Lucci risponde a Marotta: "Mai stato accordo con l'Inter per Palestra, in 45 giorni solo dialoghi"
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Redazione Sport
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Il caso del mancato trasferimento di Marco Palestra all'Inter si arricchisce di un nuovo, e decisamente acceso, capitolo. Dopo le parole del presidente nerazzurro Beppe Marotta, che nella conferenza stampa di presentazione della stagione 2026/2027 aveva parlato di un accordo raggiunto con l'Atalanta e di un ripensamento del giocatore, è arrivata la replica durissima del suo agente, Alessandro Lucci. Una risposta che non solo smentisce la ricostruzione del dirigente, ma che getta nuova luce sulle reali dinamiche di una trattativa che, alla fine, ha portato il giovane esterno al Chelsea.
La versione di Marotta: "Accordo con l'Atalanta e impegno verbale tradito"
Nel corso del suo intervento, Marotta aveva delineato una narrazione precisa, che poneva il calciatore e il suo entourage come artefici del fallimento dell'affare. Il presidente dell'Inter aveva dichiarato che il club aveva già raggiunto un'intesa con l'Atalanta per il cartellino del giocatore, ma che poi Palestra era venuto meno a un impegno verbale preso in precedenza, preferendo la corte del Chelsea.
Le sue parole, riportate dai principali media sportivi, non avevano risparmiato critiche al ruolo degli agenti, definiti come "realtà spropositate" che condizionano il destino delle società, e che avrebbero dovuto indirizzare il ragazzo verso una scelta diversa. Una ricostruzione che, secondo Lucci, non corrisponde affatto alla realtà dei fatti.
La smentita di Lucci: "Mai trovato l'accordo tra i club in 45 giorni"
Alessandro Lucci, in una dichiarazione all'ANSA, ha risposto punto su punto alle accuse, esprimendo inizialmente "profondo dispiacere" e "enorme stupore" per le parole di un dirigente con cui, ha ricordato, collabora professionalmente da oltre venticinque anni. L'agente ha tuttavia subito sgombrato il campo da ogni equivoco, smentendo la versione di un accordo già trovato tra i due club.
"La direzione sportiva dell'Inter, rappresentata da Piero Ausilio, ha portato avanti con noi dei dialoghi costanti e costruttivi sull'opportunità di completare il trasferimento del ragazzo" - ha spiegato Lucci - ma "l'elemento che ha determinato l'esito della trattativa non è stato ricostruito in modo aderente ai fatti neanche nella conferenza stampa di oggi: nell'arco di quarantacinque giorni i due Club, con i quali ero in contatto quotidiano, non sono mai riusciti a trovare l'accordo definitivo".
Un dettaglio cruciale, questo, che sposterebbe l'ago della bilancia sull'incapacità di Inter e Atalanta di trovare una quadra, piuttosto che su un presunto voltafaccia del giocatore.
L'inserimento del Chelsea e l'appello al futuro
Proprio questo stallo, durato oltre un mese, avrebbe aperto la strada all'inserimento del club londinese. "Questo ha fatto sì che il Chelsea, con il quale i contatti erano iniziati da appena due settimane - ha proseguito l'agente - come tempestivamente fatto presente a entrambe le società, entrasse negli ultimi giorni in maniera dirompente nel deal con l'Atalanta, con il calciatore e con noi per chiudere in maniera tempestiva l'operazione".
Lucci ha infine concluso il suo intervento con un appello a chiudere la polemica, auspicando che si possa "voltare definitivamente pagina" e lavorare con serenità "senza più attacchi pretestuosi a un ragazzo che merita rispetto". Un invito alla distensione che, però, evidenzia una frattura ormai profonda tra le parti, con due verità che continuano a viaggiare su binari paralleli.




