Usa, proteste contro il robot-insegnante a scuola. Il sovrintendente: "Non è Terminator"
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Redazione Esteri
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Il progetto che avrebbe dovuto portare il primo robot-insegnante degli Stati Uniti in una scuola pubblica, un’iniziativa dal sapore di avanguardia tecnologica per un distretto rurale dello Stato di New York, si è arenato prima ancora di debuttare. La sperimentazione, ideata dal Salamanca City Central School District per introdurre nelle aule del liceo un robot umanoide dall’aspetto giovanile e dotato di intelligenza artificiale, è stata sospesa a causa di un acceso dibattito che ha diviso genitori, insegnanti e autorità scolastiche.
Il progetto del robot Sally e lo stop della sperimentazione
A finire nel mirino delle polemiche è stato Sally, il robot dalle sembianze umane creato in ogni dettaglio dagli studenti e progettato per affiancare i docenti nelle lezioni di coding, robotica e scienze. L’obiettivo dichiarato, come riportato dalla stampa locale, era quello di realizzare una piccola rivoluzione per una comunità rurale, quella della riserva Allegany della Seneca Nation, che conta circa 1.400 studenti e che spesso resta ai margini dei grandi flussi dell’innovazione tecnologica.
Tuttavia, la prospettiva di un’insegnante artificiale di 24 anni, dalla personalità solare e dal costo equivalente a un anno e mezzo di stipendio di un docente italiano, ha innescato un acceso dibattito che ha portato il commissario statale per l'istruzione a intervenire sulla vicenda.
Le proteste di genitori e insegnanti
La critica principale è venuta da alcuni gruppi di genitori e insegnanti, preoccupati dalle implicazioni etiche e pedagogiche di un utilizzo massiccio dell’intelligenza artificiale in un contesto educativo tradizionale. Ad alimentare le preoccupazioni, l’azienda produttrice, Realbotix, nota soprattutto per la commercializzazione di compagni artificiali con il marchio RealDoll, anche se in questo caso il robot era stato progettato per funzionare come assistente didattico, aiutando gli studenti in difficoltà e generando lezioni.
In questo scenario di incertezza e scetticismo, è intervenuto il sovrintendente del distretto, Robert Breidenstein, per cercare di placare gli animi. "Non è Terminator", ha dichiarato l’esponente dell'amministrazione scolastica, cercando di sdrammatizzare e di rassicurare la comunità sulla natura del progetto, che doveva limitarsi a un ruolo di supporto tecnologico e non di sostituzione della figura umana del docente.
Il dibattito sull’IA a scuola
La vicenda di Salamanca, che si inserisce in un dibattito globale sul ruolo dell'intelligenza artificiale nell'istruzione, è stata seguita con attenzione anche dalla fondazione Woz Ed, l'organizzazione del co-fondatore di Apple, Steve Wozniak, che sta collaborando con Realbotix per esplorare le potenzialità dei tutor robotici. Nonostante il sostegno di alcune figure di spicco del settore tecnologico e il tentativo della dirigenza scolastica di presentare Sally come un'opportunità per ridurre il divario tecnologico, le pressioni della comunità si sono rivelate troppo forti.
Il commissario statale per l'istruzione, dopo aver ascoltato le ragioni delle parti in causa, ha deciso di sospendere il progetto in attesa di una valutazione più approfondita, decretando di fatto il rinvio sine die dell'arrivo del primo robot-insegnante a stelle e strisce nelle aule pubbliche.
La sospensione segna un momento di riflessione importante per il distretto di Salamanca, che si trova ora a dover mediare tra la spinta all'innovazione e la resistenza culturale di una comunità che non si sente pronta ad accogliere l’intelligenza artificiale come compagna di banco. Il futuro del robot umanoide, ideato e costruito con l'entusiasmo degli studenti di robotica, resta ora appeso a un filo, in attesa che le istituzioni trovino un equilibrio tra progresso tecnologico e salvaguardia del modello educativo tradizionale.
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