Carlo Conti e il giallo su Sanremo 2027, tra il “mai dire mai” e la beffa per De Martino
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A pochi giorni dall’accensione del tradizionale faro dell’Ariston, che quest’anno si riaccenderà sotto la sua direzione, Carlo Conti getta un’ombra di suspense sul futuro del Festival di Sanremo. Il conduttore toscano, che ha sempre comunicato con chiarezza la natura biennale del suo mandato iniziato nel 2025, ha recentemente rilasciato dichiarazioni che sembrano rimodulare, se non altro in termini di possibilità, la sua presenza all’edizione del 2027. Intervenuto a Rtl 102.5, Conti ha infatti riaperto uno spiraglio, citando il suo “illustre concittadino, tal Lorenzo De Medici”, per ricordare che “del doman non v’è certezza” -1-4. Una frase, questa, pronunciata con la consueta cautela che contraddistingue il personaggio, ma che ha immediatamente riaperto il dibattito su chi siederà dietro la scrivania del Teatro Ariston tra due anni. È un’affermazione che, di fatto, rimette in gioco il suo nome, nonostante fino a poche settimane fa la sua uscita di scena sembrasse un dato acquisito e archiviato: lo stesso Conti, del resto, aveva definito “assolutamente remota” la possibilità di una sua riconferma, auspicando anzi un ricambio generazionale con qualcuno “più giovane, aitante e belloccio” -6-8.
Il “grande freddo” sulla staffetta di De Martino
In questo clima di dichiarazioni che si rincorrono e si sfumano, si inserisce la vicenda che ha visto protagonista qualche settimana fa Stefano De Martino, il nome che per ragioni anagrafiche e di popolarità sembrava incarnare alla perfezione quel profilo di conduttore giovane evocato da Conti. La macchina del totonome, infatti, si era messa in moto in modo quasi ufficiale dopo una telefonata in diretta durante la trasmissione di Fiorello, “La Pennicanza”. In quell’occasione, il direttore generale della Rai, Roberto Sergio, era stato letteralmente “incastrato” dallo showman siciliano: con un audio incerto e una domanda a bruciapelo su Sanremo 2027, Sergio aveva lasciato sfuggire un “Ma chi, De Martino?”, scatenando l’entusiasmo in studio e facendo il giro del web come una presa di posizione ufficiale -2-7. L’entusiasmo, però, è durato lo spazio di un mattino. Poche ore dopo, lo stesso Roberto Sergio, interpellato dall’Adnkronos, ha spento ogni entusiasmo con una secca retromarcia, definendo l’intero episodio una “gag incomprensibile” e chiarendo che la sua risposta era riferita a un più generico concetto di “futuro della Rai”, non a una specifica designazione per il palco dell’Ariston -3-5.
Le dichiarazioni che si accavallano e il nodo del dopo-2026
La situazione che ne deriva è, per usare un eufemismo, complessa. Da un lato, assistiamo a un dietrofront del direttore generale che smentisce l’unico annuncio che, seppur nato da un equivoco in diretta, aveva dato una parvenza di concretezza ai rumors. Dall’altro, la Rai, attraverso le parole di altri suoi dirigenti come Williams Di Liberatore, aveva in passato lasciato intendere che un prosieguo di Conti sarebbe stato accolto con favore, definendolo un “diamante” e un “patrimonio” dell’azienda -9. Dichiarazioni, queste, che ora si scontrano con la riapertura del fronte da parte dello stesso Conti, il quale, pur ribadendo la sua serenità e la concentrazione sull’edizione 2026, non ha chiuso del tutto la porta. In questo scenario, la posizione di Stefano De Martino, che molti davano per certo in pole position, diventa paradossalmente più debole: la sua candidatura, che sembrava aver ricevuto una spinta decisiva dalla “telefonata-beffa” con Fiorello, si trova ora sospesa in un limbo fatto di smentite e di un ritrovato appeal del precedessore.
La fase delle indiscrezioni e il silenzio sui veri piani
La fase attuale, a poche settimane dal via della kermesse 2026, è dunque caratterizzata da un’insolita fluidità. La macchina organizzativa della Rai, giustamente, è concentrata sugli ultimi preparativi per l’edizione imminente, con Carlo Conti impegnato a rifinire i dettagli delle serate e a ribadire, come fatto con l’ANSA, la qualità e la varietà delle canzoni in gara -1-4. Eppure, il sottotraccia della trattativa per il futuro non si è mai fermato, alimentando un contraddittorio continuo tra chi, come il diretto interessato, mantiene un atteggiamento possibilitista e chi, invece, aveva già scritto la parola fine sulla sua gestione. Quello che emerge, al netto delle dichiarazioni pubbliche, è una partita a scacchi ancora tutta da giocare. L’unico elemento su cui tutti gli attori sembrano concordare, almeno pubblicamente, è che non ci sarà alcun annuncio ufficiale prima che il Festival 2026 si sia concluso, una posizione che però non placa le indiscrezioni e mantiene alta l’attenzione su un nome, quello di De Martino, che potrebbe essere stato solo il primo di una lunga serie a dover fare i conti con i ripensamenti di Viale Mazzini e la saggezza popolare del “mai dire mai” di Carlo Conti.
Description: Carlo Conti lascia aperto uno spiraglio per Sanremo 2027 citando Lorenzo de' Medici, mentre la Rai smentisce l'annuncio su De Martino dopo la gag di Fiorello.




