Salvini, "Essere comunisti non è un insulto"
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Redazione Esteri
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Matteo Salvini, noto per la sua cravatta rossa d'osservanza trumpiana, è stato ospite di Lilli Gruber a "Otto e mezzo" su La7, dove ha dichiarato che "essere comunisti non è un insulto". Questa affermazione, accompagnata dal suo inconfondibile modo di gesticolare, rappresenta una smentita rispetto a un suo precedente editto, lanciato in seguito agli scontri di Bologna. In quell'occasione, infatti, Salvini aveva utilizzato il termine "comunista" in modo dispregiativo, suscitando polemiche e reazioni contrastanti.
Nel frattempo, Bologna è stata teatro di violenze da parte dei centri sociali, che hanno attaccato la polizia durante un corteo di CasaPound. Tra gli episodi più gravi, si segnala l'aggressione a un passante, colpito con sedie prese da un locale mentre cercava di attraversare via Augusto Righi. Le circostanze dell'aggressione non sono ancora del tutto chiare: alcuni sostengono che la vittima abbia mostrato un tatuaggio non gradito agli antagonisti, altri che abbia urlato qualcosa verso il corteo.
In un altro episodio, Emily Clancy, figura emergente della sinistra, è stata coinvolta in cortei violenti. Cresciuta tra i centri sociali, Clancy ha partecipato a manifestazioni che hanno visto scontri con le forze dell'ordine. La sua presenza in questi contesti ha sollevato interrogativi sulla sua posizione politica e sul suo ruolo all'interno del movimento.
Infine, Bologna è stata al centro delle cronache per un'altra notizia: l'affitto di una casa di otto metri quadrati, di cui solo sei calpestabili, a seicento euro al mese.




