Autovelox a rischio spegnimento, Salvini dà due mesi ai Comuni per il censimento
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Centinaia di autovelox potrebbero essere disattivati già da ottobre, se Comuni e Province non provvederanno a censirli entro i termini stabiliti dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. A lanciare l’ultimatum è stato Matteo Salvini, che ha fissato a settembre l’avvio dell’“operazione verità”, concedendo due mesi alle amministrazioni locali per mappare i dispositivi di rilevamento della velocità. Una procedura resa obbligatoria dal decreto Infrastrutture, ma che rischia di arenarsi per l’assenza del decreto attuativo, come sottolineato dal Codacons.
Il Mit ha predisposto una piattaforma dedicata al censimento, ma molti enti locali non hanno ancora inserito i dati, lasciando aperta la possibilità che, allo scadere del termine, gli autovelox non regolarizzati vengano spenti. Un paradosso, considerando che proprio la mancanza del decreto attuativo rende di fatto impossibile adempiere all’obbligo. «Siamo di fronte a un cortocircuito burocratico», denuncia l’associazione dei consumatori, secondo cui, senza un intervento del ministero entro il 19 agosto, il rischio è che migliaia di dispositivi diventino illegittimi.
La questione si inserisce in un contesto più ampio, dove la legittimità degli autovelox è spesso messa in discussione per presunte irregolarità nell’omologazione o nella segnaletica. Sebbene la loro funzione sia ufficialmente quella di migliorare la sicurezza stradale, non mancano le polemiche sul loro utilizzo come strumento per aumentare gli introiti degli enti locali.




