I Proud Boys tornano grazie a Trump
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Redazione Esteri
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Enrique Tarrio, ex presidente dei Proud Boys, è stato scarcerato da una prigione federale a Pollock, in Louisiana, martedì 21 gennaio. Poche ore dopo la sua liberazione, ha chiamato il programma del noto complottista Alex Jones per chiarire la sua posizione. Tarrio, che guidava la gang di suprematisti bianchi coinvolta nell'assalto al Congresso americano del 6 gennaio 2021, ha ribadito il suo sostegno a Donald Trump, definendolo "RoboCop Trump".
A fine Novecento, molti credevano che il pragmatismo liberal-democratico avesse trionfato e che le ideologie fossero ormai sepolte. Tuttavia, la grande performance del complottismo ha sorpreso molti. Questo fenomeno, che si trasmette secondo gli schemi epidemici dei social e cambia sede e gestori come un franchising del rancore, è più difficile da contrastare. Gavin McInnes, fondatore dei Proud Boys, ha espresso la sua gioia per la liberazione di Tarrio, annunciando una raccolta fondi di 25 mila dollari per festeggiare. Tuttavia, ha sottolineato che questa somma copre solo le spese di birra e tequila, mentre per le spese legali servono milioni.
Tra gli assalitori del Campidoglio il 6 gennaio 2021 c'era anche Pamela Hemphill, nota sui social come "nonna MAGA" per la sua età e il suo fervente sostegno al movimento Make America Great Again. Hemphill ha scontato 60 giorni di prigione e tre anni di libertà vigilata per la sua partecipazione all'attacco. Oggi, rifiuta la grazia di Trump, affermando che l'ex presidente ha mentito e che avevano torto ad attaccare Capitol Hill




