Ligabue all’Allianz Stadium di Torino, la tappa piemontese del tour “Certe notti”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Dopo il tutto esaurito allo Stadio Olimpico di Roma, dove ha raccolto 54mila spettatori, Luciano Ligabue si appresta a calcare il palco dell’Allianz Stadium di Torino. L’appuntamento, fissato per mercoledì 17 giugno, rappresenta la seconda tappa della tranche estiva di "La notte di certe notti", il tour celebrativo con cui il rocker di Correggio festeggia i trent’anni di uno dei suoi brani più iconici, "Certe notti", nonché l’anniversario dell’album "Buon compleanno Elvis".

Sarà una serata, quella torinese, che si preannuncia come un viaggio attraverso tre decenni di carriera, un’occasione per riascoltare dal vivo quelle ventisei hit che hanno infiammato la Capitale e che difficilmente mancheranno nel capoluogo piemontese.

Lo spettacolo e la band

L’impianto dello show, collaudato dalla “data zero” di Bibione fino al trionfo romano, si basa su una scaletta suddivisa in blocchi narrativi, un’idea che lo stesso artista aveva anticipato prima del concerto all’Olimpico. Si parte dai primi pezzi fino ad arrivare ai lavori più recenti, il tutto sorretto da una sezione ritmica che ha un sapore speciale: alla batteria, per la prima volta in pianta stabile nei grandi stadi, c’è Lenny, figlio di Luciano.

Un’asse di briscola dell’emozione, l’ha definita lui stesso commosso durante la conferenza stampa romana, visibilmente orgoglioso di condividere il palco con il ragazzo.

Accanto ai due, una vera e propria parata di “moschettieri” con le chitarre: Federico Poggipollini, Max Cottafavi, Mel Previte e Niccolò Bossini si alternano sul palco per ricreare fedelmente il sound che ha fatto la storia del rock italiano.

La produzione, curata nei minimi dettagli, include maxi schermi e giochi di luce; a Roma, prima dell’ingresso del cantante, le immagini proiettate - tra cui volti noti come Elon Musk o figure politiche come Trump e Putin, alternate a scene di conflitti globali - hanno dato il via a una performance che non è stata solo musicale, ma anche visivamente evocativa.

Un racconto tra ricordi e impegno sociale

Per chi ha seguito il Liga sin dagli esordi, il concerto è un tuffo nel passato, ma con lo sguardo ben piantato sul presente. Ligabue, reduce dall’emozione del ritorno all’Olimpico (dove ricordava gli scherzi dei tecnici che lo alzarono a dieci metri di altezza durante "Leggero" o i diluvi che trasformarono lo stadio in un’Arca di Noè), porta a Torino la stessa energia. Non mancheranno i classici come "Urlando contro il cielo", "Vivo morto o X" e naturalmente l’inno "Certe notti", ma c’è spazio anche per momenti di profonda riflessione sociale.

Tra i passaggi toccanti dello show romano, destinato a ripetersi a Torino, spicca l’esecuzione di "Il mio nome è mai più", brano nato ai tempi della guerra nell’ex Jugoslavia e che oggi, come ha spiegato il cantautore, mantiene una tragica attualità di fronte alle oltre cinquanta guerre disseminate nel mondo. Ma è con l’inedito "Nessuno è di qualcuno" che Ligabue tocca il tema della violenza di genere.

Il pezzo, introdotto da un video con i volti noti dello spettacolo che recitano il titolo, è accompagnato da un richiamo alla fondazione "Una nessuna centomila", a cui saranno devoluti i diritti del brano; durante quella performance, il palco si è tinto di rosso per amplificare il messaggio.

La settimana musicale a Torino

Prima dell’uragano Liga però, la scena musicale torinese offre altri spunti di rilievo per gli appassionati. Martedì 16 giugno, le OGR Torino ospiteranno una "Jazz Night" speciale con il quartetto guidato dalla contrabbassista Julia Hornung e dal chitarrista Giangiacomo Rosso. Una formazione che, reduce da un tour europeo, affonda le radici nel gipsy jazz e nella tradizione manouche per sviluppare un linguaggio contemporaneo fatto di grande interplay e improvvisazione. A seguire, sarà la volta dell’Open Jam, un momento di condivisione aperto ai musicisti presenti.

La sera del concerto di Ligabue, chi cerca sonorità internazionali e più intime potrà invece dirigersi al Blah Blah. Mercoledì 17 giugno, lo stesso giorno dell’evento allo stadio, il locale di Via Po ospita Vibeke Saugestad, cantante e cantautrice norvegese. La sua è una storia particolare: dopo aver girato l’Italia con i The Yum Yums, era sparita dalle scene per poi tornare con un power pop energico, paragonabile - per chi ama gli accostamenti - a una Debbie Harry dei Blondie a torso con i The Knack.

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