Silenzio ieri dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sulla nuova crisi scatenata da Donald Trump in Venezuala. Le dichiarazioni sono arrivate ma dalla portavoce della Commissione per gli Affari esteri, Anitta Hipper: «Sulle figure che dovrebbero essere coinvolte nel governo del Venezuela vorrei menzionare l’opposizione e, in particolare, Edmundo Gonzalez e Maria Corina Machado».
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Guido Crosetto può arrivare a capire le ragioni degli americani nell'attacco a Caracas, ma non condividerebbe l’intervento. Personalmente penso che debba prevalere il diritto internazionale, fino al limite del possibile - è il ragionamento fatto a chi lo ha sentito - Ma non mi faccio illusioni: nel mondo attuale si impone la potenza delle nazioni. Il ministro della Di…
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Duecento attivisti hanno marciato in via Caracciolo, nei pressi del consolato Usa, per manifestare contro il sequestro del presidente venezuelano Maduro da parte degli Stati Uniti. Gli attivisti sono fermi davanti al cordone delle forze dell' ordine che sbarra il prosieguo del cammino verso la sede diplomatica statunitense. Hanno partecipato all'iniziativa Potere al Popolo, l' Unione sindacale di base, studenti, organizzazioni di solidarietà con la Palestina
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Tra i manifestanti c’è Elisa, commercialista venezuelana, fuggita dal suo Paese undici anni fa. «Avevo un figlio di diciotto mesi, non si trovavano pannolini, non si trovava il latte. Le città erano al collasso. Ero un’attivista e la mia famiglia era perseguitata. E quindi sono scappata in Italia, dove c’è la famiglia di mio marito, e mi sono portata dietro tutti i miei fratelli». Ecco perché lei oggi lunedì 5 gennaio è qui, insieme ad altre…
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«Trump si prende il Venezuela e la Russia riprende l’Ucraina» – affermò nel 2020 il leader fascista russo Zirinovskij. Il 3 gennaio dello stesso anno il presidente Usa chiudeva il suo primo mandato facendo uccidere il generale iraniano Suleimani. Sei anni dopo, ancora un 3 gennaio, eccoci con la Delta force a Caracas. In un solo anno, Trump ha bombardato in modo unilaterale – e pressoché ignorando il Congresso – Iran, Yemen, Siria, Iraq, Afghanistan, Somalia, Nigeria e ora il Venezuela.
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Contro l’attacco degli Stati Uniti al Venezuela e riarmo oggi in piazza associazioni mentre sabato si volgerà un corteo nazionale. Dopo le prime riuscite mobilitazioni a Roma e in altre città d’Italia che si sono tenute nei giorni scorsi, reti sociali, sindacati e associazioni, oltre cinquanta sigle, si ritroveranno in piazza Barberini questo pomeriggio per manifestare contro l’attacco Usa al Venezuela.
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“Ho chiamato il Presidente Donald Trump, ho parlato con lui direttamente per comunicare la mia opposizione sull’operazione in Venezuela. Ho chiarito che la mia opposizione è basata sulla violazione di leggi nazionali e federali”. Lo ha detto il Sindaco di New York Zohran Mamdani nel corso di una conferenza stampa. Courtesy: X NYC Mayor's Office (Alexander Jakhnagiev)
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Il regime di Maduro però resta in piedi, Trump non ha fatto alcun accenno al desiderio di favorire una transizione democratica. Anzi, ha approvato il passaggio del governo alla vice-presidente Delcy Rodríguez mentre ha liquidato subito l’ipotesi che toccasse a Maria Corina Machado, premio Nobel per la Pace 2025 e leader di un'opposizione che aveva vinto le elezioni 2024 (prima che Maduro cambiasse a tavolino i risultati per rimanere al potere).
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La transizione in Venezuela deve includere il Premio Nobel per la Pace e leader dell'opposizione, Maria Corinna Machado. Lo ha detto la portavoce della Commissione europea Anitta Hipper nel corso dell'incontro quotidiano con la stampa. "I prossimi passi prevedono un dialogo in vista di una transizione democratica, che deve includere Edmundo Gonzalez" Urrutia "e María Corinna Machado", ha affermato.
