La storia di “Tetra”: “Io, molestata in un locale a Milano. Lotterò contro gli abusi. Le donne siano libere”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   “Continuo a rivivere quella scena terribile. Nei primi giorni dopo l’accaduto ho pensato che forse avrei dovuto vestirmi in maniera diversa: senza calze a rete, senza pantaloncini. Ma poi mi sono detta che non sarebbe stato giusto: io devo essere libera di vestirmi come voglio, il problema non sono io. Ho deciso di raccontare la mia storia perché voglio espormi contro la violenza sulle donne ed essere parte attiva in questa lotta”.

Queste le parole di “Tetra”, nome d’arte di una cantante di 31 anni, che ha scelto di raccontare pubblicamente l’aggressione subita lo scorso 22 maggio in un locale di via Torino, a Milano. Dopo aver trovato il coraggio di denunciare ai carabinieri, la giovane ha deciso di uscire dall’anonimato per lanciare un messaggio di libertà e resistenza contro ogni forma di abuso, trasformando la sua esperienza in un impegno civile che intende portare avanti anche sul palco.

L’aggressione nel bagno del locale

L’episodio, come ricostruito dalla vittima nel verbale di querela consultato da alcune agenzie, risale alla serata del 22 maggio 2026 quando la 31enne si trovava in un bar di via Torino, nel pieno centro di Milano, a due passi dal Duomo, in compagnia di un gruppo di amici. Verso le 23:30, la ragazza si è recata in bagno insieme a un’amica; quest’ultima è uscita prima, lasciandola sola mentre si lavava le mani.

È in quel momento che uno sconosciuto è entrato nella toilette e l’ha avvicinata alle spalle, scostandole con violenza gli slip e palpeggiandola. Secondo quanto riportato, l’aggressore – descritto come un ragazzo italiano, magro, di altezza media, con occhi e capelli castani e in evidente stato di ebbrezza – avrebbe cercato di bloccarla dicendole “baciami, resta qui”, per poi sbatterla contro il muro.

Lei ha reagito urlando “no, no” e spingendolo via, riuscendo a divincolarsi anche grazie alla scarsa forza dell’uomo, che barcollava per via dell’alcol ingerito.

La fuga e la denuncia

Dopo essersi liberata dalla morsa dell’aggressore, la 31enne è riuscita a fuggire dal bagno e a raggiungere i suoi amici nella sala del locale, ai quali ha subito raccontato l’accaduto. Quella sera, però, Tetra non ha chiamato le forze dell’ordine né si è rivolta al pronto soccorso. “Ero sotto choc e temevo di poter incolpare qualcuno che non c’entrava nulla” ha dichiarato in seguito, spiegando che in un primo momento aveva persino negato di aver riconosciuto il molestatore, nonostante fosse convinta che l’uomo uscito poco dopo dal bagno fosse il responsabile.

Per un mese intero ha tenuto dentro di sé il peso di quella violenza, finché non ha deciso di farsi aiutare. Si è rivolta all’associazione anti-violenza “Scarpetta Rossa”, che l’ha sostenuta dal punto di vista emotivo e legale, e lunedì 22 giugno si è presentata alla stazione dei carabinieri di Porta Monforte per sporgere denuncia formale.

Le indagini e le parole della vittima

Sul caso stanno ora indagando i carabinieri del Comando provinciale di Milano: sebbene la visione delle telecamere della zona possa risultare complicata a distanza di un mese, gli investigatori stanno cercando di identificare il giovane descritto dalla vittima, un uomo magro, dai capelli scuri e mossi e dagli occhi castani, che potrebbe essere un frequentatore abituale del locale. Nel frattempo, la storia di Tetra ha assunto un valore simbolico che va oltre il singolo episodio.

La cantante, che ha già vissuto in passato una relazione violenta e ha raccontato quella sofferenza in una canzone, ha deciso di non restare in silenzio. “Voglio impegnarmi ogni giorno, nel mio piccolo, contro la violenza sulle donne” ha affermato, annunciando che porterà la sua testimonianza anche durante le prossime esibizioni dal vivo, a partire dal 4 luglio al Barrio’s alla Barona, dove intende dedicare mezz’ora al tema per invitare le persone a parlarne e riflettere insieme.

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