Mesi dopo l’esplosione del 14 ottobre 2025 a Castel d’Azzano, costata la vita a tre carabinieri, i fratelli Ramponi sono detenuti con l’accusa di aver provocato la deflagrazione. Isolati e diffidenti, cambiano ancora avvocato, mentre la comunità chiede verità e giustizia
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I fratelli Ramponi hanno sempre fatto fatica negli anni a fidarsi dei loro avvocati e anche con la strage di Castel d’Azzano le cose non sono cambiate. Dopo nemmeno tre mesi dall’esplosione del loro casolare, due difensori sono stati congedati. Il primo a farlo è stato Dino, ancora a inizio dicembre, nominando gli avvocati di fiducia Enrico Bastianello e Laura Luttazza Guerrini. Durante le festività natalizie Franco ha deciso di seguire le…
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Che con gli avvocati avessero un rapporto complicato, questo si era capito. Ma che la loro ostilità nei confronti del “sistema” fosse esternata anche nel corso dei colloqui con i legali nominati d’ufficio dopo la tragedia di Castel d’Azzano, è una novità assoluta in grado di completare il profilo psicologico complesso dei fratelli Ramponi. Fabio Porta e Domenico Esposito, i…
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Dopo la strage dl 14 ottobre a Castel d'Azzano costata la vita a 3 carabinieri i fratelli Ramponi continuano a cambiare avvocati e mantengono una linea intransigente con un odio verso le istituzioni. Nessun pentimento, sono convinti di avere ragione: se non li avessero costretti a lasciare la casa non sarebbe successo nulla.
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I fratelli Ramponi, coinvolti nella tragedia di Castel d'Azzano, hanno avuto difficoltà a comunicare con i loro avvocati, che hanno rinunciato all'incarico. Fabio Porta e Domenico Esposito avevano suggerito di non chiedere il riesame della custodia cautelare, ma i Ramponi hanno rifiutato. La loro giustificazione era che la tragedia non sarebbe accaduta se non fossero stati costretti a lasciare la loro casa.
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