Ancona piange Giorgio Luzi, l’ad di Conerobus stroncato a 59 anni
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Redazione Interno
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Se ne è andato nella notte, all’ospedale regionale di Torrette, dopo una lunga e tenace resistenza contro una malattia grave, scoperta circa un anno fa e che nei mesi recenti lo aveva costretto a un progressivo allontanamento dalle responsabilità dirigenziali. Giorgio Luzi, amministratore delegato di Conerobus, aveva appena 59 anni e mancavano pochi giorni al suo sessantesimo compleanno, una data che purtroppo non ha potuto raggiungere nonostante il coraggio dimostrato in un calvario costellato da ricoveri e brevi fasi di ripresa. La sua scomparsa, che risale alla notte scorsa, priva il tessuto economico e associativo del capoluogo marchigiano di una figura professionale di raro spessore, universalmente riconosciuta per competenza, visione strategica e un rigore che ne hanno caratterizzato l’intera traiettoria lavorativa.
Un percorso tra pubblico e sport
Maceratese di origine ma anconetano d’adozione, Luzi aveva ricoperto nel corso della sua carriera ruoli apicali in alcune delle principali società a partecipazione pubblica della città, guidandole con quella dedizione che era il tratto distintivo del suo operato. Parallelamente all’impegno professionale, aveva coltivato una profonda passione per il mondo dello sport, in particolare per la ginnastica, ricoprendo la carica di presidente della Virtus Pasqualetti. Quel mondo, oggi, lo piange ricordando non solo il manager ma l’uomo di valore, la cui battaglia contro il male ebbe un antefatto in un incidente occorsogli nei primi giorni del 2025 durante una discesa sugli sci, evento dal quale emersero le prime lesioni e, successivamente, la diagnosi che ne ha segnato il destino.
Il ricordo degli amici del liceo
Oltre alla dimensione pubblica, il vuoto lasciato da Luzi si avverte profondamente nella cerchia delle amicizie più antiche, quelle nate sui banchi del liceo Scientifico Galilei di Macerata. Fu proprio uno di quei compagni, ingegnere informatico di fama internazionale, a creare nel maggio scorso un gruppo di messaggistica dedicato, intitolato “La 5 C per Giorgio Luzi”, quando divenne noto che l’amico aveva intrapreso la sua difficile lotta. Quel forum digitale divenne uno spazio di affetto e memoria per quella che i compagni stessi definivano “la più bella gioventù”, un legame che resisteva al tempo e che vedeva in Luzi, ricordato anche per la sua statura imponente, lo “spilungone geniale” del gruppo.
Una vita tra impegno e dedizione
L’ultimo saluto ai suoi vecchi amici era arrivato attraverso un semplice messaggio, una foto con un commiato essenziale: “Ciao amici”. Una testimonianza di affetto semplice e diretta, che riassumeva il carattere di un uomo che, pur raggiungendo posizioni di grande responsabilità, non aveva mai dimenticato le proprie radici e le relazioni umane. La sua professionalità, caratterizzata da una gestione attenta e rigorosa, ha lasciato un segno tangibile nelle realtà aziendali che ha diretto, mentre la dedizione al mondo sportivo ha dimostrato come i suoi interessi spaziassero ben oltre l’ambito strettamente lavorativo, abbracciando una concezione ampia del servizio e della partecipazione alla vita collettiva.




