Piastri conquista l'Arabia Saudita e la vetta del mondiale, mentre la McLaren consolida il dominio
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Redazione Sport
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Oscar Piastri, pilota della McLaren, ha scritto una pagina importante della sua ancora giovane carriera in Formula 1 vincendo il Gran Premio dell’Arabia Saudita e issandosi per la prima volta in testa alla classifica mondiale. Un trionfo che, come ha sottolineato lui stesso, è stato deciso già nei primi metri di gara, quando ha strappato la prima posizione a Max Verstappen, partito dalla pole position ma incapace di resistere all’attacco dell’australiano alla prima curva.
Quella di Gedda è stata una prova in cui Piastri ha dimostrato freddezza e precisione, gestendo i ritmi senza commettere errori, mentre alle sue spalle Verstappen – pur lottando con una vettura meno competitiva del solito – ha dovuto accontentarsi del secondo posto. A completare il podio, sorprendentemente, Charles Leclerc con la Ferrari, terzo e unico rappresentante del Cavallino in grado di tenere il passo con i team di vertice. Per la scuderia di Maranello, comunque, il divario rispetto alla McLaren rimane consistente, come dimostrano le classifiche sia piloti che costruttori.
Andrea Stella, team principal della McLaren, ha commentato con soddisfazione la doppia prestazione dei suoi piloti: Piastri, autore di una gara quasi perfetta, e Lando Norris, capace di risalire dalla decima alla quarta posizione nonostante l’errore in qualifica che gli aveva pregiudicato la partenza. "Piastri ha vinto in partenza", ha osservato Stella, riconoscendo come quel sorpasso iniziale abbia di fatto determinato l’esito della corsa. Quanto a Norris, la rimonta gli ha permesso di limitare i danni in campionato, anche se ora è proprio il compagno a dettare il ritmo.
Con questa vittoria, la terza consecutiva per Piastri dopo quelle in Australia e Giappone, la McLaren consolida il suo momento d’oro: quattro successi nelle prime cinque gare della stagione, un dominio che ridisegna gli equilibri della F1 e proietta l’australiano nel ruolo di principale candidato al titolo. Un sorpasso, quello in classifica, che assume un valore simbolico: dopo soli 51 gran premi, Piastri si ritrova a guidare un mondiale che, fino a pochi mesi fa, sembrava essere appannaggio esclusivo di Verstappen e Red Bull




