I legami col capo di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro , arrestato e morto tre anni fa dopo 30 anni di latitanza, nel corso dei quali avrebbe preso parte pure a «incontri» nello studio di un avvocato a Milano. La conferma dell’esistenza dal 2019 di una «unione» tra le tre mafie, quella siciliana, la 'ndrangheta e la camorra, per fare «affari» in Lombardia . E le risposte sui rapporti della «organizzazione» a tre teste con politici, ma…
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A Bernardo Pace, 62 anni di Castelvetrano uno degli affiliati del «sistema mafioso lombardo», composto da esponenti delle tre mafie, e che si era pentito un mese fa ed è stato trovato morto suicida tre giorni fa, i pm della Dda milanese hanno chiesto conto anche «dei rapporti tra l’organizzazione mafiosa» e «esponenti politici locali e nazionali». E Pace, sentito il 19 febbraio, a quella domanda inizia a rispondere: «Allora ci sono ...
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Otto pagine di omissis sui "rapporti" fra esponenti mafiosi e "politici locali o nazionali". Sono quelle, completamente oscurate, che si trovano nel verbale reso il 19 febbraio 2026 da Bernardo Pace, il presunto boss del mandamento di Castelvetrano, neo collaboratore di giustizia dell'inchiesta milanese Hydra e morto suicida, impiccandosi, il 16 marzo nel carcere di Torino. Il verbale di Pace e gli omissis Il verbale è stato depositato oggi…
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Fine dei giochi? Forse ci siamo. Il maxi processo «Hydra», l'inchiesta della Dda di Milano sulla presunta alleanza tra Cosa Nostra, 'ndrangheta e camorra in Lombardia, si apre con un colpo di scena che rischia di scardinare gli assetti dei clan al Nord. Durante la prima udienza del filone ordinario, che vede alla sbarra 45 imputati, la pm Alessandra Cerreti ha ufficializzato la collaborazione con la giustizia di…
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Il capo di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro, arrestato dopo quasi 30 anni di latitanza e morto nel 2023, «veniva a Milano» per incontrare, nello studio di un avvocato, Paolo Aurelio Errante Parrino, cugino del boss e ritenuto uno dei vertici del «sistema mafioso lombardo», ricostruito nell’inchiesta «Hydra» della Dda di Milano. Di questi incontri tra i due nel capoluogo lombardo ha parlato, nel primo verbale di collaborazione del 19 febbraio…
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"In questo momento commercio frutta e verdura all’ingrosso”. Eppure ha preso parte a molti summit, in cui si incontravano gli esponenti delle tre mafie in Lombardia, Gioacchino Amico, il presunto boss del "sistema mafioso lombardo" che ha deciso di pentirsi, come altri imputati dell'inchiesta "Hydra" della Dda di Milano. Una nuova collaborazione nel maxi procedimento che è venuta a galla oggi nel…
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Durante la prima udienza del maxi processo milanese a carico di 45 imputati, la pm Alessandra Cerreti ha rivelato la scelta di collaborare con la giustizia del presunto boss del clan dei Senese. Nell'ambito del procedimento sono già state inflitte lo scorso gennaio 62 condanne con rito abbreviato C'è un nuovo collaboratore di giustizia nel procedimento "Hydra" sulla presunta alleanza tra esponenti delle tre mafie in Lombardia.
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Il manager dei clan sta collaborando da pochi mesi e ha riempito tre verbali depositati oggi in aula. Oltre agli interessi dell'ex superlatitante, ai magistrati dell'inchiesta Hydra spiega inediti rapporti con la politica, conferma l'esistenza dell'unione delle tre mafie e fa luce sulla lupara bianca di Gaetano Cantarella ucciso nel 2020 Ha raccontato degli interessi economici di Matteo Messina Denaro e non era mai successo…
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C’è un nuovo pentito nel procedimento «Hydra» sulla presunta alleanza tra esponenti delle tre mafie in Lombardia ed è Gioacchino Amico, presunto vertice del «sistema mafioso lombardo» per conto della camorra del clan dei Senese. È emerso dalla prima udienza del maxi processo milanese a carico di 45 imputati, tra cui proprio Amico. Lo ha spiegato la pm Alessandra Cerreti depositando il suo verbale del 3 febbraio, oltre a quello dell’altro nuovo collaboratore di giustizia Bernardo Pace, morto suicida in…
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Al via, nell’aula bunker di via Filangieri a Milano, il processo con rito ordinario che vede alla sbarra 45 imputati dell'indagine 'Hydra' sulla presunta alleanza in Lombardia delle tre mafie. Lo scorso gennaio sono già state emesse 62 condanne (fino a 16 anni) per chi ha scelto il rito abbreviato. A pochi passi dal carcere di San Vittore e dall’aula è in corso un presidio per ribadire il proprio rifiuto delle mafie e…
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C'è un nuovo pentito nel procedimento "Hydra" sulla presunta alleanza tra esponenti delle tre mafie in Lombardia ed è Gioacchino Amico, presunto vertice del "sistema mafioso lombardo" per conto della camorra del clan dei Senese. E' emerso dalla prima udienza del maxi processo milanese a carico di 45 imputati, tra cui proprio Amico. Lo ha spiegato la pm Alessandra Cerreti depositando il suo verbale del 3 febbraio, oltre a quello dell'altro nuovo…
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A Milano il maxi processo a mafia, 'ndrangheta e camorra: imputato anche il cugino di Messina Denaro
Tra gli imputati il cugino di Matteo Messina Denaro MILANO – Inizia a Milano nell’aula bunker davanti al carcere di San Vittore, il maxi processo con rito ordinario a carico di 45 imputati sulla presunta alleanza tra esponenti delle tre mafie, Cosa Nostra, ‘ndrangheta e camorra, per fare affari in Lombardia, scaturito dalla maxi inchiesta “Hydra” della Dda e dei carabinieri del Nucleo investigativo.
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Era stata sua, il 4 gennaio 2021, quell’intercettazione che per la pm milanese Alessandra Cerreti, «se questo fosse un film, sarebbe il titolo» dell’indagine di criminalità organizzata «Hydra: «Acquisteremo tutte le cose che ci va a costare, asse, non asse, costruiremo tutto sempre e dove: con i proventi di Milano, Milano; con i proventi Roma, Roma; con i proventi di Calabria, Calabria; con i proventi di Sicilia, Sicilia.
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Controlli e file ai metal detector. L’aula si riempie di avvocati, magistrati, personale della scorta e giornalisti. Gabbie vuote: i detenuti sono in video collegamento dal carcere. Si parte. Nell'aula bunker davanti al carcere di San Vittore inizia il processo con rito ordinario al “Sistema mafioso lombardo”, l’alleanza tra esponenti delle tre mafie - cosa nostra, 'ndrangheta e camorra - per far…
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Il colpo di scena nell'aula bunker di san vittore, gremita, quando il pubblico ministero Alessandra Cerreti deposita i verbali degli interrgatori dei collaboratori di giustizia. A sorpresa, c'e il neopentito Gioacchino Amico, presunto boss camorrista del clan senese che avrebbe confermato l'alleanza tra le mafie in Lombardia. Agli atti anche gli interrogatori del collaboratore Bernardo Pace, condannato a 14 anni, affiliato a cosa nostra, morto suicida in carcere a Torino tre giorni fa.
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