Tony Effe inguaia Gualtieri
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Redazione Interno
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La musica è finita, gli amici se ne vanno, e il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, si ritrova solo. Solo sei giorni fa, Gualtieri aveva annunciato con soddisfazione che per il Capodanno capitolino dell'anno del Giubileo ci sarebbe stato un concertone con Mahmood, Tony Effe e Mara Sattei, alcuni dei cantanti più importanti del momento. Tuttavia, a meno di due settimane dalla fine dell'anno e a pochi giorni dall'apertura della Porta Santa, la giunta capitolina si ritrova senza niente in mano, se non una figuraccia per la pessima gestione dell'evento.
Tony Effe, noto per i suoi testi controversi, è stato al centro di una polemica che ha visto il sindaco cedere alle pressioni delle associazioni femministe, decidendo di cancellare la sua esibizione. Questo ha portato alla defezione anche di Mahmood e Mara Sattei, lasciando il Campidoglio senza artisti per il concertone di Capodanno. Federico Palmaroli, alias Osho, ha commentato ironicamente la situazione, suggerendo che ormai non restano che i Jalisse o direttamente il sindaco Gualtieri a strimpellare la sua chitarra sul palco.
La decisione di ingaggiare Tony Effe, il rapper del tormentone estivo "Sesso e Samba", ballato persino da Elly Schlein, si è rivelata un boomerang per l'amministrazione capitolina. Il Pd avrebbe potuto scegliere una popstar ecumenica come Cesare Cremonini, ma ha preferito una scelta più controversa, che ha finito per alienare anche gli altri artisti coinvolti.
In questo contesto, la giunta capitolina si trova ora a dover gestire non solo la mancanza di artisti per il concertone, ma anche le critiche per la gestione dell'intera vicenda.




