andato via senza lasciare una spiegazione, una lettera per noi figli. Avrei dovuto raggiungerlo in Puglia, e poi, insieme, saremmo andati in macchina, a Roma, per testimoniare nel processo contro Raniero Busco, l’ex fidanzato di Simonetta Cesaroni. Era tranquillo, so che aveva consultato l’avvocato Franz Pesare, un penalista di Sava, un paese della provincia di Taranto
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Un cold case italiano - riporta in questi giorni alla cronaca la memoria di Pietro Vanacore. Di origine tarantina, era il portiere accusato, e poi prosciolto, di aver ucciso la ventenne Simonetta Cesaroni con 29 coltellate il 7 agosto 1990 a Roma. Dopo venti anni di sospetti e accuse che stravolsero la sua vita Pietro tornò nella sua terra d’origine e si suicidò nella notte tra lunedì 8 marzo e martedì 9 del…
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«L'unica volta che ho visto Simonetta Cesaroni era morta». Lo dice in un’intervista a La Stampa Mario Vanacore, indicato come possibile killer di Simonetta Cesaroni nell’informativa che i carabinieri hanno consegnato ai magistrati della procura di Roma nell’ambito della nuova indagine sull'omicidio. «Ce l’hanno con la mia famiglia - commenta -. Magari qualcuno che abbiamo anche querelato». Vanacore ha presentato un esposto in primavera, insieme al suo avvocato, per «calunnia…
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"L'unica volta che ho visto Simonetta Cesaroni era morta". Lo afferma in un'intervista alla 'Stampa' Mario Vanacore finito nel mirino dei media dopo che una relazione dei carabinieri lo ha indicato come possibile autore del delitto di via Poma. L'uomo, oggi 64enne, titolare di una ditta a Torino, lamenta che "ce l'hanno con la mia famiglia", ipotizzando attacchi magari di "qualcuno che abbiamo anche querelato".
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Nuovo capitolo in uno dei misteri infiniti delle cronache italiane, l’omicidio di Simonetta Cesaroni, uccisa a coltellate il 7 agosto 1990 in via Poma a Roma. A uccidere la ragazza sarebbe stato Mario Vanacore, figlio del portiere Pietrino, secondo quanto scrivono i carabinieri in una corposa informativa inviata ai magistrati della procura di Roma. I pm hanno però chiesto l’archiviazione per l’assenza di elementi concreti a sostegno di…
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Di Pierdomenico Corte Ruggiero Le recenti novità giornalistiche hanno riacceso l’attenzione sull’omicidio di Simonetta Cesaroni. Un testimone ha riferito che, pochi mesi prima della morte della Cesaroni, l’avvocato Francesco Caracciolo di Sarno avrebbe molestato una sua dipendente. L’avvocato Di Sarno era presidente dell’Aiag e aveva accesso agli uffici di via Poma. Inoltre viveva a poca distanza da via Poma.
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La Roma può perdere un giocatore in questa sessione di gennaio che fin qui non ha trovato molto spazio alla corte di Mourinho. Da qualche giorno è cominciata la sessione di mercato di gennaio che come sempre serve alle squadre per cercare di colmare le lacune emerse nella prima parte di stagione. In questa prima metà di campionato una delle big di Serie A come la Roma ha vissuto spesso delle fasi altalenanti e il tecnico della formazione giallorossa, José Mourinho, ha dovuto fra fronte a molte difficoltà oltre che a diversi problemi…
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