Caos in Figc, Maldini e Leonardo si dimettono: il progetto tecnico per l'Italia è già da rifare

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Una giornata che si era aperta con la speranza di ricucire lo strappo si è chiusa con un colpo di scena destinato a segnare una nuova, pesante battuta d'arresto per il calcio italiano. Il progetto di rifondazione della Nazionale, affidato appena sedici giorni fa a Paolo Maldini e Leonardo, è già naufragato.

I due ex dirigenti del Milan, chiamati a ridisegnare le sorti degli Azzurri rispettivamente nei ruoli di direttore tecnico e advisor, hanno rassegnato le dimissioni, comunicando la loro decisione al presidente della Federcalcio Giovanni Malagò con una telefonata arrivata mentre era in corso una riunione con le componenti federali alla vigilia del consiglio di domani.

La scintilla del caso Pirlo

La causa scatenante dell'addio va ricercata nel definitivo tramonto della candidatura di Andrea Pirlo alla guida tecnica della Nazionale. Il nome dell'ex campione del mondo, scelto in piena autonomia da Maldini e Leonardo, era stato accantonato a causa dei rapporti di sponsorizzazione con l'agenzia di scommesse russa Fonbet, un legame che il presidente federale Giovanni Malagò ha ritenuto non più percorribile per chiari motivi di opportunità e che ha scatenato un'autentica bufera politica e mediatica.

Le decisioni del numero uno federale hanno di fatto scavalcato le prerogative dei due dirigenti, i quali hanno visto così messa in discussione la loro autonomia e l'intero progetto tecnico che avevano iniziato a costruire. "Il colloquio di oggi è partito dalla trattativa con Guardiola e successivamente dall'indicazione di Pirlo, dopo i quali sono emersi i problemi che ormai tutti conoscono, attività non note alla Federazione quando ha fatto questo tipo di scelta", ha chiarito all'uscita dalla riunione il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete.

La riunione e l'annuncio a sorpresa

Mentre a Roma, nella sede di via Allegri, si teneva l'incontro tra Malagò e le componenti del calcio italiano (Serie A, B, C, Dilettanti, tecnici e calciatori) per trovare una soluzione condivisa dopo il terremoto Pirlo, la situazione precipitava. I presenti, tra cui lo stesso Abete, hanno appreso la notizia delle dimissioni di Maldini e Leonardo quasi in diretta, attraverso i media. "Fino a 45 minuti fa pensavamo alle alternative volute dal direttore tecnico e dall'advisor.

Ora dobbiamo ripartire da un progetto serio", ha dichiarato Abete, visibilmente colto di sorpresa dagli eventi, sottolineando come "non siamo abituati a certe situazioni". Anche il presidente della Lega Serie A, Ezio Maria Simonelli, ha commentato l'accaduto, ammettendo di non essere rimasto sorpreso dall'esito, poiché "Maldini aveva scelto Pirlo, che però non sarà il ct", esprimendo comunque rammarico per la perdita di una figura che riteneva di grande valore per il movimento.

Le prossime mosse della Figc

Con l'addio di Maldini e Leonardo, la Federcalcio si trova costretta a rivedere completamente i propri piani. Il nuovo assetto dirigenziale e la scelta del commissario tecnico diventano ora una priorità assoluta per Malagò, che ha lasciato la sede senza rilasciare dichiarazioni, con davanti una notte di lavoro e contatti in vista del Consiglio federale di domani.

Mentre per il ruolo di direttore tecnico si fa strada il nome di Giorgio Chiellini, la corsa alla panchina azzurra si è riaperta con prepotenza, con Roberto Mancini indicato come l'uomo del presidente e Antonio Conte come alternativa caldeggiata dai club di Serie A.

Un tentativo di mediazione portato avanti per tutta la giornata, che aveva incluso anche la suggestione del nome di Thiago Motta per provare a tenere in vita il progetto di Maldini e Leonardo, si è infranto contro la fermezza dei due dirigenti, lasciando il calcio italiano a fare i conti con uno dei momenti di maggiore incertezza e instabilità degli ultimi anni.

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