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Sulle tensioni tra Stati Uniti e Venezuela l’Unione Europea continua a muoversi in equilibrio, evitando prese di posizione che possano essere lette come una condanna dell’azione americana. Un silenzio che non è casuale, ma il risultato di calcoli politici, divisioni interne e di un rapporto strutturale con Washington che limita l’autonomia europea sul piano internazionale. Venezuela, una guerra in streaming: come la narrativa Usa ha…
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La destituzione di Maduro da parte degli USA riapre la partita sul controllo del petrolio in Venezuela e sulla sicurezza energetica globale. Il petrolio in Venezuela ridisegna gli equilibri energetici globali – Immagine realizzata con IA Perché il petrolio in Venezuela cambierà il quadro energetico globale Il petrolio in Venezuela è diventato uno dei principali fattori di attenzione dei mercati e della geopolitica internazionale, dopo il rapido cambiamento politico avvenuto a Caracas, a…
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La produzione di petrolio del Venezuela è compresa oggi tra 900mila e un milione di barili al giorno, contro oltre tre milioni di metà anni 2000. Lo affermano stime dell'Investment team di Gamma capital markets, secondo cui "le esportazioni sono già sotto pressione: stoccaggi pieni, flussi bloccati e sanzioni ancora formalmente in vigore. Nel breve il petrolio venezuelano non rientra rapidamente sul mercato globale, soprattutto verso la Cina".
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Tra le prime conseguenze dell'attacco di Donald Trump al Venezuela c'è quella sul petrolio e i relativi equilibri legati a questo mercato, con gli operatori che osservano un «calo dei prezzi del petrolio che potrebbe avere un impatto sui mercati energetici più ampio». Al momento i prezzi del petrolio sono rimasti pressoché invariati, dopo un iniziale calo. Il greggio Brent, il benchmark internazionale del petrolio, è rimasto invariato a 60,77 dollari al barile, dopo essere sceso in precedenza…
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Assalto al Venezuela: aspetto una nuova Norimberga per Trump, Rubio e i loro accoliti internazionali
La messa in stato d'accusa di Trump, Rubio & co. non sarà un percorso breve né facile, ma la conclusione sarà inevitabile Ancora più tronfio e vanesio del solito Trump nella conferenza stampa successiva al criminale attacco contro il Venezuela, ha più che altro tessuto le lodi della Delta Force, protagonista militare del sequestro del presidente legittimo Nicolas Maduro e della sua sposa Cilia Flores
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Introduzione Con l’attacco statunitense del 3 gennaio 2026 a Caracas, e la cattura di Maduro e la moglie, Washington ha segnato un cambio di passo nella sua politica estera. Il presidente americano ha già annunciato l'intenzione di gestire il Venezuela finché non ci sarà una transizione sicura e di voler mettere le mani su quelle che sono le più grandi riserve petrolifere del Paese, senza temere di dispiegare truppe sul terreno.
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Secondo Maurizio Belpietro, l’intervento degli Stati Uniti in Venezuela non è una novità ma l’ennesima prova che le grandi potenze agiscono per interesse, non per ideali. Da Donald Trump a Nicolás Maduro, il direttore de La Verità smaschera le contraddizioni della sinistra italiana, pronta a indigna...
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«Non sarà la Machado a governare il Venezuela, anche se ha avuto il Nobel per la Pace e ringrazia Trump: il presidente americano non è interessato in primo luogo a ripristinare la democrazia. Non gli interessava in Brasile e neanche granché negli Stati Uniti: per ora cercherà di governare coi militari e, magari, con pezzi del regime del deposto Maduro disposti a seguire le sue direttive su quello che conta per…
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L’impensabile è avvenuto: l’aspirante Nobel per la pace, colui che non doveva «iniziare le guerre ma fermarle», ha ordinato l’aggressione a un paese che non rappresenta alcuna minaccia alla sicurezza degli Stati Uniti, e ne ha catturato il presidente, divertendosi poi a mostrarlo ammanettato su Truth. Il culmine di un’offensiva iniziata quattro mesi fa con i raid contro le imbarcazioni di presunti narcotrafficanti e proseguita con la chiusura dello spazio aereo, il blocco navale e l’attacco a un’infrastruttura…
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