I sei titoli mondiali consecutivi della Lancia nei rally non si celebrano solo con un comunicato. Si celebrano con una serie limitata che trasforma una berlina di culto come la Delta in un oggetto da museo. È quello che è successo con una di esse. Advertisement Nel 1992, anno del sesto e ultimo titolo della Delta HF Integrale, Lancia produsse 310 esemplari della versione Evoluzione Martini 6. Livrea bianca con le inconfondibili strisce Martini Racing, decalcomanie…
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La Lancia Delta non è solo una vettura italiana dalle forme squadrate, rappresenta l’immagine vincente di una industria in grado di sovvertire i pronostici. La prima generazione della Delta rimane un emblema del Made in Italy, un gioiello capace di conquistare trofei e campionati con una filosofia innovativa. La Delta HF Integrale ancora oggi è una delle auto più divertenti e significative che siano mai state create, accendendo l’interesse mai sopito di appassionati che hanno…
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Una Lancia DeltaDelta HF Integrale Evoluzione Martini 6 del 1992 viene battuta all’asta a Villa d’Este 2026 con una stima tra 325.000 e 375.000 euro. Si tratta di uno dei soli 310 esemplari prodotti per celebrare i sei titoli mondiali rally conquistati da Lancia. Questo esemplare, con appena 2.367 km, è conservato in condizioni pari al nuovo, con vernice originale, interni ancora protetti e dotazione completa.
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Al Concorso d'Eleganza Villa d'Este 2026 viene venduta all'asta di Broad Arrow Auctions anche un'autentica rarità per gli appassionati di rally e collezionismo: è una Lancia DeltaDelta HF Integrale Evoluzione Martini 6 del 1992 in condizioni eccezionali, praticamente pari al nuovo. L’auto, in vendita il prossimo 17 maggio e stimata tra 325.000 e 375.000 euro, rappresenta una delle versioni più celebrative della compatta sportiva italiana, simbolo del dominio nei rally degli anni Novanta.
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C’è stato un tempo in cui la Lancia DeltaDelta HF Integrale saltava tra i boschi del Mondiale Rally, con il turbo in pressione e la trazione integrale a riscrivere le leggi dell’aderenza. Oggi, invece, non si misura più in secondi sullo sterrato, ma in rialzi progressivi nelle sale d’asta. E il 2026 potrebbe diventare un altro capitolo decisivo in questa trasformazione: quella di un’auto nata per vincere e finita per essere collezionata.
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