Caso Sinner-Clostebol, la WADA presenta ricorso
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Redazione Sport
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Il caso di Jannik Sinner, tennista altoatesino e numero uno al mondo, continua a far discutere. La vicenda, iniziata lo scorso marzo 2024 con la positività del campione a tracce infinitesimali di Clostebol, una sostanza dopante vietata, ha subito una svolta significativa il 28 settembre, quando la WADA (Agenzia Mondiale Antidoping) ha presentato ricorso al TAS di Losanna contro la sentenza di assoluzione emessa dal Tribunale indipendente.
Olivier Niggli, direttore generale della WADA, ha recentemente commentato la situazione, sottolineando come l'agenzia ritenga che Sinner abbia una responsabilità in merito alla positività riscontrata. Nonostante il polverone mediatico sollevato dalla vicenda, Sinner ha continuato ad allenarsi, annunciando sui social di essere già al lavoro in vista della nuova stagione. Il tennista, reduce da un 2024 straordinario con la vittoria di due Slam (Australian Open e US Open) e il contributo decisivo al secondo successo consecutivo dell'Italia in Coppa Davis, si trova ora a dover affrontare un periodo di incertezza.
La positività al Clostebol, rilevata nei controlli di marzo, ha rappresentato un duro colpo per la carriera di Sinner, che fino a quel momento aveva vissuto un'annata da sogno. Dopo un breve periodo di vacanza, seguito ai trionfi di novembre alle ATP Finals e in Coppa Davis, l'altoatesino è tornato ad allenarsi a Dubai, proiettandosi verso una nuova stagione ricca di aspettative.
La WADA, nel suo ricorso, ha ribadito l'importanza della responsabilità degli atleti e dei loro team nel garantire la pulizia dello sport. La vicenda, che ha coinvolto uno degli sportivi italiani più amati e seguiti, continua a tenere banco, mentre si attende la decisione del TAS di Losanna.




