Notte choc all’ospedale di Ravenna: paziente 86enne molestata da un giovane ricoverato

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Deve aver pensato di essere finita in un incubo, e anche dei peggiori, la donna di 86 anni ricoverata all’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna che in piena notte ha subito pesanti molestie di natura sessuale da parte di un uomo entrato improvvisamente nella stanza nella quale si trovava. L’episodio, stando a quanto ricostruito dalle cronache locali e pubblicato oggi, si è consumato nel cuore della notte tra lunedì e martedì, all’incirca alle due, sconvolgendo la quiete del reparto di Medicina interna. La struttura, che per definizione dovrebbe rappresentare un luogo di cura e protezione, si è trasformata in pochi istanti in una trappola per l’anziana, la cui vita è stata sconvolta dall’intrusione di un estraneo nel suo spazio più intimo.

L’irruzione nel cuore della notte e la dinamica dei fatti

L’uomo, un giovane di origine nordafricana (stando alle prime informazioni fornite dalle agenzie), era a sua volta degente nella stessa struttura sanitaria, sebbene ricoverato in un’altra ala del nosocomio per una grave forma di anemia. Approfittando del silenzio e dell’oscurità, si è introdotto furtivamente nella stanza dove riposava l’ottantaseienne, la quale condivideva la camera con altri due pazienti, entrambi ultraottantenni. Una volta avvicinatosi al letto della donna, il molestatore le avrebbe appoggiato i genitali sul collo, accanto al viso; un gesto tanto brutale quanto grottesco che ha svegliato di colpo la vittima. Non è chiaro se il soggetto abbia agito approfittando di uno stato di alterazione o meno, ma gli inquirenti hanno subito escluso – come precisato dalla stessa azienda sanitaria – che si trattasse di un paziente psichiatrico in cura nel reparto dedicato, il che ha reso la vicenda ancora più inquietante agli occhi degli investigatori.

Le grida, l’intervento dei sanitari e l’arrivo dei carabinieri

Il trambusto generato dalle urla disperate dell’anziana – che in preda al panico ha cercato di allontanare l’aggressore – ha avuto però l’effetto di interrompere immediatamente l’aggressione. Le grida hanno attirato l’attenzione non solo degli altri degenti presenti nella stanza, ma anche del personale sanitario di turno, accorso prontamente per prestare soccorso alla donna. In seguito all’allarme, sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Ravenna, i quali hanno avviato i primi accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. I militari sono riusciti a identificare il presunto responsabile all’interno della struttura, trovando riscontro nelle testimonianze raccolte e nelle descrizioni fornite dalla vittima. Per lui è scattata la denuncia a piede libero con l’accusa di violenza sessuale, aggravata forse dalle condizioni particolarmente vulnerabili della persona offesa, anche se al momento non risultano applicate misure cautelari restrittive.

Un episodio che riaccende i riflettori sulla sicurezza ospedaliera

L’episodio, sebbene archiviato giudizialmente con una denuncia a carico del giovane, lascia inevitabilmente aperti molti interrogativi riguardo la sicurezza interna della struttura. Come sia stato possibile che un paziente, peraltro non psichiatrico e ricoverato in un’area distante, abbia potuto vagare indisturbato nel cuore della notte per raggiungere una camera diversa dalla sua, approfittando della vulnerabilità di degenti anziani, è uno degli aspetti che gli inquirenti stanno probabilmente vagliando attraverso le registrazioni delle telecamere di sorveglianza o le testimonianze del personale. L’anziana, che si trovava lì per accertamenti medici di routine, si è vista violata nel momento in cui era più indifesa; e mentre i familiari sono stati immediatamente avvisati dell’accaduto, resta il trauma profondo che un evento simile lascia su una persona di quell’età. La Procura, dal canto suo, sta ora cercando di far luce su eventuali falle nel servizio di vigilanza notturna, anche se per il momento l’attenzione resta focalizzata sulla posizione del giovane, di cui si sa che sarebbe dovuto essere dimesso proprio il giorno successivo al fattaccio.

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