La Lega vuol dare la possibilità su base volontaria di usare la liquidazione per lasciare prima il lavoro. Durigon: «Estendiamo l’opzione già prevista per i fondi». Damiano (ex ministro): «Il tesoretto non si tocca».Evitare l’allungamento dell’età pensionabile, usare il tesoretto che si nasconde nel...
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Alle origini dello Stato ebraico d'Israele
Il manifesto del 27 agosto 2025 «Era una telecamera di Hamas». L’inchiesta dell’esercito israeliano sull’attacco all’ospedale Nasser che ha ucciso 5 giornalisti e altre 15 persone a Khan Younis si è già conclusa. Netanyahu assediato dalle proteste di chi teme per gli ostaggi: mai parlato di tregua a Gaza
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Paolo Pellegrin, romano, è uno dei più grandi e riconosciuti fotoreporter di guerra del mondo. I premi non certificano il valore di una vita di lavoro ma quando sono undici World Press Photo, come nel suo caso, bisogna rilevarlo. Ha più di sessant’anni, appartiene dunque alla generazione di chi ha vissuto le guerre “di prima”, quando non c’erano i droni, macchine killer volanti. Dice, nell’intervista di ieri, che c’è ormai da ragionare sull’opportunità di indossare la pettorina…
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«Israele afferma di condurre indagini credibili e imparziali, ma finora non è riuscito a dimostrarlo. Un’indagine indipendente è fondamentale per capire perché così tanti civili siano morti e per rendere giustizia alle vittime di attacchi illegali». Iniziava così un rapporto di Human Rights Watch che invitava lo Stato di Israele a garantire indagini indipendenti affinché gli autori di abusi, compresi alti funzionari militari e politici che hanno definito politiche che violano le leggi di guerra, fossero ritenuti responsabili.
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Uccidono come assassini non come soldati, mentono come i peggiori mafiosi perché sanno di restare impuniti. L’ordine è: spara, spara subito alla telecamera della Reuters. Cadono i primi morti. Poi un silenzio sospeso, sembra irreale. Arrivano i soccorsi correndo sulle scale dell’ospedale Nasser di Khan Younis. Ecco di nuovo il momento di colpire. Il thank israeliano spara ancora: il bilancio sarà di 20 morti tra cui 5 giornalisti.
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Roma, 26 ago. – L’esercito israeliano ha annunciato oggi che da una “prima indagine” condotta sull’attacco messo a segno ieri all’ospedale Nasser di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, costato la vita a 20 persone, tra cui cinque giornalisti, è stata presa di mira “una telecamera posizionata da Hamas” e che “sei delle persone uccise erano terroristi”.“Da una prima indagine, sembra che le truppe della Brigata Golani, operanti nell’area di Khan Younis…
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El Anouni (Commissione Ue): "Inaccettabile l'uccisione di giornalisti a Gaza" “L'uccisione di cinque giornalisti, quattro operatori sanitari e diversi civili di ieri a Gaza è del tutto inaccettabile. Civili e giornalisti devono essere protetti dalle leggi internazionali. Ribadiamo la richiesta a Israele di rispettare il diritto internazionale umanitario e di garantire che questi attacchi siano indagati, e prendiamo atto delle dichiarazioni delle autorità israeliane…
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"Gli eventi di ieri lasceranno ombre pesanti". Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz commentando l'attacco dell'esercito israeliano di ieri a Gaza, in confereza stampa con il premier belga a Berlino. "Non credo che sia stato un attacco diretto contro i giornalisti. Ci sarà adesso un'inchiesta e vorrei attendere i risultati. Ma ci sono ovviamente delle conseguenze", ha affermato, sottolineando di vedere confermata come corretta la decisione che "Israele non riceva armi dalla…
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Il doppio attacco israeliano ieri all'ospedale Nasser di Gaza ha fatto strage di civili, ucciso giornalisti e operatori sanitari, categorie che dovrebbero essere protette dal diritto internazionale. Si è trattato di un cosiddetto “double-tap”: il primo colpo è seguito da un secondo a breve distanza sullo stesso luogo, per massimizzare le vittime, una pratica standard dell'esercito israeliano (Idf) nella guerra a Gaza.
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La foto di un tesserino Reuters tagliato a metà in un post che non lascia spazio a interpretazioni. Lo ha pubblicato su Facebook la fotoreporter canadese Valerie Zink per annunciare le sue dimissioni dall’agenzia di stampa con l’accusa di “giustificare e consentire” l’uccisione sistematica di giornalisti nella Striscia di Gaza da parte delle Israel Defense Forces. La decisione è arrivata dopo l’uccisione di 5 reporter che stavano lavorando nell’ospedale Nasser di Khan…
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Attacchi israeliani sono proseguiti questa mattina in diverse aree di Gaza, causando finora almeno 20 morti. Tra le vittime più recenti ci sono sette persone uccise in un'abitazione a Gaza City nel quartiere di Sabra. Il testimone «Non ci sono militanti qui. Bambini e donne vengono uccisi nel sonno e li abbiamo recuperati a pezzi», racconta un uomo. Altre sei persone - tra cui bambini - sono rimaste uccise in…
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In questa edizione: Altra strage a Gaza: almeno 24 morti. Giravolta Trump: "Zelensky un venditore". Il governo: "Il dazio al 15% dà stabilità". Cadavere in strada a Napoli. Egadi, scossa di magnitudo 4.7. Inter, buona la prima: 5-0 al Torino
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Almeno 20 palestinesi sono stati uccisi negli attacchi dell'Esercito israeliano a Gaza dall'alba di oggi: lo riporta Al Jazeera, che cita fonti mediche. Il bilancio include sette persone uccise in un'abitazione di Gaza City e sei persone – tra cui alcuni bambini – che si trovavano in una tenda vicino a Khan Younis, nel sud della Striscia. Protesta per gli ostaggi a Gaza, bloccata l'autostrada a Tel Aviv Con il blocco del…
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In Israele proseguono le proteste dei parenti degli ostaggi tenuti prigionieri nella Striscia di Gaza, mentre nell’enclave palestinese vanno avanti le operazioni militari israeliane contro Hamas avviate in risposta all’attacco del 7 ottobre 2023 in Israele. Il Times of Israel riferisce di varie strade bloccate in Israele da manifestanti che chiedono il rilascio degli ostaggi e la fine della guerra a Gaza.
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«Prima della guerra – raccontava Mariam nel gennaio del 2024 – mi piaceva fotografare le cose belle». Quel "prima" era ormai lontano nella memoria più dei cinque mesi passati dall'inizio dell'offensiva israeliana. Il tempo reso ancora più vuoto dalla decisione di mandare il figlio dai parenti negli Emirati Arabi per proteggerlo dalle bombe, vuoto eppure riempito dal dolore delle foto…
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