Roma, Euroma2 nel mirino: banda con picconi e fumogeni devasta una gioielleria
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La normalità di un lunedì mattina, quella fatta di carrelli, caffè al bar e prime compere, si è spezzata poco dopo le dieci all’Eur. Nel centro commerciale Euroma2, mentre i cancelli erano già aperti da almeno un’ora e le gallerie cominciavano a popolarsi di clienti e lavoratori, un gruppo di rapinatori – almeno quattro, forse cinque secondo le prime sommarie ricostruzioni – ha trasformato la hall in un set da assalto paramilitare. Vestiti interamente di nero, incappucciati e con il volto ben travisato, gli uomini hanno fatto irruzione puntando dritti verso una gioielleria, senza badare alla presenza di decine di testimoni.
L’azione, tutt’altro che silenziosa, ha puntato sulla violenza e sulla spettacolarità del gesto per paralizzare chiunque potesse tentare di reagire. Armati di picconi, i malviventi hanno preso a colpire le vetrine del negozio, mandandole in frantumi con una rapidità che lascia supporre un’accurata preparazione. Non solo: per rendere ancora più confusa la scena e ostacolare eventuali sistemi di videosorveglianza o interventi immediati, hanno svuotato alcuni estintori e acceso fumogeni all’interno dell’esercizio commerciale. Una cortina di fumo densa e accecante ha così invaso l’area, amplificando il panico tra i presenti.
Un blitz fulmineo tra sacchi e preziosi
Mentre la nebbia artificiale si spandeva tra i corridoi, la banda ha agito con una precisione quasi chirurgica. Muniti di grossi sacchi, hanno spazzato via una quantità ancora imprecisata di oggetti preziosi e gioielli, senza apparentemente preoccuparsi dei frammenti di vetro sparsi sul pavimento. L’intera operazione – dalla prima picconata alla fuga – è durata pochi minuti, quelli sufficienti per fare incetta di valore prima che scattassero i sistemi di allarme. Il segnale di pericolo è subito arrivato alle centrali operative della vigilanza privata e alla questura, ma quando le prime pattuglie della polizia si sono presentate sul posto, dei rapinatori non c’era già più traccia.
La dinamica e gli elementi dell’indagine
Secondo una prima sommaria ricostruzione degli investigatori, l’uso combinato di estintori e fumogeni rivela una strategia ben collaudata: non solo per confondere le telecamere di sicurezza – molte delle quali, in un centro commerciale, potrebbero comunque aver registrato i movimenti – ma anche per guadagnare quei secondi preziosi che separano il colpo dalla fuga. Nessun colpo di arma da fuoco è stato esploso, almeno stando alle testimonianze raccolte, e questo elemento potrebbe orientare le indagini verso gruppi specializzati in rapine a basso tasso di violenza balistica ma altamente coreografate. I malviventi si sono dileguati approfittando del caos e dei molteplici accessi della struttura, situata in una zona densamente trafficata dell’Eur.
Le immagini e il lavoro della polizia
Sul posto gli agenti hanno acquisito i filmati dei circuiti interni del centro commerciale, oltre alle registrazioni delle telecamere pubbliche e private nelle vie adiacenti. Le immagini, sebbene parzialmente offuscate dai fumi, mostrano chiaramente le sagome scure dei rapinatori mentre colpiscono le vetrine con i picconi e si muovono con determinazione tra gli scaffali della gioielleria. La refurtiva – gioielli, orologi e altri oggetti preziosi – verrà quantificata solo dopo un inventario completo da parte dei responsabili del negozio, che stanno collaborando con la polizia. Nessuna delle persone presenti all’interno del centro commerciale, nonostante il momento di forte tensione, ha riportato conseguenze fisiche. Le indagini sono ora concentrate sull’analisi dei tracciati di fuga e sulla ricerca di eventuali veicoli utilizzati dalla banda.




