Mondiali, la Fifa sospende la squalifica a Balogun. Il Belgio insorge: "Decisione sconcertante"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Colpo di scena a poche ore dall'ottavo di finale dei Mondiali 2026 tra Stati Uniti e Belgio: la Fifa ha infatti concesso la sospensione della squalifica per un anno a Folarin Balogun, il centravanti statunitense che era stato espulso al 64' della partita dei sedicesimi vinta 2-0 contro la Bosnia-Erzegovina.

Il giocatore, autore di tre reti in questo mondiale, era stato giudicato colpevole di un intervento falloso su Tarik Muharemovic, un contrasto che l'arbitro Raphael Claus, dopo la revisione al Var, aveva ritenuto meritevole del cartellino rosso diretto. La decisione odierna dell'organo di governo del calcio mondiale, che fa leva sull'articolo 27 del Codice Disciplinare Fifa, ribalta sostanzialmente le regole ferree che avrebbero dovuto costringere Balogun a seguire la partita dalla tribuna.

La mossa della Fifa e il plauso di Trump

La Fifa ha giustificato la sua decisione spiegando che la sospensione della squalifica per un anno è stata concessa in base all'articolo 27 del Codice Disciplinare, il quale consente all'organo giudicante di sospendere l'esecuzione di una sanzione disciplinare già comminata. In pratica, se Balogun dovesse commettere un'infrazione di natura e gravità simili durante il periodo di prova, la squalifica verrebbe immediatamente revocata e la sanzione originaria sarebbe eseguita, senza pregiudizio per eventuali nuove sanzioni.

L'effetto pratico è che il calciatore sarà regolarmente in campo domani sera a Seattle. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, noto per la sua amicizia con il presidente della Fifa Gianni Infantino, non ha perso tempo a commentare la notizia, pubblicando su Truth Social un ringraziamento alla Fifa per aver "rimediato a una grande ingiustizia".

La replica durissima del Belgio

Lontani dall'essere entusiasti, in casa Belgio la notizia ha scatenato una reazione furiosa e immediata. La Federcalcio belga (RBFA) ha diramato un duro comunicato in cui esprime il proprio "sconcerto" per la decisione della Fifa, definita in "diretta contraddizione" con il regolamento della competizione. La RBFA ha sottolineato che l'articolo 66.4 del Codice Disciplinare e l'articolo 10.

5 del Regolamento della Competizione prevedono in modo chiaro e inequivocabile che un cartellino rosso comporti una squalifica automatica per la partita successiva. La stessa norma, come si legge nella nota, era stata ribadita esplicitamente nella Circolare numero 16 del Mondiale 2026, distribuita a tutte le associazioni partecipanti il 12 maggio, e reiterata in tutti gli incontri di coordinamento pre-partita.

"Per salvaguardare i diritti legittimi di tutte le squadre partecipanti e proteggere i principi fondamentali del fair play, la RBFA sta studiando tutte le opzioni potenziali", si legge nella nota della federazione belga.

Un precedente e un precedente pericoloso

La sospensione della squalifica a Balogun non è un caso del tutto inedito nel panorama calcistico internazionale; la Fifa aveva già fatto ricorso a questo stesso cavillo normativo per Cristiano Ronaldo, il quale era stato espulso durante le qualificazioni mondiali e aveva poi beneficiato di una sospensione della pena che gli ha permesso di essere regolarmente in campo nella fase finale del torneo.

La scelta di applicare la stessa norma a Balogun, però, in questo specifico contesto, assume un peso politico e sportivo ben più rilevante, proprio alla luce della tempistica e della posta in palio. La Federcalcio belga, dal canto suo, non ha nascosto la propria intenzione di valutare tutte le opzioni legali possibili, per scongiurare che un precedente simile possa minare l'integrità della competizione in futuro.

La partita, in programma lunedì 6 luglio alle 17 ora di Seattle (le 2 di notte in Italia), si preannuncia quindi già carica di una tensione che va ben oltre il campo da gioco.

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