Treviso piange Marco De Palo, l'allenatore stroncato a 49 anni da una lunga malattia
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Redazione Sport
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Una scia di dolore, che non accenna a placarsi, percorre in lungo e in largo i campi di pallavolo della Marca e non solo, dopo la prematura scomparsa di Marco De Palo, spentosi il 31 dicembre all'età di quarantanove anni. Originario di Molfetta, in Puglia, dove mosse i primi passi agonistici fino a raggiungere i livelli della serie B1, De Palo aveva trovato da tempo dimora a Ponzano Veneto, integrandosi perfettamente in quel tessuto sportivo del Nordest che, fra Trevigiano, Padovano e Bellunese, era divenuto il suo nuovo orizzonte di vita e di gioco. L'uomo, che svolgeva la professione di bancario a Treviso, lottava da circa due anni contro un male incurabile, contro il quale aveva opposto una resistenza silenziosa e dignitosa, come del resto era nel suo carattere riservato e determinato.
Un esempio che arriva dal sud
La sua carriera sportiva, iniziata nella natia Molfetta sotto la guida di tecnici come Pino Lorizio – colui che per ben due volte condusse la squadra cittadina in Serie A2 –, si sviluppò secondo un percorso che molti definirebbero classico per talenti del meridione: la crescita in patria, dove le qualità atletiche e caratteriali vengono forgiate, e il successivo trasferimento al Nord, ricco di società e di opportunità competitive. Quel percorso, però, in De Palo non fu mai una semplice migrazione sportiva, bensì un'autentica fusione di stili e di passioni, che gli permise di lasciare un segno indelebile in ogni realtà che toccò, dalle giovanili alle prime squadre.
Il vuoto nelle società del Montebellunese
Proprio nelle società del Montebellunese, dove negli ultimi anni aveva concentrato il suo impegno di allenatore, il vuoto lasciato dalla sua dipartita è percepito con particolare intensità. Il Montevolley, una delle compagini con cui collaborò, ha voluto ricordarlo con parole che, al di là del formalismo del momento, risuonano sincere e pesanti come macigni: “Sei stato un esempio, in campo e nella vita”. Una dichiarazione che, nella sua essenzialità, racchiude il senso di un’esistenza spesa non nell’inseguimento di trofei eclatanti – sebbene il suo palmarès non fosse affatto povero – ma nella costante trasmissione di valori, di quel rigore tecnico e di quella correttezza umana che sono il vero lascito di un educatore.
Il ricordo che unisce due regioni
Oggi, il lutto unisce idealmente due regioni distanti, la Puglia e il Veneto, accomunate dal ricordo di un uomo che seppe essere, al contempo, un punto di riferimento solido e discreto. La sua scomparsa, giunta nell’apparente sospensione temporale delle festività, ha conferito all’evento un’amarezza ancora più profonda, interrompendo bruscamente le esistenze della sua famiglia e di tutti coloro che, a vario Titolo, hanno condiviso con lui spogliatoi e panchine. La malattia, contro la quale aveva combattuto senza mai abdicare ai propri doveri, ha infine prevalso, ma non è riuscita a scalfire l'immagine di integrità e di dedizione che Marco De Palo ha saputo costruire giorno dopo giorno.




